Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Esce in questi giorni, per i tipi di Laterza, il volume “La societa’ digitale” (pg 189, 10 euro). L’autore e’ Giuseppe Granieri, noto esperto di culture digitali (come recita la quarta di copertina), alla sua seconda prova letteraria dopo il precedente fortunato “Blog Generation” uscito sempre da Laterza un anno fa.. (continua)

28 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Fabio Metitieri dice:

    QUINTA PUNTATA: ANCORA SUL LIBRO

    Oltre a questo, alcuni errori, secondo me gravi, li ho gia’ segnalati. Riporto ancora solo una perla: secondo il nostro occorre “arrendersi all’evidenza che nel network un accordo universale e’ semplicemente contrario alle regole”. Ah. E i protocolli, come il Tcp/Ip, per esempio, cosa sarebbero, se non un insieme di regole universalmente accettate e senza le quali Internet non esisterebbe?

    La bibliografia, poi, e me pare scarna, ma soprattutto sembrerebbe quasi il frutto di una selezione casuale, fatta senza metodo ma soltanto in base alle curiosita’ personali e un po’ disordinate dell’autore, e con alcuni grandi assenti. A parte non aver citato Wenger e colleghi, segnalo solo un altra grave mancanza: non si puo’ parlare di politica on line in Italia senza citare i testi di Miani.

    In compenso si cita – ed ecco di nuovo come usate di fatto i meccanismi di reputazione – una brillante frase di Tramezzino Valdemarin, neppure scritta in un post ma volante, in un imprecisato convegno: “Siamo cresciuti sapendo che spesso la pubblicita’ edulcora o mente”. Una riflessione decisamente illuminanteÂ…

    Ultimissima cosa: sottolineo ancora che e’ interessante notare come esaltate i blog ma cercate ossessivamente la carta e le citazioni su carta, e con una testata o con un editore di prestigio, e che magnificate la condivisione, dall’open source al peer to peer, ma pubblicate solo sotto copyright.

    Ciao, Fabio.

  2. Fabio Metitieri dice:

    QUARTA PUNTATA: ANCORA SUL LIBRO

    Non ritorno una volta di piu’ sui dubbi che ho da sempre sui meccanismi di reputazione e sulla valutazione dell’attendibilita’ delle fonti, di cui ho parlato gia’ troppo, mi trattengo, ma tutti i discorsi di Granieri sulla classificazione, Imo, sono a dir poco ingenui. Gigi’, c’e’ un bel testo, uscito da poco, che ti consiglio vivamente di leggere: Organizzare la conoscenza, di Claudio Gnoli e di altri due autori che non ho il piacere di conoscere.

    Leggilo, poi rivedi le tue riflessioni in merito, pls, prima di sparare sentenze su “le ragioni dei bibliotecari semplicemente non sono sostenibili”.

    Tra te e Mante avete un’idea ben strana del mondo dei professionisti che gravitano intorno alle biblioteche. Secondo voi o sono tutti terrorizzati dal nuovo, o conoscono solo il DeweyÂ… Guardate che non e’ esattamente cosi’. (Scrivere cazzate sul mondo bibliotecario, tra l’altro, non e’ mai una buona politica e spesso riduce le vendite del libroÂ…;-)

    Ciao, Fabio.

  3. Fabio Metitieri dice:

    TERZA PUNTATA: IL LIBRO

    Premetto e confesso: non ho letto le 95 tesi, non ce l’ho fatta. Ma ogni tanto ne sbircio qualcuna, direi 3 o 4 al giorno, per cui in un mesetto dovrei averle finite. E’ che mi sembrano una martellata sulle palle.

    ;-)

    A parte cio’, la cosa che mi perplime, e che forse perplime anche Mante, alla fine della sua intervista, e’ a quale pubblico si rivolge questo saggio.

