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Se venerdi’ scorso al convegno della FNSI avessi acceso il portatile forse avrei mostrato questa disegno fatto al computer da mia figlia treenne.

Poi avrei fatto vedere, a beneficio di quanti non la conoscessero gia’, la riproduzione di uno dei miei dipinti preferiti, questo.

I Coniugi Arnolfini di Van Eyek.

Poi magari avrei anche detto che, negli anni scorsi e anche un po’ oggi, i rapporti fra blogger e giornalismo non sono stati buoni come avrebbe potuto essere, Un po’ certo per colpa dei blogger ma molto per colpa dei giornalisti che hanno spesso utilizzato lo scarabocchio di una bimba treenne per descrivere un mondo che conteneva anche Arnolfini. Come se io – e’ l’esempio che ho fatto a voce venerdi’ di fronte alla platea del convegno – spiegassi ad un venusiano appena sceso sulla terra cosa sia la letteratura sfogliano un libro di barzellette di Totti.

I giornalisti in massa qual che anno fa hanno divulgato il blogging in questa maniera :

E sporadicamente continuano a farlo pure oggi.

Quindi se vogliamo parlare di rapporti fra weblog e giornalismo occorrono premesse da quinta elementare: tipo specificare che dobbiamo intendere interessati a questo processo solo i weblog che in qualche maniera si occupano di informazione. Doveva essere banale ma come vedete non lo e’.

Quanto alle definizioni a me pare utile quella di Jay Rosen:

Esiste un ambio informativo ampio dentro al quale stanno, allargandolo ogni giorno di piu’, tutte le nuove forme di comunicazione legate alla rete e poi esistono i media. Come li distinguiamo? Perche’ sono quelli che con l’informazione hanno un rapporto economico. In una qualsiasi forma. Non si tratta di una definizione completa, non credo che il giornalismo sia solo ragionare di “soldi e notizie” ma e un distinguo utile a dirci come mai oggi:

1) Il giornalismo e i blog ce si occuano di informazione sono cose molto diverse
2) A differenza del passato non esiste piu’ alcuna coincidenza fra media e informazione.

Se cosi’ stanno le cose, se l’informazioen strutturata da editori, agenzie e redazioni partecipa ad un ambiente informativo piu’ ampio per molti versi mediato da Internet, allora oggi i prodotti del giornaismo vanno sottoposti a quel processo di ridimensionamento digitale molto citato, noto come disintermediazione.

Pensavo a questa immagine per dare una rappresentazione grafica di cosa sia oggi in rete la “intermediazione”. Vale per i contenuti editoriali ma anche per tutti gli altri:

Mentre questo filmatino mi pare una ottima metafora di cio’ che accade con la disintermediazione:

Se le cose stanno cosi ‘, se il giornalismo e’ una cosa ed il blogging un’altra, e’ ovvio che anche il cavallo di battaglia di Beppe Grillo sulla prossima fine del giornalismo e’ una affermazione con poco senso:

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