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Feb
In rete accade anche questo. Linda Lanzillotta sul suo blog scrive un post degno di subitanea crocifissione che anche da queste parti non siamo riusciti a non canzonare un po’ (memorabile la frase sul “ruolo che un grande monopolio multinazionale può avere nell’era della conoscenza“) e lo condisce con alcune sfortunate uscite nei commenti che certo non migliorano la gia’ precaria situazione. Eppero’ c’e’ un pero’. Intanto Linda ci prova. Prova, non sapendolo fare, ad essere on line in prima persona. Magari domani, se la voglia di confrontarsi rimarra’ e non si estinguera’ nel solito vaffanculo che sfugge a molti di coloro che arrivano convinti di trovare in rete adepti piu’ che interlocutori, Linda impararera’ qualcosa che le sara’ utile anche nella vita reale ed in quella politica. Non solo: nei commenti a quel post Paolo Zocchi, che della Margherita e’ – mi pare – il punto di riferimento tecnologico, riesce con pazienza ed intelligenza a tenere i fili del dialogo, aprendo spazi di confronto e di ascolto significativi. Giu’ il cappello, insomma, che da queste parti nessuno nasce imparato.

18 commenti a “BALLA LINDA”

  1. Paolo Zocchi dice:

    Mantelli', so' commosso. Sappi che non è facile lavorare con LL, ma la ragazza, glielo dico sempre, è popperiana, ovvero usa il principio della falsificazione. Quindi impara e capisce, dote assolutamente femminile. Io, per quello che posso, non abbandonerò di un millimetro la prospettiva dell'approccio multistakeholder e spero che anche l'azionista di maggioranza della coalizione cominci a muoversi in questo senso. segnali ce ne sono. Infine spero che, con qualche rinsavimento dell'ultima ora, anche Fiorello possa aiutare tutti noi dai banchi di Palazzo Madama. Keep posted.

  2. Giorgio Zarrelli dice:

    Bravo Mante, ora però scatta la par condicio: tocca essere comprensivi anche con quelli di destra, non ti pare? Non è che le castronerie sono vizi di gioventù da una parte e marchio d'infamia dall'altra, spero.

  3. Andrea dice:

    "e' popperiana, usa principio di falsificazione, quindi impara e capisce". non avevi grandi voti in filosofia. vero?

  4. Fabio Metitieri dice:

    Nessuno nasce imparato, e' vero, pero' c'e' chi ha veramente molto da imparare, forse troppo.

    E non parlo solo di tecnologia o di 'touch and feel' della Rete, ma anche di banale buon senso.

    Questa proposta di Lanzillotta e' demenziale; anzi, mi stupisce che non l'abbia fatta prima Berlusconi, perche' rientrerebbe perfettamente tra le sue sparate:

    "Diamo quindi un’identità  telematica a tutti i nuovi nati attribuendo loro un indirizzo email e rendendoli subito cittadini della rete".

    Oh, si', ne ha da imparare, Lanzillotta, con o senza Popper… e speriamo che impari in fretta, per il bene di tutti.

    In tanti anni che seguo la Rete, ci sono due domande che mi sono sempre posto. Simili, per certi versi.

    La prima e' perche' le grandi firme del giornalismo italiano – non e' necessario fare nomi, sono i soliti sempre bersagliati da mante – quando trattano di tecnologia non si facciano rivedere i pezzi da qualcuno con un minimo di competenza nel settore in questione, prima di scrivere 'teletrasporto' o di confondere i browser con i motori di ricerca.

    La seconda e' perche' i politici, sempre in materia di tecnologia, non solo non studiano (non si applicano, si direbbe alle elementari), ma non si forniscono – neppure loro – di esperti, prima di buttare li' una tavanata in qualche programma o di approvare un decreto Urbani.

    Un tempo pensavo che con la massificazione di Internet, chesso', dopo il 2000 o il 2003, queste domande avrebbero se non altro trovato una risposta sensata, se non addirittura una soluzione, ma ormai ho perso ogni speranza.

    Ciao, Fabio.

  5. Andrea dice:

    dal sito di Zocchi: "Io ritenevo che si sarebbe potuta fare una buona legge europea sui brevetti sofwtare, preludio alla riforma del nsotro scalcinato Ufficio Brevetti". e cosi' ho trovato un altro che non votero'.

  6. LockOne dice:

    fff, troppo buonista.

  7. Francesco Soro dice:

    Come ho scritto oggi stesso sul blog di Sergio Maistrello, per crescere e stappare le bottiglie abbiamo bisogno anche di voi.

    Su una cosa però vi possiamo dare garanzie da subito: non siamo lì a chinare la testa e a dire acriticamente signorsì.

    Teneteci d'occhio, anche senza apparire, ve ne accorgerete. E se qualcuno deludesse, picchiate duro. In pieno spirito bloggers.

    E ora vi saluto, vado a correre, sic, ho messa 'na vagonata di chili di troppo.

  8. Mauro dice:

    Non si può giudicare una persona da una sola affermazione, che oltre tutto data la difficoltà  dell'argomento non può che essere letta fuori dal contesto. Come se in cinque righe potessimo capire la posizione esatta di Zocchi in tema di copyright.