    E’ un saggio, senza dubbio non divulgativo e di certo inadatto ai non imparati e a chi non frequenta on line o su carta certi salotti e pensatoi sull’evoluzione di Internet. D’altra parte, non dice nulla di nuovo, ma raccoglie e riassume le riflessioni e le analisi dei soliti noti, di cui non elenco neppure i nomi, piu’ qualche altro autore un po’ meno conosciuto e un po’ piu’ estemporaneo. Insomma, io il di-granieri-pensiero lo conoscevo gia’, cosi’ come ho gia’ letto Lessig o Gillmor, e persino – dietro gentile segnalazione di Granieri stesso, qualche tempo fa – qualcosa di Castronova, e so cosa sono l’open source, la coda lunga, il peer to peer, i social network, la folksonomy e persino i blog.

    A tutti gli altri credo proprio che tali discorsi interessino molto poco. Lo stile a volte cerca l’eleganza, tra l’altro, per cui la lettura in alcuni punti risulta un po’ pesante e si tende a perdere il flusso logico delle idee.

    Al contrario dell’intervista rilasciata qui, cosi’ interlocutoria, questo saggio – come il precedente, del resto – e’ un proclama, a dir poco carico di trionfalismo, con pochissimi dubbi e troppe certezze. Il modello del network e’ vincente, i blog trionferanno, chi li critica e’ solo perche’ non li sa usare con successo, e parapapa’, via con le trombe.

    Ciao, Fabio.

  4. Fabio Metitieri dice:

    SECONDA PUNTATA: ANCORA SULL’INTERVISTA

    Concordo meno sul potere delle tecnologie abilitanti. E’ vero, oggi siamo tutti fotografi, cosa 100 anni fa impensabile, ma a dispetto delle convinzioni del maestrino Vanz, non diventeremo mai tutti degli Helmut Newton. Purtroppo.

    L’arte e il professionismo diventano piu’ facili e maggiormente accessibili, ma restano ben distinti dall’amatorialita’. Discorso, questo, che piu’ o meno fanno anche Lessig e Ito: con la nascita della fotografia amatoriale quella professionale non e’ affatto scomparsa, anche se il modello di business complessivo ne e’ stato rivoluzionato.

    E si arriva cosi’ al nodo su cui dissento in modo piu’ deciso sia da Granieri sia dai bloggher in genere: la reputazione.

    Questa stessa intervista e’ una dimostrazione – per la sua piaggeria – di come la volonta’ di sostenersi vicendevolmente non generi risultati interessanti, o non sempre, o non ancora. L’informazione non puo’ e non deve essere fatta nell’ottica dello scambio di favori – anche se spesso questo succede, specialmente per le recensioni – o con il desiderio di guadagnare entrambi piu’ visibilita’ e autorevolezza, oppure, peggio, all’inseguimento di un Tramezzino.

    A parte questo punto, peraltro fondamentale, con la chiacchierata che Granieri ha fatto con Mante potrei concordare al 90%. MahÂ… domani nevica, e poi l’Italia vince i mondialiÂ….

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  5. Fabio Metitieri dice:

    Ok, ho raccolto i miei appunti e ho risentito una seconda volta l'intervista qui. E poi non dire che non ti amo, Gigi', perche' tra letture, ascolti e scrittura ti sto dedicando quasi una giornata di lavoro.

    PRIMA PUNTATA: L’INTERVISTA

    La prima cosa che mi stupisce e' che l'intervista e' molto piu' interessante del libro. Per vari motivi.

    Innanzitutto e a differenza del libro, e' molto interlocutoria e priva di quell'esaltazione di fondo che si trova nel libro (e che mi pare che abbia notato anche Mante).

    Tra l'altro, concordo in pieno con le riflessioni di Granieri – che non mi pare di aver letto nel suo testo, o non in modo cosi' chiaro – sia sul network shaping, sul quale occorre non esagerare con gli allarmi – sia sul trusted computing – con l'accento sulla u, Mante – che non passera' se non per gli utenti che lo vorranno, sia, ancora, su qualsiasi recinzione della Rete, che e' possibile solo a colpi di leggi e di repressioni.

