A Libero hanno davvero la faccia di bronzo. Scrivono (coraggiosamente) che limiteranno il traffico P2P della loro clientela pagante per privilegiare il “traffico conversazionale” e nel contempo cercano di convincerci che tutto cio’ sara’ un vantaggio per gli utenti. Una acrobazia mica da ridere. Fanno anche di peggio: definiscono queste scelte come “fair use”, utilizzando un concetto fondamentale della circolazione delle informazione (un presupposto che sta sempre piu’ riducendosi in tutto il mondo) per fini diametralmente opposti. Il fatto che un ISP possa scegliere quale tipo di pacchetti privilegiare nel traffico dei propri clienti e’ una scelta da rifiutare in toto. E l’unico modo per farlo e’ cambiare provider.

(via speedblog)

26 commenti a “LIBERARSI DI LIBERO”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Sei il solito talebano, mante, che senza basi tecniche e senza cognizione di causa "stiracchia" come fa gli fa comodo quello che legge qua e la' per caso (senza capirlo).

    L'assistenza di Libero scrive tra l'altro:

    "Fuori dagli orari di punta e quando non è necessario non è attiva alcuna policy di QoS".

    Degradare il traffico P2p in orario di punta, trattandolo come "transazionale", non mi pare sia grave.

    Ti faccio notare che tutta la Qos, prima dell'Ipv6 (con il vecchio Mpls, per esempio) e nell'Ipv6, si basa proprio sulla differenziazione del traffico in base alle priorita', e nessuno l'ha mai trovato strano. Anzi, sono anni che si lavora in tal senso. Anzi ancora, tutta la storia dei calcolatori, da quando hanno perso le valvole o giu' di li', e' centrata sulle priorita' di esecuzione. Persino un sistema operativo "pantofolaro" e monoutente come Windows, ormai, ragiona anche in termini di priorita' tra i processi.

    Solo tu, che non hai mai masticato nemmeno un po' di informatica, puoi indignarti per una banalita' simile. Ah, si', certo, e poi devi trovare qualcuno che ti dia occasione per ergerti contro qualcosa e difendere la Rete dalle minacce che corre, altrimenti il tuo blog si ridurrebbe veramente ai soli post sui Britney Spears, vista la tua onniscenza e la tua versatilita', o la tua abilita' a incalzare Microsoft quando ti da' da bere…

    ;-)

    Battute a parte, per questa volta ti consiglio di risparmiare il fiato e di tenertelo da parte per lanciare allarmi se mai dovesse capitare qualcosa di piu' serio.

    Ciao, Fabio.

  2. Fabio Metitieri dice:

    Che poi, per riprendere il discorso sui bloggher che comunque son buoni e disinteressati e scrivono solo per passione, mentre le cose cattive le fanno solo i giornalisti, il tutto lo hai copiato da un blog che chiaramente punta ad avere qualche entrata, e che e' farcito qua e la' di pubblicita' di altri operatori… e mi spiace per Luca Conti, ma non e' una cosa molto carina.

    Ciao, Fabio.

  3. LockOne dice:

    ah, sei tornato, ciaofabio! e dove sei stato, in vacanza?

    troppo breve, eh.

  4. Francesco dice:

    Anche se con toni meno polemici, mi pare che, tecnicamente parlando, quanto detto da Fabio è assolutamente corretto. Tanto più se leggete questa frase del comunicato:

    "solo per le ADSL che non sono su rete di Libero."

    Tutti state dando addosso a Libero, quando poi il problema è un altro: la banda aggregata disponibile che fornisce Telecom per la rivendita è chiaramente insufficiente per una connessione internet, per cui non si può dare tutto.

    Infatti, per come sono strutturati i programmi di P2P, lo scaricamento di 1 singolo file, richiede l'apertura anche di 20-30 connessioni; una singola conversazione voip, invece, richiederebbe l'apertura di una sola "connessione" (in realtà  trattandosi di UDP non è vero end-2-end, ma cmq nei dispositivi intermedi vengono effettuate delle allocazioni di questo tipo).

    In sintesi, quindi un singolo utente che scarica un file prende forzatamente la priorità  di 20 utenti che cercano invece di effettuare una comunicazione voip; inoltre, si tenga presente che il traffico voip ha bisogno di essere isocrono (deve arrivare in tempo!), mentre se a un programma P2P i pacchetti arrivano in ritardo, non c'è danno.

