Il discorso su Palladium ora piu’ prosaicamente riarrangiato in TPM (Trusted Platform Module) sara’ un argomento centrale dei prossimi mesi. Questo in relazione ai grandi rischi che comporta per le liberta’ digitali di tutti noi. La maniera semplice semplice per farlo invece passare fra le maglie della opinione pubblica come qualcosa di normale ed ineluttabile sono articoletti come questo di Emanuele di Pasqua su corriere.it. Che non a caso riprende e punta ad un pezzo su MSNBC (dove almeno hanno il buon gusto di citare chi sia il loro padrone). Quando si parla di argomenti del genere e non delle labbra della Lecciso sarebbe il caso che i giornalisti, le cui prerogative ci piacerebbe non dover discutere troppo spesso, si rendessero conto che stanno giocando col fuoco. E che le fiamme bruciano il loro culo come il nostro. Per chi volesse approfondire qui il punto di vista di Marco Calamari che e’ un esperto in materia.

4 commenti a “STATO DI WEB POLIZIA”

  1. Franz dice:

    :-|

    Grazie per la segnalazione. Diffonderò la cattiva novella.

  2. Domiziano Galia dice:

    Avrei preferito se avessero mantenuto il nome Palladium. Suonava più inquietante e quindi allarmante.

    Massimo, tu hai idea di come ti regolerai?

  3. Fabio Metitieri dice:

    Mante, che hai sempre da starnazzare tanto? A me sia il pezzo di corriere.it sia quello di msnbc sembrano ben fatti, senza dubbio corretti e per nulla inneggianti ad alcunche'. Di certo, entrambi danno un'informazione molto piu' completa del tuo breve anatema.

    Tra l'altro, se tu leggessi anche qualcosa di piu' serio, oltre ai soliti blog dei tuoi quattro amichetti, sapresti che sull'identificazione certa degli utenti e sulle connesse autorizzazioni stanno lavorando tutti da parecchio tempo e che ora anche il mercato – quello aziendale e professionale, ovvio – e' disposto a investire parecchio sulle soluzioni di questo tipo.

    Il fuoco che brucia il culo delle aziende, adesso, e' quello degli accessi non autorizzati. Del fuoco che potrebbe bruciare il tuo o il mio, invece, direi che non importa un beato a nessuno. Tanto, come scrive anche msnbc, chi vuole l'anonimato si spostera' verso i sistemi che lo permettono.

    Non mi pare sensato mischiare le esigenze professionali con la volonta' di analizzare i comportamenti degli utenti – cosa che a poco a poco sta facendo benissimo il 'not evil' Google, leggiti il libro di Battelle – o di rendere efficaci i Drm. Non e' di certo un chip il sistema per far pagare le licenze microsoft ai cinesi – e su questo scherza anche msnbc – tanto, aggiungo io, ci sara' sempre un Lenovo che sara' prodotto senza, se e' necessario o se e' richiesto dal mercato.

    Detto questo, posso anche condividere il discorso di Calamari sul consumo intelligente, ma… non e' sempre stato necessario, sapere che cosa si acquista e che cosa si usa? Anzi, oggi le informazioni disponibili sono di piu', le notizie circolano piu' in fretta e, come si e' accorta Sony, il consumo avviene con un'attenzione sempre maggiore.

    Ciao, Fabio.

  4. Fabio Metitieri dice:

    Vecchio, tra l'altro, il pezzo di msnbc, lo avevo letto da mo'. Mante, se hai deciso di limitarti a fare il puntatore di notizie e lavori altrui, come punto informatico, allora potresti almeno segnalare le cose con un minimo di tempestivita' e non arrivare sempre con una settimana di ritardo.

    Ciao, Fabio.