Oggi su Affari e Finanza altro articolo, a firma Andrea Rustichelli sulle “inadempienze” di Google, al centro, secondo Repubblica, di un “imbarazzante caso internazionale”. Si richiama la storia tutta italiana del “diritto all’oblio” scoppiata (per modo di dire) qualche mese fa. Mentre Google declina ogni responsabilita’ il Garante della Privacy Pizzetti afferma tra l’altro:

“La cosa non poteva soddisfare Pizzetti, che sottolinea anche la scarsa solerzia con cui Google aggiorna le proprie banche dati con le informazioni provenienti dalle varie pagine web: una periodicita’ di circa 6 mesi.”

5 commenti a “IL GARANTE E GOOGLE”

  1. .mau. dice:

    sei mesi?

  2. BigBear dice:

    Macché sei mesi, è da sei a otto settimane, e comunque c'è scritto a chiare lettere sul sito di Google!

  3. Franco Abitante dice:

    forse è solo un fatto linguistico: il garante per la privacy non sa cosa voglia dire "privacy", altrimenti capirebbe che una ricerca in una emeroteca darebbe risultati simili (il mostro in prima pagina e il boxino in cronaca (quando c'è) per dire "ci siamo sbagliati, il mostro è una persona a posto") e che la privacy non c'entra nulla (semmai la qualità  dell'informazione)

  4. Stefano Hesse dice:

    roba vecchia. Dal Garante c'ero anch'io, ci siamo chiariti, massima disponibilita' e massima apertura alla collaborazione. Nessuna situazione imbarazzante, tant'e' che sia noi che Pizzetti siamo entusiasti dei rispettivi feedback

  5. gm dice:

    ma Pizzetti usa il computer?