Ci sono – mi pare- molte relazioni fra un sondaggio di Eurispes che racconta che un italiano su due, fa quelli in possesso di un titolo di studio superiore, potendo se ne andrebbe da questo paese (una statistica comunque esagerata che contrappone intenzioni bellicose e mammosita’ italica) e la sensazione di poca liberta’ che ogni giorno percepiamo. Non e’ strano andarsene da un paese che a due mesi dalle elezioni invita un politologo in una trasmissione TV impedendogli di dire anche solo la parola “Berlusconi”. Che fa firmare a tutti i partecipanto a programmi RAI una liberatoria nella quale si giura e spergiura di non toccare mai e per nessun motivo alcun argomento che anche solo lontanamente possa rimandare alle future elezioni. Che porta fino ai vertici Rai (che magari potrebbero occuparsi d’altro) la seria questione Cornacchione si, Cornacchione no. O che assiste impotente alla sfilata del Premier in qualsiasi programma radiotelevisivo (Isoradio compresa) fino a 5 minuti prima della odiata par condicio. La poca liberta’ di un paese nel quale i monopoli di Stato comprano una pagina a pagamento sui quotidiani per informare i cittadini che dal 24 febbraio prossimo non potranno piu’ scommettere su Internet i propri soldi perche’ lo stato, con una iniziativa censoria senza precedenti (ma con molte probabili e future altre applicazioni) blocchera’ l’accesso a tali siti web da questo paese. Dei “grandi giornalisti” che querelano chiunque scriva, anche su un piccolo weblog, quanto siano teatrali e senza costrutto certe scene ad uso delle telecamere. Un paese nel quale nel silenzio generale si e’ approvata una legge antipedofilia che introduce il curioso concetto di “pornografia virtuale” secondo il quale qualsiasi immagine ritoccata al computer di un minore di 18 anni potra’ fare di ciascuno di noi un pedofilo incallito. Dove i ministri che danno del “rompiglioni” ai morti assassinati riprendono la propria poltrona dopo una finta espiazione di pochi mesi mentre quelli che scatenano odio e violenza guadagnano un egregio +0,2% nei sondaggi elettorali. Dove essere impresentabili e’ un valore e non un limite, pensate a Taormina, a Borghezio, a Caruso, a Fede, a Feltri, a Ferrara. Dove il giovane e gentile e simpatico ragazzo della ferramenta appena aperta qui sotto casa, propone con leggerezza alla sua clientela portachiavi di ogni foggia e dimensioni. Compreso uno nero con la fota di un tipo pelato dalla mascella pronunciata con la scritta sotto: “Boia chi molla”. Che se fosse un militante almeno capirei. Invece no, trattasi di un bravo ragazzo che vende portachiavi e basta.

14 commenti a “SFOGHI MATTUTINI”

  1. Maurizio Goetz dice:

    Vorrei essere nato al contrario per poter capire questo mondo storto.

    Jim Morrison

  2. Fiodor dice:

    A me sembra perfino poco un italiano su due.

    Da quello che sento in giro c'è un desolante senso di distacco dai problemi del mondo, e ho la spiacevole sensazione che ognuno pensi esclusivamente a salvaguardare il poco che gli resta.

    Personalmente faccio parte di quel 50% che non ne può più anche perchè ho come la sensazione che l'alternativa a questo governo sia deludente, non altrettanto, ma quasi.

  3. Joe Tempesta dice:

    Se c'è un mercato per quei portachiavi, il bravo ragazzo fa bene a venderli (e non fa nulla di male).

  4. Alessandro Longo dice:

    Veramente fa male, è vietato dalla legge l'apologia del fascismo.

  5. Ale dice:

    io resto, eccome se resto!ALE

  6. Joe Tempesta dice:

    Alessandro: "Boia chi molla" è apologia di fascismo?

    Quindi non posso dire "Dio, Patria, Famiglia" e nemmeno mettermi una maglietta con scritto "Tireremo dritto"?

    Mi sembra una bella interpretazione bella larga del reato di apologia di fascismo. Nemmeno per la lingua italiana dire "boia chi molla" è considerato apologia.

  7. Joe Tempesta dice:

    Tieni, Longo, ho fatto i compiti per te. La prossima volta perà  mi paghi ;-)

    L. 20 giugno 1952, n. 645 (c.d. Legge Scelba):

    Articolo 4 – Apologia del fascismo.

    – Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità  indicate nell'articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 (1). Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità  antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni (4). La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa (1). La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del c.p., per un periodo di cinque anni (5). (1) La misura della multa è stata così elevata dall'art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell'art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (4) Comma così sostituito dall'art.4, D.L. 26 aprile 1993, n. 122. (5) Così sostituito dall'art.10, L. 22 maggio 1975, n. 152."

    Siccome "boia chi molla" potrebbe _sembrare_ un "princìpio" del fascismo, ecco che la Corte Costituzionale così si espresse nel 1957:

    Come risulta dal contesto stesso della legge 1952 (le cui norme, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 10, cesseranno di avere vigore appena saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale), l'apologia del fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere non in una difesa elogiativa, ma in una esaltazione tale da potere condurre alla riorganizzazione del partito fascista. Ciò significa che deve essere considerata non già  in sé e per sé, ma in rapporto a quella riorganizzazione, che é vietata dalla XII disposizione.

  8. Piero dice:

    Massimo, non ti preoccupare. La loro condanna è già  stata scritta nel libro della Storia.

  9. georgia dice:

    il link "querelano" non funziona.

    Stai parlando di moncalvo?

    geo

  10. Davide Tarasconi dice:

    Io – come forse già  detto in qualche commento – faccio parte del 50% giovane (22), con istruzione superiore (laurea triennale, per il momento) che vuole andarsene.

    Fra 18-20 mesi approfitterò di un Erasmus per vedere che aria tira da qualche parte del mondo (Spagna, Australia, posti caldi possibilmente) .

    Poi, se ne avrò voglia tornerò.

    Ma non certo per restare.

    Certamente se alle prossime elezioni – come credo succederà  – rimarrà  in carica il presente governo, non resterò a guardare i prossimi anni bui di questo Paese.

    Mi dispiace dire queste cose, ma da nessuna parte c'è la volontà  politica di cambiare le cose, quindi l'unica cosa che mi rimane – il voto – serve a ben poco.

    Che resto a fare?

  11. giobbi dice:

    due modesti appunti

    *spiace osservare come ci si scagli spesso contro le immagini del duce ma si sorrida benevoli di fronte ai simboli di altre feroci tirannidi come la falce e il martello o il crocefisso

    *oltre al fatto di fare il proprio mestiere con mezzo metro di pelo sullo stomaco come la maggior parte dei suoi colleghi avvocati, cosa fa di taormina un impresentabile?

  12. GiACOMO dice:

    Anche io me ne andrei dall'Italia volentieri… e un giorno spero vivamente di riuscire a farlo!

    Il nostro è un paese bellissimo, direi anche uno dei migliori al mondo vista la quantità  di visitatori che arrivano tutti i giorni da ogni parte del mondo.

    La maggior parte delle persone al giorno d'oggi xerò se ne infischia dei problemi del mondo, pensa solo a ciò che avviene nelle immediate vicinanze e che magari potrebbe interferire con la sua vita.

    L'alternativa a questo governo di oggi credo anche io che sarà  purtroppo deludente, anche se sicuramente meno di chi ci governa adesso (come ha detto giustamente prima Fiodor).

    Ma in finale io mi chiedo: scappare serve a qualcosa? Esisterà  un posto migliore o saremo comunque sempre in un modo o nell'altro in mezzo ai problemi ovunque andremo?

    E più che altro: perchè non cambiare quello che abbiamo invece di cercare qualcosa di nuovo? Andandocene potremmo essere paragonati a quelli che si disinteressano dei problemi…

  13. Francesco dice:

    Per la faccenda scommesse, i filtri sono facilmente aggirabili come dimostro nel mio post qui:

    http://sviluppatori.splinder.com/post/7262530

    Vogliamo fare i censori e non ci riusciamo… ma che figura da cioccolattari (con tutto il rispetto per questi ultimii…)!

  14. angelo dice:

    Quando il Regno delle Due Sicilie nel 1860 fu colonizzato da Garibaldi, da Cavour e dai Savoia, dopo il loro insediamento ai contadini e operai dell'ex Regno non restò che emigrare ripetendo la frase "o Briganti o Emigranti!"…e dopo due guerre mondiali (con "le guerre" di Mussolini l'Italia geografica è divenuta più piccola: l'Istria e addirittura Caporetto – cimitero italiano dei caduti della prima guerra -è ora degli Slavi) mi sembra che la Storia si ripeta!

    Angelo