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Mag
Oggi ho fatto davvero poco. Una domenica tranquilla, inseguendo Francesca per casa e in bici e rimandando un po’ tutto il resto. Una domenica di maggio dal cielo grigio, il nuovo disco di Paul Simon in sottofondo e una occhiata all’aggregatore ogni tanto. Poi cena fuori con Ale (figli dai nonni) a parlare un po’ con calma, che ogni tanto ne abbiamo bisogno. Fra le poche cose lette oggi segnalo questo monumentale articolo di Kevin Kelly sul NYT sullo stato dell’arte della digitalizzazione dei testi letterari. Che piano piano nosostante tutto (emmenomale) procede. Un articolo lunghissimo, pieno di informazioni. Dovrebbero leggerlo (e sono certo che lo faranno) gli amici della Associazione Italiana Biblioteche che mi hanno invitato ad un loro convegno qualche mese fa e che in quella occasione mi sono parsi appassionati, desiderosi di capire il mondo che cambia, intelligenti e…..molto spaventati. Per esempio da iniziative come Google Book Search. Mi guardavano stupiti quella mattina mentre affermavo l’inevitabile: vale a dire che per me lettore avere la biblioteca di Alessandria tutta sul mio notebook non sarebbe poi cosi’ male.

In fondo la stessa cosa la afferma Paolo nel suo podcast di oggi, quando racconta di come sia oggi facile, economico ed immediato rintracciare in rete notizie su un gruppo musicale di cui abbiamo magari letto sul giornale, avendo dopo pochi minuti a casa propria la musica di quel gruppo, appena scaricata da iTunes. (Anche se io ad onor del vero il bel disco dei Non voglio che Clara me lo sono dovuto far spedire in contrassegno direttamente dalla etichetta che lo produce perche’ nessuno dei negozianti della mia zona e nemmeno iTunes ne conosceva l’esistenza)

Esperimenti di un mondo che cambia: incontrare qualcuno che ci rimanga male e’ il minimo che ci possa capitare.

3 commenti a “DOMENICA”

  1. Maurizio Goetz dice:

    Incontrare persone che ci rimangono male è una fortuna, molte sono invece quelle che rifiutano ogni cambiamento.

  2. Fabio Metitieri dice:

    Difficile credere che i bibliotecari dell'Aib siano addirittura "molto spaventati" dal nuovo che avanza.

    Tra loro ci sono professionisti che seguono Internet da piu' tempo di me. La loro lista di discussione, che e' stata fondata nel 1992, quando tu Internet non sapevi che esistesse, oggi ha quasi 5.000 iscritti, che tra l'altro discutono – anche animatamente – senza bisogno di moderazione.

    Mante, forse eri troppo preso dai tuoi pensieri e non hai capito bene… O forse sono stati stupiti da qualcuna delle uscite estemporanee. Sicuro di non aver detto tavanate, a quel convegno?

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  3. Fabio Metitieri dice:

    Quanto al racconto delle cose meravigliose che si possono fare con Internet, queste sono le riflessioni che io scrivevo piu' o meno tra il '92 e il '97, per spiegare – sulla carta – che cosa era la Rete ai tanti che non l'avevano mai vista.

    Oggi lo stupore fanciullesco per la magia di Internet non ha piu' molto senso – soprattutto su un blog o in un podcast, perche' chi arriva fino a un podcast forse a cosa serve la Rete lo sa gia' – e il suo racconto dovrebbe lasciare il posto ad analisi un po' piu' profonde, no?

    Altrimenti preferisco continuare a leggere Turani, che almeno non e' mai soporifero…

    ;-)

    Ciao, Fabio.