    Sono d'accordo anche sul fatto che oggi sia necessario avere un hub di partenza su di se', on line, anche se Granieri sbaglia, Imo, a far coincidere un'identita' stabile e forte con un Weblog. Se si legge anche solo Gillmor – letting alone i vari psicologi – l'essenziale e' la ricongiunzione delle proprie identita' on line e off line, per usare in modo proficuo la Rete, e il blog di un "Mr. Fake" senza un profilo non assolverebbe questa funzione.

    Ciao, Fabio.

  6. massimo mantellini dice:

    io metitieri ,per ragioni di banale overload, sto seriamente pensando di contingentare il numero massimo giornaliero di tuoi interventi nei commenti di questo blog.

  7. Fabio Metitieri dice:

    I link da qualche tempo qui non mi vengono bene….. ci riprovo…

    Il testo di Gnoli e colleghi e' questo.

    Ciao, Fabio.

  8. Fabio Metitieri dice:

    Mante, lavoro gratis quasi una giornata per fare un favore al tuo amico Granieri, e tu mi tratti cosi'???

    Ciao, Fabio.

  9. Mr. Fake dice:

    Metitieri, visto che il tempo ce l'hai, non la prendere come un'offesa o altro da una semplice domanda, ma perché non ti apri uno spazi tuo? Materia, tempo, bravura non ti mancano.. perché continui con questa tecnica da zecca?

  10. Fabio Metitieri dice:

    Mr. Fake, il tempo non ce l'ho.

    Soprattutto non per rispondere sempre alla stessa domanda che i fake e i non fake qui continuano a farmi da anni.

    Anche per questo ho avuto una lunghissima intervista/chiacchierata con Morbin, alias Enrico Maria Milic, che ti puoi leggere per trovare la risposta a questa ennesima ripetizione della sempiterna domanda che mi perseguitera' fino alla fine dei miei giorni.

    E io saro' logorroico, ma voi riuscite a essere noiosi in cinque righe…

    Ciao, Fabio.

  11. AndreaR dice:

    Mi hai convinto. Non lo compro :)

  12. .mau. dice:

    scusa una cosa, CiaoFabio: non riesco a capire perché ti lamenti del fatto che il libro di Granieri sia un saggio e quindi non di lettura comprensibile al primo che passa – oltre che non avere all'interno nulla di nuovo. Dal mio punto di vista non è una critica (nel senso negativo del termine che è quello che in pratica usi sempre), ma una semplice constatazione.

    Per il resto, concordo con te sul fatto che non basta poter fare tutti fotografie per diventare dei fotografi professionisti – io ne sono un esempio preclaro – e le barriere tra amatorialità  e professionismo rimangono. Però si sciolgono le barriere tra il non poter fare e l'amatorialità , il che per una banale legge statistica può permettere a più amatori di avvicinarsi alla professionalità .

  13. Mr. Fake dice:

    Metitieri purtroppo le domande sono le stesse perché tu commenti centomila blog e non tutti hanno il benedetto tempo che hai tu (e questo è evidente che non hai un caz da fare con tutto quello che scrivi online..) per leggerti ovunque.. Appunto se avessi uno spazio tuo sarebbe più semplice. A ogni modo l'idea che tutti sappiano quello che tu fai o dici su altri blog, o meglio nei commenti ai blog di altri, è decisamente un pessimo sintomo dal punto di vista psicoanlitico..

    In fondo non sei ben diverso dai bloggher che critichi.. la tua è una tecnica opposta ma ugualmente stupida della tanto vituperata costruzione della reputazione online che critichi dalla mattina alla sera.

  14. PatBateman dice:

    Fabio, ti segnalo che c'è uno splendido lavoro sulla credibilità  della comunicazione uscito proprio quest'anno per Rubbettino.

