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Gen
Molti mi scrivono chiedendomi pareri sulla faccenda della chiusura del blog di Luttazzi o sulle interviste a raffica di Beppe Grillo, nuovo mentore della blogosfera italiana. Forse qualche anno fa mi sarebbe interessato di piu’ parlarne. Oggi tendo a pensare che in rete c’e’ posto per tutti e che se anche i blog domani fossero identificati con siti tipo quello di Grillo, francamente non me ne importerebbe troppo. Chunque abbia una rete piccola o grande di contatti mediata da un weblog sa che Beppe Grillo quando parla di blog sta parlando d’altro e che si tratta in gran parte di materia ideologica, gia’ sentita ed un po’ tediosa. I weblog scatenano derive populistiche come ha scritto Luttazzi nel suo post di addio? E’ possibile, anche se io continuo a credere che i poveri populisti stiano in giro anche su Internet alla disperata ricerca dei loro capintesta. E che magari qualche volta accada che li trovino. Paolo e Giuseppe hanno nei giorni scorsi sottolineato (e lievemente sbeffeggiato) quanto sia complicato misurare reputazione e notorieta’ in rete. Tutto vero ma va detto che qualche colpa l’abbiamo anche noi: per anni abbiamo adorato il pagerank e la democrazia dei link. Oggi, se qualche analista volonteroso pecca di euforico eccesso di semplificazione dovremmo almeno in parte assumerci le nostre colpe. E certamente l’eventuale valutazione si complica quando la notorieta’ di questo o quel blog riguarda personaggi molto famosi della TV o dell’intrattenimento. Personalmente se l’idea di reputazione mi interessa (come tutti cerco sempre contenuti interessanti) della notorieta’ non mi importa un ficosecco. Si tratta di un residuo di quel mercato di massa che da queste parti non ha piu’ senso (tranne per quanti non hanno ancora capito che Internet e’ differente). Oggi dopo la copertina del venerdi di repubblica dedicata ai blog (l’articolo sembra una sorta di riedizione di quelli usciti anni fa quando i blog erano una novita’) Stefano Porro mi ha segnalato via mail che Antonio Bassolino ha risposto sul suo blog alle accuse (che piu’ che ingenerose mi paiono francamente disinformate) rivoltegli da Grillo. Pensavo, leggendo la mail di Stefano: mi interessa? No, francamente non mi interessa.
Eppure Bassolino parla di se nel suo blog, forse ben consigliato da chi gli sta intorno, e mi pare tutto sommato uno dei pochi esempi italiani di weblog politici “veri”. Resta il fatto che le aspettative di cambiamento che in molti ripongono nella blogosfera forse nascondo un equivoco
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