Aggiungo solo un tassello alla discussione in atto nel blog di Squonk e in quello di Luca Sofri sullo svecchiamento della nostra classe dirigente. Mi intrometto solo per dire che sono in totale disaccordo con quanti affermano che si tratterebbe comunque di una operazione a costo zero. In realta’ oggi il filtro che tramuta semplici persone in “classe dirigente” e’ in grado di partorire mostri anche e soprattutto in ambito pediatrico-adolescenziale. Ci sono tutta una serie di arrivisti di giovane eta’ che fino a ieri non esistevano (mi vengono in mente “giornalisti” come Pierluigi Diaco o quel Ceccherini dell’Osservatorio giovani-editori, o gli odontotecnici alla Ricucci e gli altri ragionieri dell’alta finanza estiva) che ci raccontano molto bene che razza di garanzia possa mai essere in questo paese la semplice eta’ anagrafica. Se la selezione della classe dirigente continuera’ ad essere fatta con la formula solita ( 2/3 di nepotismo, 1/4 di faccia di bronzo, 4/6 di improntitudine, il tutto spruzzato da una abbondane dose di ignoranza) e’ evidente che la giovane eta’ degli aspiranti potra’ essere solo una aggravante. Allenandosi fin da subito costoro avranno piu’ tempo per favorire negli anni la gia’ certa precipitazione di questo paese nel baratro.

11 commenti a “MORIRE DI MORTE LENTA”

  1. Massimo Morelli dice:

    19/12 di classe dirigente

  2. massimo mantellini dice:

    la "spruzzata" non la conti? ;)

  3. Fabrizio dice:

    Boh, a me sembra che il Sofri Jr. abbia posto la questione in termini di condizione necessaria, non di condizione sufficiente.

    Il tipo di evoluzione della società  moderna necessita di apporto di classi dirigenti ggggiovani. Ma non vuol dire che le classi dirigente ggiovani sono subito pronte.

    Ma d'altra parte, se uno non permette alle classi dirigenti di formarsi, come cavolo si formano? Tipicamente le persone veramente mature sanno che si devono tirare indietro, anche quando sono molto mature e preparate. E devono permettere ai ggiovani di fare errori, così come li hanno fatti loro stessi anni addietro.

    E, sentire un leader politico dipingersi come ggiovane e immortale, dire sempre che lui ha ancora molto da dare ed amenità  simili, è proprio il sintomo di mancanza di maturità . Su questo Prodi è diversissimo. Sa benissimo che lui sta li a fare la battaglia elettorale, per il suo piglio con l'elettorato moderato dc anziano. E sa benissimo che dopo un po' se ne andrà .

    PS: Io i Diaco non li vedo negativamente. Lascagli fare la sua esperienza, prendere le sue cantonate (come quella di RaiNews recente). Si formerà .

  4. marco dice:

    19/12 a parte, il problema IMO è quello dei meccanismi di cambiamento della classe dirigente e dell' assenza di vasi comunicanti tra classe dirigente e resto della società , non dello svecchiamento in quanto tale.

    Forse il problema vero non è la difficoltà  ad essere classe dirigente a 35 anni, ma il fatto che a 20 anni sai già  (guardando soprattutto le tue amicizie) se farai parte o no della classe dirigente, ed è un verdetto che molto probabilmente varrà  per tutta la tua vita, indipendentemente da quello che (non) farai.

    In un sistema così ingessato, è chiaro che si crea un meccanismo di 'lista di attesa' per cui prima di ricoprire posizioni di rilievo sei over 50.

    A mio avviso una dinamica del genere si rompe non tanto (non solo) promuovendo l'ingresso di giovani *in quanto giovani* nella classe dirigente, ma favorendo persone che, indipendentemente dalla loro età , hanno dimostrato di saper fare le cose e che nonostante questo sono rimaste ai margini del giro che conta.

  5. Marco dice:

    4/6 = 2/3

  6. /alp dice:

    la spruzzata ce la mette lapo…

  7. marco dice:

    Aggiungo che, se la si pensa come Massimo, ovvero che siamo sicuri di precipitare nel baratro, la discussione ggiovani vs. anziani è del tutto oziosa e la soluzione al problema non è ringiovanire la classe politica ma andarsene in posti sperabilmente migliori dell'Italia.

    Lo dice uno che in Italia è appena tornato e che si dà  un tempo finito per decidere se restarci o no.

  8. Antonio dice:

    La questione per come la propone Sofri è in parte malposta credo. Non è tanto un problema di avere ai vertici della società  persone più giovani: questo è piuttosto un sintomo e una conseguenza ultima di come è strutturata la società . E i problemi raramente si risolvono partendo dal fondo. Il problema drammatico è che un fresco laureato di università  sa già  in partenza che il suo titolo di studio di fronte ai tradizionali meccanismi di selezione vale meno del suo valore teorico. Sa che invece di trovarsi alle batterie di partenza pronto allo scatto, ha di fronte un periodo di limbo di lunghezza variabile nel corso del quale la sua riserva di slancio verrà  progressivamente frantumata dietro collocazioni non soddisfacenti e prospettive incerte. E la cosa per molti versi è tanto più vera quanto più è pregiato il titolo di studio. Non è quindi che non si opti per giovani nel momento della designazione di posti di responsabilità , è che da giovani a quelle selezioni non ci si arriva (come mi pare dica anche Marco). Un altro elemento che voglio sottolineare è più semantico: non è che tutta questa insistenza sul "giovane" è l'indice stesso della presenza di un problema? Smettere di considerare l'essere "giovane" come qualifica primaria di un trenta-quarantenne e considerarlo adulto potrebbe essere un passaggio culturale con un suo senso.

  9. L'invidioso dice:

    Tu che citi Sofri, Sofri che cita Neri, Neri che cita Sofri, tu che citi Neri…

    Eccheppalle, ma perche' non uscite mai dai soliti vostri giri?

    Davvero trovate che non vi sia nessun altro d'interessante al di fuori della vostra combricola abituale o vi fa troppa fatica sperimentare nuove vie?

  10. L'invidioso dice:

    Tra l'altro, sebbene non l'abbia fatto apposta, il mio commento si e' rivela perfettamente IT.

  11. 50enne dice:

    Da di quali dirigenti state parlando? Non c'è uno straccio di definizione, qualche numero.. Non si capisce niente. Sono figure che ricoprono ruoli nella PA, in Parlamento, nelle Giunte, nelle imprese.. che cazzo di dirigenti sono? Ci credo che poi esistono i luoghi comuni.. E poi chi ha detto che c'è svecchiamento? In base quali elementi si afferma? A me questo sociologismo da quattro soldi fa molto riflettere: non è che state semplicemente parlando degli affari vostri? E se così fosse, perché non ci parlate di quelli che veramente dovrebbero essere in campo e perché.. Sofri, per esempio: non capisco se si lamenta o meno.. lui il passaggio in Tv l'ha fatto (se non passi di lì non sei nessuno e lui è più vicino al dirigente del futuro di quanto non lo sia io a 50 anni).. vogliamo discutere a che titolo? se perché bravo o per quale percentuale o sedicesimo che sia? Sono proprio lì che iniziano le strade per uscire dall'anonimato. Vediamo da dove partono.. chi le ha tracciate prima di noi.. e dove portano. Nessuno nasce dirigente.