    Detto questo, e qundi correndo lo stesso rischio di dare informazioni incomplete, pochi post sotto ho trovato questo:

    "Lo dico a tutti, ho studiato e sono contrario, anzi contrarissimo al trusted computer (andatevi a vedere su wikipedia di cosa si tratta e non mi chiedete di mettere il link, datevi da fare). Ma la cosa che più mi sconcerta è come quelli di Intel possano essere tanto stupidi da pensare che un chip che ti controlla non porterà  in breve tempo alla nascita di concorrenti in grado di fregargli ampie fette di mercato."

    Prima di mettergli al volo una croce sopra vorrei "conversare" con Paolo Zocchi. Chissà  mai che esserci sbattuti per anni contro il CD decreto Urbani, i DRM selvaggi, la brevettazione software tout-court, e tutto quanto fa danno alla rete possa passare a una fase più produttiva, quella del portare questi argomenti a chi ne può fare qualcosa di utile.

    Il governo sta per cambiare, i prossimi cinque anni vedranno una importante fase di regolamentazione della rete (non diretta dall'Italia — sia chiaro): è un momento in cui il dialogo serve molto più dei lamenti e delle critiche.

  9. Andrea dice:

    Conversare con Zocchi? Perdonami, la frase da me riportata, benche' decontestualizzata non puo' avere interpretazioni oltre a quella che e' chiara a chiunque legga – e francamente, io sono stufo di conversare con persone che non hanno gli strumenti per capire neppure i problemi centrali di una conversazione. Studino, pensino, dicano qualcosa di sensato e poi si puo' iniziare a discutere.

  10. Andrea dice:

    … e per di piu' nel blog di Zocchi non di possono postare commenti. Chissa' mai perche'.

  11. ciro dice:

    La moglie di Bassanini, se non vado errato. Bene, molto bene.

    Ascoltare, valutare, VOTARE.

  12. Chico dice:

    A me sembra che i commenti sul blog di Zocchi si possano lasciare…

  13. Andrea dice:

    i commenti li puoi lasciare, solo che non appaiono, vengono filtrati prima / o almeno accade a me che uso firefox con windog – al mio mac si e' rotto l'hd :(

  14. Francesco Soro dice:

    I commenti da Paolo si possono lasciare. Non da oggi, da sempre.

    E qualche intolleranza si è vista anche da queste parti (…) e non mi riferisco al "tenutario del blog" (…)

    Criticare, d'altronde, è molto più facile che costruire e partecipare. No?

    Da parte mia, ribadisco l'invito a partecipare. Con Paolo, con noi di blogperlamargherita.com. Veicolare le vostre energie verso proposte è, almeno a mio sommesso avviso, la cosa più utile da fare.

    Lo so, sono un inguaribile romantico.

  15. Giorgio Zarrelli dice:

    "E qualche intolleranza si è vista anche da queste parti (…) e non mi riferisco al "tenutario del blog" (…) "

    Brutto vizio quello delle mezze frasi. Se si critica, si dice colpa e colpevole e non si spara nel mucchio.

    Poi, come vedi, criticare è un'arte e per farlo bene ci vuole intelligenza. Altrimenti, che critica "costruttiva" si potrebbe avere?

  16. Andrea dice:

    Allora succede solo a me di non riuscire a lasciarli; ma e' anche peggio: non ho trovato un post commentato.

    Per altro, io sono anni che insegno, scrivo e parlo di open source dal punto di vista giuridico e politico. Foste venuti alle mie lezioni, insegno in un'universita' pubblica e sono libere, magari, adesso, si potrebbe anche discutere, invece di passare il tempo a correggere i vostri madornali errori.

  17. Francesco Soro dice:

    Perchè "mezza frase": ho solo ritenuto inutile creare tensione con nomi e cognomi.

    Questo premesso, e mi rivolgo anzitutto ad Andrea, ho 35 anni, uno studio professionale avviato, e da un anno dedico pressochè tutto il mio tempo libero a cercare di apprendere per potere essere all'altezza dell'ambizioso obiettivo che mi sono dato: essere parte del ricambio generazionale che ritengo ineliminabile per migliorare questo paese ingessato. Non ho assistito alle tue lezioni, questo è vero, ma non credo sia motivo di colpa poi così grave (le ore sono pur sempre 24). Quel che è importante è *se* e *come* mi impegno.

    Questo per dirti soltanto che dietro quel generico e un po' sprezzante "Voi" ci sono storie personali differenti, sacrifici, passione, emozione, e, perchè no, anche errori. C'è tanta volontà  di cambiamento, tanta volontà  di non uniformarsi, di reagire, di fare *davvero* il bene di questo paese.

    Mi spiace dunque quando vedo persone del tuo (vostro) livello, che potrebbero essere parte di questo difficile cammino, si lasciano andare a generalizzazioni. Prova (provate) a conoscerci, non dico che sposeresti il nostro progetto, ma forse apprezzeresti il lavoro e, soprattutto, la volontà  di mettersi continuamente in discussione che ci anima.

    E per chiudere 'sta pippa colossale, rinnovo l'invito: collaborate, collaborate, collaborate. Noi, per parte nostra, ascolteremo, ascolteremo, ascolteremo. D'altronde, saremmo idioti a non farlo. :P

  18. Giorgio Zarrelli dice:

    Fare nomi e cognomi non è un'inutile momento di tensione, anzi un dovere di chiarezza perché si possa superare il problema.

    "Prova (provate) a conoscerci, non dico che sposeresti il nostro progetto, ma forse apprezzeresti il lavoro e, soprattutto, la volontà  di mettersi continuamente in discussione che ci anima."

    Anche se di sinistra non sono, apprezzo il lavoro, i progetti e le speranze, la buona fede soprattutto.