    Lo sbaglio vero di Libero (non ho tale ADSL, ma da quello che leggo in giro capisco che la cosa va come spiego di seguito) è più implementativo che concettuale: nel momento in cui un utente viene identificato con un programma P2P attivo, TUTTE le sue connessioni subiscono il traffic-shape; il fair-use avrebbe invece richiesto che solo le connessione P2P, appunto, subissero penalizzazioni in termini di banda, lasciando all'utente col P2P aperto la possibilità  di fare VoIP o navigazione web come tutti gli altri utenti della rete.

  5. ZeroByte dice:

    Se io scelgo un provider, per diversi fattori.

    Quando ho sottoscritto Libero, non mi ha parlato di restrizioni e mi ha promesso velocità  _fino_ a 4Mb in download ad un prezzo che ha definito "equo".

    A pochi mesi di distanza, e con un contratto che mi lega per 1 anno con loro, mi ritrovo con una velocità  che _a volte_ arriva a 2Mb in download e che non appena apro un programma p2p, mi fa andare a singhiozzo su *TUTTA* la rete.

    Inoltre se provo a scaricare da FTP un qualsiasi file di grosse dimensioni, mi ripresenta la stessa connessione a singhiozzo.

    Allora le cose da chiarire son 2.

    O tale procedura la si espone _PRIMA_ di far firmare un contratto, oppure si _RISPETTA_ il contratto e si offre quello scritto.

    Libero attualmente NON RISPETTA il contratto e PRETENDE che nessuno ne parli…anzi….pretende che le diciamo "GRAZIE" perche' ci sta facendo un piacere.

    Il piacere lo avro' non appena finisco l'anno.

    Saluti

  6. .mau. dice:

    se cambiano le condizioni contrattuali dovresti potere rescindere il contratto, per quanto ne so.

  7. massimo mantellini dice:

    francesco,

    con le motivazioni "tecniche" si avvallano le peggiori schifezze. Io non voglio un IPS che giochi con i miei pacchetti decidendo quali mandare e quali no. Mi pare una questione tutto sommato filosofica e per nulla tecnica. Anche considerando che gli utenti si tengono una dsl con un contratto "fino a…" che spesso va ad un decimo anche senza P2P.

  8. Andrea dice:

    sono in parte d'accordo con Mante… un ISP se vuole può differenziare i pacchetti per ragioni commerciali (es… se non sbaglio quando avevo la flat NGI questi assicuravano che avrebbero avvantaggiato i pacchetti per il gioco online diminuendo così la lag). Ma lo deve comunicare fin dall'inizio

    Altra cosa è però farlo dopo che si è firmato un contratto spinti da una pubblicità  che dice che scaricherai file alla velocità  della luce…

  9. Anonimo dice:

    Be', mante, direi che qui son tutti indignati per l'inadempienza contrattuale (ammesso e non concesso), mentre le "questioni filosofiche" e gli attentati al libero arbitrio dell'utente li vedi soltanto tu.

    Tendi sempre a distorcere i fatti, tra l'altro, per amore del tuo personalissimo quod demonstrandum erat:

    "Io non voglio un IPS che giochi con i miei pacchetti decidendo quali mandare e quali no".

    E infatti, non e' cosi', non e' questo che sta facendo Libero, te lo sei inventato di sana pianta. Complimenti, vedo che con il tempo e con il blog migliori.

    Il reale problema, Imo, e' che per gli abbonamenti "da poveri" che abbiamo noi non esiste nulla che assomigli neppure lontanamente a un Service level agreement, come viene invece fatto per le connessioni professionali.

    In realta', se i servizi fossero specificati nel dettaglio e con un livello minimo garantito, si creerebbero gli Isp dedicati al Voip e gli Isp dedicati al P2p. A ciascuno il suo…

    E, te lo ripeto ancora una volta: i sistemi di Qos non sono il male, sono strumenti utilissimi per rendere la Rete piu' efficiente. Ci hanno pure studiato parecchio per realizzarli, e una delle innovazioni fondamentali dell'Ipv6 (oltre al numero degli indirizzi disponibili) e' proprio la possibilita' di implementare meglio la Qos, con politiche diverse in base al tipo di pacchetto.

    Fattene una ragione: la tecnologia e' importante, per capire come stanno le cose.

    O non ti rendi conto che anche tu stai confondendo i browser con i motori di ricerca?

