Ennesimo caso di contrapposizione cognome-marchio. Dell computers ha citato il signor Paul Dell, grafico e web designer, per la registrazione del sito dellwebsites.com. Dell Inc. chiede al tribunale un risarcimento di 100.000 euro, 50.000 li reclama la filiale francese di Dell, piu’ altri 500 euro per ciascuna volta che la parola Dell e’ citata nel sito web in questione. I legali del primo produttore mondiale di computer la chiamano “competizione sleale”. Qui una pagina per partecipare alla assistenza legale di Paul Dell. Qui il blog che alcuni amici di Paul hanno aperto per seguire la vicenda.

13 commenti a “L’ARROGANZA DEL MARCHIO”

  1. Prometeo dice:

    Sperando non finisca come per Luca Armani…

  2. livefast dice:

    fiona apple ha i giorni contati…

  3. Maurizio Goetz dice:

    Prometeo ha ragione, questa vicenda l'abbiamo già  vissuta.

    Ho sempre stima per il genio di Giorgio Armani, ma la sua immagine mi si è un po' offuscata.

    Stavo per comprare un pc Dell….

  4. Marco dice:

    Siamo sicuri che Dell sia completamente dalla parte del torto?

    Mi chiedo se il signor, chesso', Paolo Pirelli aprisse un negozio di gomme, come reagirebbe la Pirelli? Probabilmente diffidandolo. Avrebbe torto o ragione?

  5. .mau. dice:

    io a dire il vero credevo che la Dell facesse PC, non siti web.

  6. alessandro dice:

    cmq per il caso armani io sapevo che era perche' Luca Armani ci pubblicizzava il suo timbrificio che e' stato fatto chiudere…

    se avesse messo la foto della fidanzata sarebbe stato tutto diverso… insomma va un po' ridimensionata la cosa

    avanti sparate ora :)

  7. simo dice:

    pubblicità  quasi gratis

  8. Paolo dice:

    ragione piena , però a volte anche la casualità  fa i suoi scherzi e nessuno può vietare loro di aprire un sito con il proprio cognome.Il cognome non si può cambiare , il nome di un'azienda si può – eventualmente – scegliere.E se uno volesse sfruttare tale casualità  a scopi promozionali be…più che dirgli fortunato non gli si può dire purtroppo.

  9. PIETRO dice:

    Io ho mandato una mail alla Dell Italia dicendogli chiaramente che dopo questa notizia avevano perso un quasi sicuro cliente.

    Spero che molti mi seguano

  10. Carlo Odello dice:

    Complimenti al marketing e alla comunicazione di Dell, mi sembra un'ottima mossa per l'immagine dell'azienda. Non capisco dove stia la concorrenza sleale considerato che Dell fa computers quando nn fa cause e il signore in questione fa siti web.

  11. alessandro dice:

    su armani.it era chiaramente piu' palese…

    voglio dire posso chiamarmi anche gino ferrari, ma se deposito ferrari.it e ci pubblicizzo la mia macelleria siamo da capo

    qui il caso dell e' diverso.. la paranoia dei grandi marchi (e dei loro infami avvocati) e' che se io in google digito come ricerca dell+web mi compare proprio quel sito (e direte voi per forza) ma a loro proprio questo non va giu'… che nei metatag ci sia il nome del loro marchio…

    a questo punto se io facessi il sito ferrariwebsites.it anche la ferrari mi romperebbe le scatole… a meno che ovviamente io non abbia un qualche diritto di usare il termine ferrari (chesso' il mio cognome)

    almeno cosi penso

    ale

  12. .mau. dice:

    Armani (Luca) ha perso perché aveva un avvocato che l'ha consigliato malissimo, a dire il vero. A meno che uno pensi che Armani (Giorgio) faccia anche timbri…

  13. enrico bianchessi dice:

    Dove si dimostra che c'è gente pagata per trovare tutte le occasioni per attirare antipatia su un brand e sfruttarle adeguatamente. Complimenti. Non è la prima volta che succede e non sarà  certo l'ultima. Ma mi sembra davvero paradossale spendere (come talune aziende fanno) fiumi di euro in marketing e comunicazione e poi non rendersi conto che i comportamenti reali sono vera comunicazione, più di un comunicato stampa o di una pagina pubblicitaria, tanto più in un contesto come quello offerto oggi dalla blogosfera. Mi è venuto subito in mente Richard Edelmann, una sua recente affermazione, più generale ma sicuramente adatta a questo specifico caso: "How can companies embrace this future of empowered stakeholders? Speak from the inside out, telling your employees and customers what is happening so they can spread the word for you. Be transparent, revealing what you know when you know it while committing to updating as you learn more. Be willing to yield control of the message in favor of a rich dialogue, in which you learn by listening. Recognize the importance of repetition of the story in multiple venues, because nobody believes something he or she hears or sees for the first time. Embrace new technologies, from employee blogs to podcasts, because audiences are becoming ever more segmented. Co-create a brand by taking on an issue that makes sense for your business" O no ??