Il punto di vista (noto, assoluto e discutibile) di Gianni Riotta sulla antica questione fra blogger e giornalisti.

L’utopia di DailyKos a cosa porta, a 6 miliardi di blog ciascuno con un solo lettore, il suo autore? Se guardate cosa i blog mettono online, al 99% trovate articoli di giornali, testi di riviste, conferenze, saggi. Perché nell’informazione la rivoluzione non è mai tecnologica, ma sempre di contenuti. Finché Gutenberg stampa Bibbie in latino poco male, è quando i torchi a stampa le riproducono tradotte in volgare che comincia l’era nuova.

p.s. io a riotta, ogni qualvolta lo sento parlare o lo leggo sul corriere, invidio piu’ di tutto una cosa: la sicurezza con la quale mi spiega come va il mondo.

23 commenti a “LUPACCI ED AGNELLINI”

  1. Gaspar dice:

    Riotta misura l'acqua in metri, e trova che l'acqua non è lunga abbastanza.

  2. gio dice:

    il dubbio nasce dal sapere, l'ignoranza genera invece certezze assolute, da sempre

  3. morbìn dice:

    l'articolo di riotta mi sembra vuoto di argomentazioni tanto quanto i blog da copia-incolla che sbertuccia.

  4. Fiodor dice:

    Mah… Sono opinioni discutibili… è sicuramente vero che molti blog si limitano ad una popera di "compilazione", ma ce ne sono tantissimi altri (compreso il mio, per dire) in cui il materiale è assolutamente orginiale.

    Alla faccia di Riotta.

  5. Maurizio Goetz dice:

    Come mai Riotta, non commenta sulla qualità  dei testi sugli sms? Credo che non abbia compreso, che cosa siano i blog.

  6. Lunar dice:

    ha compreso, ha compreso molto bene e ha pure argomentato.

    Quando c'è uno sciopero dei giornalisti i blogger vanno in crisi, non hanno un casso da dire.

    Ma quando finirà  sta telenovela?

    A proposito, io continuo a leggere i blog per sapere a che ora è la fine del mondo.

    io speriamo che me la cavo. :(

  7. esaù dice:

    Andiamo, Riotta sa benissimo che cosa siano i blog e ha pure argomentato. Del resto, la sua tesi è banale. E mi piacerebbe sapere perché Mantellini non è d'accordo (con argomentazioni).

  8. Enrico dice:

    "Particolare divertente ma non ancora dirimente, l’avanguardia diventa sempre ortodossia in parrucca." Almeno su questo ha ragione, basti guardare i bloggher che sono passati a Nova o partecipano a ogni convegno nazional-pop sui blog.

  9. Maurizio Benzi dice:

    Riotta vuole difendere la categoria dai quindicenni sgrammaticati e si attacca al solito discorso della blogosfera senza lettori… che non fa male a nessuno e che non vuole neanche prendere il posto dei giornali. Perciò di che si preoccupa Riotta? Che stia tranquillo…per un po' i giornali continueranno a pagargli lo stipendio.

    Deliziosi i suoi passaggi, dopo aver smentito in un baleno McLuhan, ci offre la "vera" chiave di lettura della blogosfera:

    Perché nell’informazione la rivoluzione non è mai tecnologica, ma sempre di contenuti.

    Evidentemente Riotta non naviga abbastanza negli ultimi tempi, tanto da non capire che c'è un nuovo giocatore in campo: la Relazione. Non si tratta ne di contenuti ne di tecnologia. Oggi i blog sono uno strumento di espressione dell'interazione tra chi scrive e tra chi legge.

    Sono pronto a scommettere che tra 20 anni la Rete avrà  inglobato gli altri media . Invece tra 20 anni quanto seguito avranno i giornali se restano esattamente come li conosciamo oggi?

    Ciao,

    Mau

  10. Andrea dice:

    La tesi di Riotta e' storicamente risibile, basta la leggere Elizabeth L. Eisenstein, La rivoluzione inavvertita, in cui si dimostra e si mostra come sia la mera tecnita' della stampa a cambiare le cose, non la lingua in cui i libri vengono pubblicati. Ma sono 800 pagine piu' o meno, non vorrete mica che un giornalista sia in grado di leggere un libro cosi' lungo, vero?

  11. Fabio Metitieri dice:

    Mante, io ogni volta che leggo te qui o su Punto, ti invidio piu' di tutto una cosa: la sicurezza con la quale spieghi al mondo come sta funzionando.

    Ed e' proprio per questo che ti amo e che continuo a leggerti assiduamente.

    Pero', Riotta scrive molto meglio ed e' decisamente meno monotematico, almeno questo devi ammetterlo, via.