    E' a opera di Guido Gili e s'intitola proprio "Credibilità ".

    Davvero notevole.

  15. Fabio Metitieri dice:

    Mau, la mia e' semplice deformazione professionale, da giornalista.

    Mi rendo conto che chi scrive con velleita' accademiche spesso scrive solo per se stesso, ma io mi domando sempre: quali sarebbero i lettori?

    Nel caso di Granieri, non li vedo, i lettori. Come del resto, mi pare, osserva tra le righe anche Mante, con l'ultimo pezzo della sua intervista.

    Ciao, Fabio.

  16. b.g. dice:

    fabio , dici:

    secondo il nostro occorre “arrendersi all’evidenza che nel network un accordo universale e’ semplicemente contrario alle regole”. Ah. E i protocolli, come il Tcp/Ip, per esempio, cosa sarebbero, se non un insieme di regole universalmente accettate e senza le quali Internet non esisterebbe?

    parlo perché ho la bocca non avendo presente bene il contesto, ma forse avete ragione entrambi perché parlate di cose diverse: non è che ci si riferisce al fatto che gli accordi strutturano il contesto (la sua possibillità ) e quindi sono in qualche modo "esterni", presupposti del contesto, ma "dentro" di esso vige la "regola" dell'impossibilità  di raggiungere maggioranze? (Quindi c'è un dentro-fuori continuo, verrebbe da chiedere?). Il che dovrebbe essere legato al fatto che non siamo in presenza di un medium "sintetico", come la stampa – o il voto… – ma ultradisponibile, distribuito, oltre che multidirezionale, e quindi le sintesi riescono difficili. Non per cattiveria, ma perché non è questo il modo in cui funziona. Siamo nella situazione, simile per certi versi al semplice uso del linguaggio orale tra circonvicini – in cui tutti possono dire la loro cazzata – eccomi! – non in quello in cui c'è un sistema che seleziona quali cazzate devono diventare di dominio pubblico. Per questo trovo un po' bizzarri i proclami di internet come "spazio democratico" (semmai libero: la democrazia implica il voto…)

    Non so se mi sono capito.

    Sul altre cose che dici, sono quasi d'accordo (sulla questione della reputazione: penso che la "proliferazione delle reputazioni" sbaglia se ritiene di dover prendere a modello la "reputazione ufficiale": non ce la farà  mai. Non che quella ufficiale sia estranea a meccanismi di vicinato per nulla opggettivi, ma semplicemente quelli sono meccanismi più elementari, più gestibili)

  17. Fabio Metitieri dice:

    B.G., no, non ti sei capito, mi pare.

    (sarebbe bigiorgio? che e' questa mania del minimalismo persino con i nick? Insomma, se vuoi parlare con me fai uno sforzo, anche piccolo, per identificarti, per darmi almeno l'illusione che sto parlando con un essere umano…)

    Ma, a parte cio'.

    Navigando serendipiticamente tra i blog – ebbene si', lo faccio anche io – ho trovato questa splendida recensione sul Granieri come Sicofante (e di classe A, demagogico, il che mi pare grave). Condivido. E lo invidio, naturalmente, perche' a me non mi si fila mai nessuno. A me mi tocca soltanto Topo Plagio Giustini…

    :-(

    Ciao, Fabio.

  18. .mau. dice:

    Fabio, non ti fila nessuno perché non ci hai un blog :-)

    (non che il viceversa valga necessariamente, ma con te lo sarebbe di sicuro…)

  19. b.g. dice:

    ops, scusa, ho dimenticato di disattivare il metitieri-sfanculante-mode-on

    ;)

  20. Fabio Metitieri dice:

    B.G., come sfanculante dovresti prendere qualche lezione. Come sconnesso, invece, cosi' vai bene.

    Mau, ma io ho piu' di un blog… Solo che non devo annoiarmi io a tenerli.