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  10. Joe Tempesta dice:

    A onore del vero NGI lo SLA ce l'ha, per la cronaca del 95% (e una banda minima garantita degna di questo nome), e non costa nemmeno troppo di più rispetto ad altri: se si vuole un ADSL per usi professionali è la scelta obbligata, IMHO. Tra l'altro permettono di provarla per 3 mesi con un abbonamento dalla durata ridotta e dal costo poco superiore (pochi euro in tutto).[*]

    D'altra parte han ragione coloro che dicono che se pago X per un ADSL a 4Mb saranno affaracci miei quello che ci passo sopra: se voglio che il mio P2P si ciucci tutta la *mia* banda a discapito anche del *mio* VoIP, son scelte mie. Semmai dovrebbero dirlo prima nel contratto, è una questione di rispetto del cliente.

    [*] non ho nulla a che vedere con NGI, se non che ne sono cliente (ADSL con linea solo dati), da poco, e per ora soddisfatto. Ottime anche le varie comunicazioni sull'avanzamento dell'ordine.

  11. Francesco dice:

    (parte 1/2)

    per ZeroByte & Massimo Mantellini circa la configurazione di Libero:

    Vi faccio una domanda:

    1 – supponete di avere una 640/256

    2 – Emule sta scaricando a 80KB/s

    3 – Cominciate a parlare con Skype (che richiede in media 8KB/s per qualità  wideband)

    Cosa preferireste:

    A – Emule scende a 72KB/s e voi parlate *perfettamente* con skype

    B – Emule scende a casaccio e oscilla tra 70 a 75, voi ogni tanto perdete i pacchetti voce e vi incazzate con i creatori di skype perché hanno fatto un sw che fa schifo

    Io sinceramente preferirei A (Per inciso, questa tipologia di configurazione è inserita in tutti i router di parla.it).

    Pensate ora di dividere la vs bella ADSL con 10 fratelli e che tutti cominciano a parlare con la propria fidanzata: Emule avrebbe una velocità  che scende praticamente a zero nell'ipotesi A; nell'ipotesi B il vostro Emule scarica a 40KB/s o più (supponendo faccia 10 connessioni, quindi viene visto dalla rete come 10 "persone") ma i vostri fratelli non riescono a parlare con le fidanzate: questo sarebbe fair nei confronti dei vostri fratelli?

    Cambiate ora l'ADSL con la CDN che dal DSLAM vi collega al vostro ISP e i "fratelli" con i vicini di casa: è ancora così unfair la politica di Libero?

    Purtroppo il problema non sta nel fare una differenziazione del traffico (che, in TUTTE le pubblicazioni scientifiche, rappresenta il meccanismo principale con cui assicurare la fairness), ma nel fatto che la dimensione finale dei link che Telecom fornisce a qualsiasi "rivenditore" come Libero è insufficiente ad accontentare chi vuole parlare con la fidanzata e chi vuole scaricare file con EMule.

  12. Francesco dice:

    (parte 2/2)

    Per questi motivi, secondo me, Libero sbaglia non nel principio ma nella configurazione (==scelta dei parametri di servizio) perché:

    – non viene assicurata una banda minima garantita (considerando quello che leggo in giro…) ai servizi non isocroni come per esempio il P2P (ovvero questa quantità  di banda è evidentemente sottodimensionata rispetto alle esigenze degli utenti)

    – quando il sistema identifica traffico P2P, fa lo shape su tutto il traffico dell'utente, e non soltanto su quello a bassa priorità  (sempre considerando quello che vedo scritto in giro).

    Se c'è dolo nella scelta sbagliata dei parametri, di certo io non posso saperlo. Ma attenzione, sugli utenti viene palesemente fatto shaping e non banning/filtering: insomma l'utente non viene estromesso (quindi Massimo, non c'è nessuna libertà  digitale in gioco; nè tirare in ballo la neutralità  della rete è opportuno in questo caso specifico), ma semplicemente rallentato (evidentemente) troppo ed in malo modo.

    E' chiaro che la differenziazione, nello scenario italiano attuale, in cui un ISP può essere anche fornitore di servizi (TV, VoIP, portale) oltre che di connettività , porta con sè il problema di poter privilegiare, per esempio, i servizi VoIP propri rispetto a quelli dei concorrenti: è su questo "conflitto di interessi" val sicuramente la pena vigilare.

