Leggo su Specchio di ieri di questa fantastica iniziativa di Mice Tv (Mobile Info Communication Entertainment tv). Uno schermo da 7 pollici montato sui taxi che trasmette filmati, rubriche, notizie di borsa e , soprattutto, spot pubblicitari. Il cliente del taxi (servizio che paga profumatamente) e’ costretto (i taxisti dicono che non e’ possibile spegnere) al diluvio imbecille della pubblicita’ imposta. Via wireless, pero’. Curiosa anche la faccenda della foto pubblicata sul supplemento de La Stampa di ieri, riprodotta qui sopra. I credits su Specchio sono riferiti a Marco Pesaresi/Contrasto. Luca di Nardo, sul suo blog dice che la foto (che e’ certamente la stessa) l’ha scattata lui a corredo di un post su Mice Tv pubblicato 4 mesi fa.

7 commenti a “LE INVASIONI BARBARICHE”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    A questo punto si meritano la liberalizzazione delle licenze.

  2. Tispezzolebraccine dice:

    Marco Pesaresi, ottimo fotografo rappresentato da Contrasto, e' mancato alla fine del 2001. Di conseguenza, penso che Specchio abbia sbagliato l'attribuzione del credit… (a meno che la novita' di Mice Tv non sia poi una novita' "recente")

  3. Anonimo dice:

    http://images.google.it/images?q=taxi.gif&svnum=10&hl=it&lr=&start=80&sa=N

  4. Giorgio dice:

    Bella trovata, così il cliente è più distratto mentre il tassista fa "melina" per allungare il tragitto. A Livorno direbbero che è una "bella ca'ata"…

  5. Massimo Moruzzi dice:

    se è per questo, la meritavano anche prima, la liberalizzazione delle licenze…

    mi toccherà  prendere i ltaxi "alla brasiliana". davanti, di fianco ar tassinaro.

  6. Squonk dice:

    Per la cronaca, questa cosa non è mica nuova. Me la sono trovata su un taxi a Roma a settembre dell'anno scorso. Davano sketch di "Colorado Cafè" (il grado 1 della comicità ; il grado 0 è quello del Bagaglino, direi). Il taxista pareva divertirsi molto, con l'audio.

  7. Maurizio Goetz dice:

    Che tristezza invece di pensare ai contenuti di valore, si aumentano i contenitori ed i canali aumentando così il "sovvraccarico informativo" a cui siamo esposti ogni giorno.