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  21. Riccardo Ridi dice:

    Intervengo solo per spezzare una piccola lancia (diciamo una lancetta) a favore delle "ragioni dei bibliotecari", che non sono ne' monolitiche (l'ambiente e' variegato) ne' tendenzialmente troppo retrograde. Direi, piuttosto, che in un ambiente dove si e' consapevoli che la storia della trasmissione dell'informazione dura da secoli e millenni, si stenta ad entusiasmarsi acriticamente per l'ultima trovata, qualunque essa sia, perche' probabilmente – ammesso che duri piu' di un battito di ciglia – essa, piuttosto che sostituire le trovate precedenti, si integrera' con esse. Per chi volesse approfondire questo punto di vista segnalo il mio articolo "Biblioteche vs Google? Una falsa contrapposizione" in "Biblioteche oggi", XXII (2004), n. 6, p. 3-5, disponibile anche online a http://www.bibliotecheoggi.it/2004/20040600301.pdf.

  22. massimo mantellini dice:

    rimane il mistero Riccardo, di come tu abbia potuto scrivere un libro intero con Metitieri…;)

  23. Fabio Metitieri dice:

    Nessun mistero, Mante.

    Gliel'ho proposto io, nel '97, dietro suggerimento di una mia collega bibliotecaria e dopo aver letto il suo ottimo "Internet in biblioteca".

    Lui ha accettato, credo, perche' a differenza di te non da' retta ai cioccolatai ma solo ai professionisti.

    Ciao, Fabio.

  24. Ego dice:

    Che manica di scoppiati.

  25. Phil dice:

    Metitieri ma tutto sto professionismo dove lo eserciti? Nei commenti? Ho visto sul tuo sito.. molte delle riviste per cui dici di scrivere non esistono più e sulle altre faccio fatica a trovare tuoi pezzi.. Forse ti firmi con pseudonimo?

  26. Fabio Metitieri dice:

    Ego, e' il bello di Internet. Grandi professionisti che discutono con dei pirla qualsiasi, ma coraggiosi e presuntuosi, naturalmente mandandoli a ranare. In pubblico. E ti lamenti? Preferivi l'epoca in cui esisteva solo Specchio dei Tempi?

    Phil, prima firmati, poi ti dico dove leggere i miei pezzi. Per la maggior parte, pero', sono usciti solo su carta e on line o non ic sono mai stati o non si trovano piu'. Cosa su cui ho sempre rotto le palle a tutti, ma ancora non ci siamo.

    I miei libri, comunque, puoi ordinarli al volo su Ibs . Oppure su Bol, servizio che sconsiglio vivamemte. O in qualsiasi libreria, se ancora usi il brick and mortar.

    Ciao, Fabio.

  27. Fabio Metitieri dice:

    Comunque si', ho firmato su alcune riviste con pseudonimo. Ne ho due. E' una cosa che non mi piace, ma a volte te lo chiedono.

    Ciao, Fabio.

  28. Fabio Metitieri dice:

    Sulle riviste Internet/Ict che non esistono piu'… potrei scolpire – piangendo amare lacrime – una lapide.

    Virtual, E-business trade, Internet news, Italia oggi.it, Happy Web (che oggettivamente era una cagata, con tanti soldi dietro e zero professionalita'), Web Marketing Tools (l'unica su cui non piango, una robaccia da yuppettini ignoranti), l'inserto del Mondo, Panorama Web, Click, Inter.net, e lo stesso @lpha del Sole, che adesso e' miserabilmente scaduto su Nova24…

    E quante redazioni decimate e che hanno cambiato linea, da Week.it a Jack.

    E che vogliamo farci?

    Ma non te ne eri accorto? Ti sei forse perso le crisi del settore Ict che sono passate come uragani dopo lo sboom del 2000 e dopo le torri gemelle nel 2001? Dormivi?

    Be', ti avviso, la crisi continua e anche Smau tenta il tutto per tutto e chiude ai ragazzini. O la va o la spacca…

    Ciao, Fabio.