  13. Francesco dice:

    per ZeroByte, mau e altri circa i problemi contrattuali:

    Nel contratto di Libero, in giro sui blog, si dice che sono indicati i servizi a cui si può accedere e cioè (se non erro) SOLO posta elettronica, navigazione web e newsgroup. Se ciò corrisponde al vero, probabilmente non c'è alcuna violazione, da parte di Libero, dei TOS.

  14. massimo mantellini dice:

    grazie francesco,

    ho apprezzato. Resto dell'idea che le liberta digitali siano lo stesso in pericolo per due ragioni

    1 sempre piu' spesso, come anche tu dici, gli ISP venderanno contenuti (pensa a IPTV) e con la stessa logica allocheranno la banda in funzione del proprio interesse e non di quello dell'utente.

    2 Il controllo della tipologia di traffico e' facilmente impugnabile in sede regolamentare (pensa alle recenti blacklist sugli IP pensate dal governo) da soggetti terzi. E tutto sommato per gli ISP la rete "stupida" e' un vantaggio anche dal punto di visat delle responsabilita'. Del resto molte delle questioni di cui parli sarebbero facilmente regolabili lato-client (anche emule puo' essere limitato in utilizzo delle risorse, mi pare)…l'unica cosa che non si puo' fare e' comprimere troppi utenti in poca banda e poi escogitare sistemi per fare le nozze coi fichi secchi dicendo ai propri utenti che cosi' e' normale….

  15. Fabio Metitieri dice:

    Mante, va bene tutto, anche che tu stia strappando a Mafe il titolo di ego più ipertrofico dell'universo, ma per una volta ammettere di aver preso una cantonata, causa chiara ignoranza tecnologica, sarebbe stato piu' elegante.

    Molto meglio di questo arrampicarsi sui vetri dicendo che "si', forse non oggi con Libero, ma prima o poi quello che ho detto succedera' proprio senza dubbio di sicuro"…

    Che poi hai pure le idee un po' confuse (ancora !!!).

    Meglio l'autoregolamentazione del client, pero' ci vuole piu' banda, pero' le blacklist…

    Te lo rispiego per l'ultima volta, poi ci rinuncio.

    La gestione della Qos (quella che probabilmente Libero NON riesce a fare in modo decente), serve a razionalizzare il traffico. E per le blacklist, ci sono gia' ora dei comuni firewall o piu' semplicemente qualsiasi router evoluto che possono implementarle. I Cinesi, se non sbaglio, usano in gran parte i soliti router Cisco.

    Stesso discorso per il favorire il traffico verso i propri contenuti a scapito di quelli altrui, cosa per cui non credo proprio che ci voglia una grande scienza.

    Il fatto che gli Isp abbiano delle policy di Qos e gli strumenti per attuarli (o dovrebbero avereli…) non c'entra nulla con eventuali interessi economici / modelli di business / volonta' politiche di trasformare Internet in qualcosa di diverso da cio' che e' adesso.

    (continua sopra…)

    Ciao, Fabio.

  16. Fabio Metitieri dice:

    (…continua da sotto)

    Personalmente, sulla "cablizzazione della Rete", credo che sia impossibile fare previsioni, se non per puro gusto dell'hypeggiamento da quattro soldi.

    E da sempre tendo a essere ottimista, quando si parla di catastrofi che sconvolgeranno Internet (la prima volta mi avevano intervistato nel 1995, e per sapere se la Rete sarebbe collassata a breve).

    Il tuo non e' neppure un timore nuovo, perche' da anni ciclicamente salta di nuovo fuori.

    Rileggevo in questi giorni un lungo servizio dedicato a Internet, uscito a luglio 1995 su The Economist (no, tu sei troppo giovane di Rete per averlo letto).

    Willian Schrader, allora presidente di Psi, intervistato verso il fondo del pezzo, diceva proprio questo: ad un certo punto, un gestore avra' una rete abbastanza grande, si terra' i propri utenti, con i quali riprodurra' dei modelli di business in stile Telco o cable Tv, e tagliera' fuori il resto di Internet.

    Resteranno quindi due reti, separate, una business, molto cara, e l'altra caotica e per i poveri.

    Una balcanizzazione prevista almeno dal 1995, quindi, e come vedi non sei neppure molto originale.

    Be', son passati quasi 11 anni e ancora non e' successo nulla di tutto cio'.