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  12. ciro dice:

    Possono convivere, i blog e i giornali, io penso. O meglio, possono vivere in maniera differente, su due binari, a diversa velocità  e con diverse direzioni, prospettive, visuali.

    Non ci sono soltanto quindicenni sgrammaticati o malati del copiaincolla, sui blog, così come i giornali non sono tutti scritti da cronisti sfaticati e venduti che guardano con paura al pericoloso, veloce, sagace blogger. Io – modestissimamente – provo un po' tutte e due le esperienze, blog e giornale. Non ci trovo contraddizioni ma differenze. Non ho paura nè dell'uno nè dell'altro. Anzi del giornale sì: il lunedì mattina, quando vorrei essere ancora a letto a dormire ;)

  13. b.g. dice:

    la stratificazione dei media sostenuta da riotta (che è un'ovvia constatazione) è possibile perché sono diversi – ed è il motivo per cui non si sostituiscono, altrimenti sarebbero uguali. Lapalisse.

    Ma ciò che fa la loro diversità  è il mezzo (qui riotta cita malamente mcluhan – l'autore più citato e meno letto di tutti – e fa un esempio che si autosmentisce). Il mezzo differente sviluppa l'esistenza di piani differenti. Che sul piano dell'inforelazione, della rete, non valgano quindi gli stessi criteri che valgono sul piano della stampa e delle notizie è ancora ovvio: quindi sminuire la prima perché "ogni emittente ha pochi lettori" e "non può dettare l'agenda" (come fosse una "stampa minore") vuol dire mancare perfettamente la differenza specifica del mezzo, e impedirsi di capire perché non si sostituiscano.

  14. kurtz dice:

    Gianni Riotta si attorciglia un po’ sul rapporto medium-messaggio affermando che “il messaggio è il messaggio ed è sempre più forte del mezzo”, salvo poi elencare a piene mani esempi di messaggi fusi e ri-forgiati (Gutenberg apprezzerebbe questa metafora ;)) nel crogiolo di media nuovi (“tutti i media sono stati nuovi”, si potrebbe parafrasare Nannucci).

    kurtz

  15. Rusty dice:

    A me è piaciuta la sufficienza con cui Riotta cita l'evoluzione dei media nel '900.

    La TV non avrebbe ucciso i giornali?!?

    Il fatto è che il pubblico globale si è enormemente allargato da quando il 90% era analfabeta, per cui lo share che adesso hanno i giornali dà  ancora da mangiare a qualcuno (o quasi…)

    Ma la realtà  è che – almeno in Italia – in proporzione al riscontro televisivo… i giornali non esistono!

    Con questo, non abbiamo certo dimostrato che l'evoluzione sia migliorativa.

  16. Maurizio Goetz dice:

    Io sono un uomo di marketing e quindi leggo i numeri e analizzo i fatti. Mantellini ha un atteggiamento di idiosincrasia totale nei confronti di ogni forma di marketing. Ma per una volta lo invito a cambiare rotta.

    Consentitemi di uscire dal dibattito culturale, visto che ci si incarta ogni volta e vorrei proporre qualcosa di diverso.

    Vogliamo fare un'analisi economica dell'editoria? Vogliamo vedere se è in buona salute oppure no?

    Gli editori, i giornalisti possono fare due cose, continuare questa polemica del "giornalisti contro blogger" o invece cercare di capire, ammesso che ciò sia vero, le ragioni per cui si vendono sempre meno copie di giornali, settimanali, mensili e conseguentemente cercare di analizzare e comprendere il fenomeno blogosfera.

    Quello che mi piace di Rupert Murdoch è la sua concretezza e onestà  intellettuale. Lui si è reso conto che la sua visione su internet era sbagliata e ha corretto il tiro ed ora sta investendo in quella direzione.

    Non sarebbe ridicolo che a continuare queste sterili polemiche, sui blogger qualche giornalista vero e serio si trovasse un giorno senza lavoro? Magari non sarà  così, ma non vi sfiora il dubbio?

  17. Fabio Metitieri dice:

    Goetz:

    "o invece cercare di capire, ammesso che ciò sia vero, le ragioni per cui si vendono sempre meno copie di giornali, settimanali, mensili e conseguentemente cercare di analizzare e comprendere il fenomeno blogosfera."

    Se ne deduce che secondo te le testate vendono meno a causa dei blog?

    Ciao, Fabio.

