L’ultimo film di Carlo Verdone e’ , per stessa ammissione dell’autore, pieno di minispot pubblicitari inseriti ad arte (o a capocchia, non so) nella sceneggiatura. Personalmente mi pare una ottima ragione per evitare di andarlo a vedere ma posso immaginare che qualcuno desideri sottolineare l’innovazione legata a questa ennesima contaminazione. L’unica cosa che nessuno si potra permettere di dire, per una volta, e’ che in casi come questi la pubblicita’ sia un mezzo indispensabile per finanziare l’arte e la creativita’. Sono solo soldi che chiamano altri soldi.

12 commenti a “UN SACCO BRUTTO”

  1. Giorgio dice:

    Ma da quanto tempo è che i film di Verdone sono inguardabili? Da quanto tempo è che ripropone sempre gli stessi personaggi, le stesse facce, le stesse battute?

    Era già  noioso persino nel film "In viaggio con papà ", figuriamoci se fa regia, soggetto e sceneggiatura….

  2. Daniele dice:

    Si chiama Product Placement (che fa molto molto più figo e hip di "Pubblicità  Occulta" o "Minispot pubblicitari inseriti ad arte"

    Gli americani ci hanno ci fanno metà  del budget di alcuni film di grido come Minority Report. In un mondo in cui la gente ormai vede le serie televisive con BitTorrent ed il Tivo ti permette di saltare a pie' pari gli spot, il Private Placement è diventato l'unico mezzo per rendere attraente il prodotto agli occhi degli inserzionisti.

    Io non ci vedo nulla di mano, finché non offende la mia intelligenza. In 24 si vedono router Cisco, palmari Treo e computer Apple un po' dappertutto, ma la regia non si adatta al prodotto.

    I fratelli Lucisano invece subordinano la regia al prodotto e così il faccione di Muccino è messo in ombra dal bottiglione di Acqua Lete (e forse è bene così!).

    Personalmente ho trovato il film godibile e commercialmente azzeccato. Non sono mica tutti blogger là  fuori. Ricordatevi che è successo all'ultimo referendum!

  3. Lopo dice:

    In realtà  i minispot sono abbastanza nella norma rispetto a quanto si vede nei film americani. Possono infastidire, in certi casi distrarre un pochino (soprattutto perché per ora sono una novità ). Ma il vero scandalo è stato nel secondo "Eccezzziunale veramente", che in pratica ad un certo punto viene interrotto da un vero e proprio spot dell'892892, il cui logo figura anche in coda ai titoli, là  dove si solito stanno solo i loghi della produzione e della Kodak. Ecco, questo è davvero inaccettabile.

  4. fumo dice:

    mai visto un pacchetto di muratti in un qualche fil di verdoni-sordi-pozzetto-etc?

  5. gparker dice:

    Impossibile essere daccordo con te in questo caso.

    1) La pubblicità  nei film esiste da sempre

    2) che sia legale è molto meglio

    3) al momento è inserita malissimo nei film perchè siamo agli inizi

    4) può servire a fornire finanziamenti terzi ai film che si rendono un po' più indipendenti dai produttori, che poi questi film non siano artistici poco importa, la legge è buona e si applica a tutto. Se in Casablanca Rick mostrasse la marca delle sigarette che fuma e del wisky che beve e dicesse anche "Questo wisky e queste sigarette sono l'unica cosa che mi consola" cambierebbe qualcosa? No. Ma quei soldi avrebbero finanziato un mito.

  6. Joe Tempesta dice:

    I "product placement" fatti in "Il mio miglior nemico" sono talmente primitivi da risultare grotteschi.

    La Vodafone ovunque ci sia un cellulare, è spesso messa a sproposito, senza alcun legame col resto del film. Si raggiungono livelli altissimi con lo spot della videotelefonata Ginevra-Instanbul: è così inutile nell'economia generale della trama che sembra (e forse è) posticcia.

    Comunque nei titoli di coda sono tutti citati, gli sponsor.

    Altri esempi in altri film, oltre al già  citato 892892 in Eccezzzzziunale veramente 2, la Tim e il Flybook in "Natale a Miami", anche qui onnipresenti.

    Qualcuno ha parlato del fatto che gli americani lo fanno da tempo: ecco, sarà  per quello che i telefoni Nokia in Matrix o l'Audi in Minority Report ci stanno benissimo e quasi non ti accorgi. L'Audi addirittura ha fornito una concept car, altro che telefonino Samsung che si trova da Mediaworld.

    A me non danno fastidio, ma se sono fatti bene.

  7. Maurizio Goetz dice:

    Che ingenuità , il product placement c'è da oltre cinquant'anni. Lo hanno fatto anche registi del calibro di Spielberg con ET, I diversi film di James Bond, Matrix e migliaia di altri film americani ne sono infarciti. Se non te ne sei accorto significa che l'inserimento è stato fatto senza arrecare "troppo danno" alla trama.

    Visto che sei contro la pubblicità , gli spot pubblicitari non ti piacciono, il product placement nemmeno, forse dovresti darci un suggerimento su come finanziare contenuti, film ecc che ovviamente vorresti scaricare gratis dalla rete.

    La pirateria è la risposta a prezzi eccessivi di musica, film e contenuti. Come si fa ad abbassare i costi se non si prende in considerazione anche la possibilità  degli inserimenti pubblicitari?

  8. massimo mantellini dice:

    io sono certamente ingenuo maurizio,

    ma noto che come accade sempre la pubblicita' invade ogni spazio che trova e contamina e indirizza ogni forma di creativita'. Il che e molto differente dal dire che la pubblicita' e' comunque e sempre da biasimare. Il caso del film di Verdone mi pare emblematico. Un film che probabilmente incassera' molti milioni di euro (vasto pubblico, attori molto conosciuti e stimati) e ripaghera' abbondantemente gli investimenti viene ugualmente infarcito di spot (e c'e' molta differenza fra le muratti o il J&B sul tavolo delle commedie di 20 anni fa e i microspot inserti nella sceneggiatura). E' inutile in casi del genere fare domande del tipo: chi paga i contenuti. La domanda giusto sarebbe invece : quanta cacca e' ancora in grado di sopportare sul groppone il pubblico pagante? Un folto numero di esperti ci dice ogni giorno che di spazio in questo senso ce ne e' ancora.

  9. Maurizio Goetz dice:

    Come al solito è questione di buon gusto, non ne farei una crociata :)

  10. Marco Pierfranceschi dice:

    Neanch'io ne farei una crociata… se il buon gusto ci fosse! Purtroppo non è così. :-(

  11. Aurelio dice:

    Una cosa: perché nel film di Verdone sono indecenti e in quello di Nanni Moretti no?

  12. pietro dice:

    Non so il film di Moretti, ma il film di Verdone è veramente brutto ( purtroppo l'ho visto ) quindi anche le marchette contenute sono sul livello del film