    Per non lasciarti senza il finale, l'articolista concludeva che tale scenario sarebbe fallito se un numero significativo di utenti avesse scelto le connessioni non business. As simple as that.

    E, ti faccio presente, ci ricordiamo per esempio quanti milioni di utenti nel mondo fanno P2p oggi?

    Piuttosto, scriveva l'articolista in chiusura, scomparira' l'idea di Internet, perche' sara' un mezzo ubiquitario e in grado di trasportare tutto, familiare come la corrente elettrica e facile da attivare come l'inserimento di una spina in una presa.

    Il servizio e' firmato da Christopher Anderson. Ma e' chiaro che e' uno che non capiva un beato, di Internet, e' un giornalista… L'avesse scritto oggi su un blog, forse, gli si potrebbe dar retta, ma cosi'…

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  17. Gatto Nero dice:

    Fabio, ma quest'astio e questa saccenza che dimostri sono figli di una maleducazione cronica, o di rosicamento?

    Perché posso anche riflettere su ciò che dici e dirti che hai ragione, ma se sei un cafone nel modo in cui ti poni tutto ciò che dici lo divido per metà .

  18. Anonimo dice:

    Oh, e saresti educato tu, che mi dai del saccente e del cafone e manco ti firmi con il tuo nome? Strana idea.

    Io ho solo chiarito un brutto errore di mante, comunque, e perfettamente a tono con le sue filippiche.

    Qunado i post qui inizieranno con dei "parrebbe", invece di essere farciti di "velenosi articoli", "facce di bronzo" e "veri idioti", anche io adottero' toni consoni.

    Ciao, Fabio.

  19. Gatto Nero dice:

    Per quanto la cosa ti possa scandalizzare, firmarsi su Internet con un nick, una email e un sito è come firmarsi con nome e cognome.

    Nome e cognome facilmente recuperabile, fra l'altro.

    La storia del "sei più cafone che non ci metti il nome" non regge granché…

  20. Fabio Metitieri dice:

    Che un nick equivalga a nome e cognome dimmi dove l'hai letto, pls. Tutti i teorici della comunicazione on line distinguono con attenzione le due cose, indipendentemente dal fatto che sostengano l'una o l'altra.

    E se il tuo nome-cognome e' facilmente reperibile, mettilo nella firma e risparmiaci la fatica di cercarlo, no?

    A parte questo, darmi del cafone e del saccente, e senza nulla aggiungere alla discussione che si e' fatta qui, e' comunque cafone, oltre che inutile. Io almeno quando sfotto fornisco anche informazioni utili. O almeno delle idee. Tu che hai prodotto, oltre all'insulto gratuito?

    Ciao, Fabio.

  21. .mau. dice:

    dai, CiaoFabio, sai come me che se uno usa sempre lo stesso nick è esattamente la stessa cosa che mettere un nomeecognome che magari non è nemmeno quello vero.

  22. Fabio Metitieri dice:

    Mau, leggiti un po' di letteratura in merito, prima di dire banalita'.

    Ciao, Fabio.

  23. .mau. dice:

    CiaoFabio, sai benissimo che l'ho letta, la letteratura in merito. Come sappiamo tutti e due cosa fai quando non hai nulla da argomentare…

  24. Fabio Metitieri dice:

    E cosa farei? Ma per piacere, mau, comportati da adulto.

    E non so che letteratura hai letto, perche' da Turkle in poi non mi viene in mente un solo autore che dica che un nick e' uguale a un nome-cognome. Lo hai letto su Eva3000?

    Detesto ripetermi, ma sull'importanza di identificarsi ha scritto anche Gillmor, tanto amato dai bloggher (e questo, quante volte l'ho gia' scritto, qui?).

    Non farmi perdere tempo, su.

    Ciao, Fabio.

  25. Fabio Metitieri dice:

    Anyway, no, ti conosco poco, ma da quello scrivi ho sempre sospettato che tu in merito abbia letto ben poco. Questa e' l'impressione che dai, comunque.

    Ciao, Fabio.

  26. Ricky dice:

    Faccio notare che io ho la linea telefonica libero (per la quale, tra l'altro, ci hanno messo 1 anno ad attivarla…..) e da qualche mese mi capita il brutto scherzetto di non riuscire ad utilizzare internet se è attivo emule (nonostante stia scaricando a velocità  ridicole).

    Direi che l'affermazione di libero sul funzionamento dei filtri solo su reti non sue è un'emerita balla! ….una delle tante…..