  18. Maurizio Goetz dice:

    Assolutamente no, ciaoFabio non dico che le minori vendite delle testate sia attribuibile ai blog, non ho nessun elemento per poterlo dire . E tuttavia' una realtà  che le edizioni on line di certe testate abbiano superato le copie vendute cartacee. E' anche una realtà  che diverse ricerche sulla credibilità  vedono in discesa i mezzi tradizionali di informazione. E' lo stesso vero che molti blog hanno contenuti qualitativamente scarsi, ma non è questo il punto.

    Non ci dimentichiamo che la vera competizione è sull'attenzione e che questa è un gioco a somma zero. Il mio invito è quello di seguire l'esempio di alcune testate americane, che in modo molto pragmatico hanno smesso di giocare al noi contro loro che non porta a nulla e hanno incominciato a sperimentare. Anche da noi ci sono progetti sperimentali come Nova che meritano rispetto a prescindere.

    Io non so se gli esperimenti di integrazione dei CGM all'interno dei media avrà  successo, so solo che a mio modesto modo di vedere, l'atteggiamento di certi giornalisti (non ho detto tutti), non è produttivo per il bene della stessa editoria. Mi sarà  concesso di dire che l'articolo di Gianni Riotta non fa giustizia alla sua intelligenza.

  19. Fabio Metitieri dice:

    Goetz, mescolare la credibilita' (in ascesa??? e dove???) dei blog con il successo delle edizioni on line delle testate, Imo, e' molto sbagliato.

    La testata on line ha lo stesso brand, gli stessi giornalisti, la stessa autorevolezza, gli stessi contenuti. E' un unico prodotto che si propone su due (o piu') canali differenti.

    I blog, invece sono una cosa completamente diversa.

    Allora, per dirla con i sottotitoli per non pensanti: o tu sostieni che le testate tradizionali perdono lettori per colpa dei blog, oppure non ha molto senso invitarle a studiarsi i blog (ed eventualmente e addirittura a imitarli).

    Su questo, volevo che tu chiarissi il tuo pensiero, ma come sempre svicoli…

    Anche perche' se i lettori si spostano on line, ma on line cercano e leggono le stesse Repubbliche e gli stessi Corrieri che leggevano su carta, non mi pare che sia un guaio irreparabile: basta trovare il modo di fare un fatturato decente anche con le versioni on line. Ma i lettori, sempre quelli e magari anche qualcuno in piu', ci sono. No?

    Mentre i blog resterebbero destinati ad altre letture, piu' amene e dialogate, e non legate all'informazione.

    (E Ok, adesso non ditemi che i blog son di mille tipi, che non si puo' generalizzare, ecc, ecc, ecc…)

    Ciao, Fabio.

  20. Fabio Metitieri dice:

    Ah, e dimenticavo di ribadire: il blog di Nova 24 non e' sperimentazione, azi, non e' manco un blog. E' solo la locandina pubblicitaria on line di questo inserto. E, specularmente, la loro idea di dare spazio sulla carta ai bloggher mi pare auto-cannibalizzazione pura.

    Come ho detto piu' volte, del resto.

    Ciao, Fabio.

  21. Massimo Moruzzi dice:

    Fabio, secondo me la gente innanzitutto si sposta dalla carta all'online perchè è gratis e perchè puoi leggere il giornale in ufficio senza che tutti se ne accorgano. Poi, passando più tempo online, uno inizia a fare anche altre cose: compra biglietti aerei, compra e vende online, chatta etc. Spesso, legge anche un blog e lascia dei commenti ogni tanto. A quel punto, non manderà  mai più una lettera al giornale che legge che inizia con… Caro Direttore. Si aspetterà  molta più interazione dal suo quotidiano abituale e, non trovandola, sarà  pronto ad andarsene. Dove, è tutto da vedere. Nòva e il suo blog potranno avere i loro limiti, ma almeno stanno cercando di capire cosa fare, il che è comunque molot meglio che non fare nulla, secondo me.

  22. Tom dice:

    Bah, secondo me tutti questi discorsi sono pippe mentali, scusatemi il termine. Come mai negli USA tutto procede bene ed il rapporto tra giornalisti, blogger, testate e blog è florido e redditizio? Perché voi (Mantellini e tutto il gotha della blogosfera italiana) puntate la Luna ma vi fermate a vedere il dito. Il problema in Italia è l'Ordine dei Giornalisti, la legge sull'editoria, la natura "familistica" dell'accesso al giornalismo, l'organizzazione del mondo dell'informazione secondo il modello dei "clan"… questo è il vero problema.

    Se prima non si risolve quello, è inutile pensare che la blogosfera possa essere un'alternativa, una novità  oppure un concorrente rispetto al giornalismo attuale.

  23. Tony Siino dice:

    Qualcosina l'ho aggiunta qua.