Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Due piccoli episodi che riguardano il mondo dell’informazione accaduti nei giorni scorsi e dei quali si e’ molto parlato in rete ci aiutano a tentare qualche considerazione sugli annosi rapporti fra blog e giornalismo. Riassumo i fatti, che hanno scatenato come al solito violente discussioni. .(continua)

9 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Anonimo dice:

    e io segnalerei anche questa interessante discussione: http://mlist.belowtheweb.it/archivi/3d/env/msgid-38919.html#38805

  2. Uno dei tanti dice:

    Mi sbaglio oppure da queste parti anche il rapimento in Iraq di Jill Carroll veniva portato ad esempio quale evidenza della propensione della stampa italica a dar credito, senza verifica, a qualsivoglia bufala battuta dalle agenzie?

    Come la mettiamo? Forse era davvero tutta una bufala e il mondo giornalistico sta continuando ad inscenare una specie di congiura ai danni di lettori e teleascoltatori? Forse viviamo tutti in un gigantesco Truman Show da cui solo i bloggher possono salvarci?

  3. carla dice:

    Sarà  un caso, ma è successo anche questa estate con gli articoli: 'Dallo zainetto spunta un "blog"' di Laura Kiss e 'Tutto è cominciato con una "Fragola"' di Vittorio Zambardino.

    Dopo una brevissima polemica in Rete, gli articoli sono stati rimossi.

  4. MrReset dice:

    Ma se il blogger è un caporedattore, anche di più?

    Come la mettiamo?

  5. Anonimo dice:

    Francamente: che palle. E poi, semplicemente, finalmente i giornalisti non possono piu' dire delle sciocchezze immani senza che sia in quale modo possibile contraddirli. Chi deve avere paura dei bloggers non sono i giornalisti che fanno coscienziosamente il loro lavoro (e che talvolta sbagliano), ma sono i giornalisti che si limitano al taglia-inconllate delle agenzia e degli uffici stampa (e sono la maggioranza). L'abolizone dell'ordine e un po' di sana (almeno in questo caso) concorrenza farebbe davvero bene a tutti.

  6. Andrea Boretti dice:

    A mio avviso un'ulteriore lezione da trarre è che, dato il crescente numero di fonti di informazione, e considerato che nè blogger nè giornalisti sono infallibili, il lettore evoluto può (e se la notizia gli interessa deve!) andare a verificare per conto suo.

    Richiede tempo e un pò di pratica, ma se ti limiti alle notizie che ti interessano veramente non è poi così arduo.

    Ma mentre un blog è gratuito il quotidiano lo pago…

    Andrea

  7. Uno dei tanti dice:

    E allora sul caso Jill Carroll tutti gnorri?

    Lo so che la cosa è irritante, capisco che per chi gioca al blog è d'obbligo [almeno tentare di] arruffianarsi l'intraprendente radiologo forlivese, capisco che essere linkati da costui fa guadagnare parecchio ranking su Google, capisco tutto. Ma quando il suddetto radiologo continua a pontificare e a bacchettare i giornalisti di professione, e lo fa dopo avere scritto simili castronerie senza fare pubblica ammenda, continuare a far finta di niente è un po' da lacchè. Poi comunque siamo in democrazia, se vi divertite così continuate pure, è un vostro diritto…

  8. massimo mantellini dice:

    caro "uno dei tanti",

    vedo che sei arrivato a lasciare qui il tuo solito carico di offese. Vabbe' ognuno di noi si esprime come puo', e se si e anonimi tanto meglio. Rispondo solo per farti notare che il caso di cui parli non esiste: avevo scritto allora che in italia si citava il rapimento e in USA no. E che la cosa mi pareva strana. Per una volta non mi sbagliavo: se fai una ricerca su reporters.blogsfere.it troverai la ragione di una simile difformita' di comportamenti…..

    Ti aspetto anche domani per la tua solita figura da ganzo su questi commenti. Pero' quanto a risposte, fattene una ragione: questa e' 'ultima.

    saluti

  9. carla dice:

    Per l'anonimo del commento 5

    Concordo con te, ma non mi sembra etico che un giornalista di professione cancelli gli articoli contenenti errori da lui/lei scritti.

    … ma forse l'etica non è più tanto di moda…