06
Dic
Quando vedo il livello medio di certi commenti (e ci sono migliaia di esempi ogni giorno in rete, l’ultimo che mi e’ capitato sott’occhio e’ la bagarre scatenata da un mio post ripreso su Libero Blog) mi verrebbe voglia di aspettare i teorici dell’intelligenza collettiva sotto casa. Con un crick in mano.

7 commenti a “RUMORE BIANCO”

  1. Fabio Metitieri dice:

    E' che non tutti hanno la fortuna, come te qui, di avere sempre commentatori di alto livello, anche quando i post sono stupidi, mantalebani o, peggio ancora, insignificanti.

    ;-)

    Ciao, Fabio

  2. Massimo Moruzzi dice:

    mah… mi sa che era un'altra roba, l'intelligenza collettiva. ovvero, l'idea che certi tipi di problemi li si risolvono meglio combinando gli apporti di 100 o 1000 deficienti che nonconsultano 1 supposto esperto… o no ?

  3. Achille dice:

    Sei uno snob, io un commento tipo:

    "Federico Mazzoni Puzzi ha scritto ( 6 dicembre 2005, ore 19:31)

    ALLORA, mi rispondete???? gli SOMIGLIA o no SGARBI a PAOLINI, quello che sta dietro a tutte le telecamere nei collegamenti esterni??? A ME ME PAR CHE Sì…. COMMENTI please! "

    Lo trovo arte pura… (chissà  Sgarbi come lo commenterebbe)

  4. Giorgio Zarrelli dice:

    Gli ha che l'intelligenza collettiva funziona bene nel complesso. Il problema è che la devi dividere per tutti i nulla tenenti. E qui, diventiamo un po' tutti caporali.

  5. Fabio Metitieri dice:

    Zarrelli, il problema e' che l'intelligenza collettiva o quella connettiva (secondo la definizione che preferisci) sono solo delle possibilita'. Non sono delle realta' assolute che si verificano sempre, comunque e ovunque.

    Sono strumenti – o luoghi, se preferisci, o interazioni, o meccanismi di comunicazione – che puoi sfruttare, ma solo se sai dove sono, come metterli in moto e come farli funzionare.

    E questa e' una mia personalissima interpretazione di De Kerckhove e di Levy; anzi, forse sono risvolti che loro due non condividerebbero. De Kerckhove, soprattutto, mi pare troppo legato alla scelta di un particolare strumento, che diventa quello 'eletto', mentre Imo la connettivita' di cui lui parla puo' passare ovunque.

    Per esempio, il manteblog, da questo punto di vista, non ha mai messo in moto nulla e non potrebbe mai mettere in moto nulla. Se non tra i commenti, ovvio, e non per merito suo, ma per la comunita' che vi si e' costruita intorno in questi ultimi anni, suo malgrado.

    Personalmente, di estensioni on line di intelligenze di Rete ne ho usate molte, in questi anni. Ogni tanto penso di averne utilizzate anche troppe. Uno dei miei libri e' nato e cresciuto solo in Rete. L'altro si nutre da anni di cose che rubo o produco in Rete. Tanti miei articoli parassitizzano contatti e scambi di opinioni on line. Gran parte della mia vita privata, o persino i pochi gossip mondani che conosco, mi arrivano da contatti on line.

    Il mio stesso modo si pensare, almeno dal '95, e' profondamente cambiato, tanto che senza Internet e le persone che la popolano non sarebbe mai diventato cosi' com'e' ora.

    Ciao, Fabio.

  6. Fabio Metitieri dice:

    Moruzzi, anche scherzando poni molto male la questione.

    Se cerchi una risposta precisa a un problema noto, e' sempre meglio un esperto. Se hai una perdita che gonfia d'acqua il soffitto dell'alloggio di sotto, ancora oggi e' meglio chiamare al volo un idraulico. Reale, non on line, anche se il suo numero puoi trovarlo con Google.

    Se cerchi informazione, oggi ti serve ancora una fonte attendibile, anche on line, trovata con Google, ma autorevole e che non sia un radiologo che parla di telco a tempo perso o un giornalista che, on line o altrove, non sa come intervistare e non ha tempo per approfondire e per riordinare i commenti che riceve.

    Ma l'intelligenza in Rete serve ad altro, non a trovare una risposta precisa. Serve a costruire nuova conoscenza grazie a collegamenti che altrimenti non sarebbero possibili. In fondo, a livello individuale sono connessioni neuronali indotte da interazioni on line. Messe in comune, forse sono estensioni extracerebrali delle proprie sinapsi.

    E, di nuovo, come dicevo a Zarrelli, occorre sapere quali ambienti si Rete si possono usare per costruire dei nuovi collegamenti per il proprio cervello, e quali no.

    Parli dei commenti di Libero Blog? Cioe' dove ci sono '100 o 1.000 deficienti' (come dici tu) che (aggiungo io) scrivono li' senza avere nessuna voglia di interagire, spesso solo per fare casino? No, dai, non ha senso cercare le cose dove non proprio non potrebbero mai essere. Questo non significa pero' che delle possibilita' di intelligenza collettiva non esistano altrove.

    Ciao, Fabio.

  7. .mau. dice:

    io ormai ho deciso che liberoblog se ne può tranquillamente stare per conto suo, e vado avanti come non esistesse. Mi domando solo chi sia lì a decidere quali post prendere e quali sono i "criteri redazionali", anche se qualche idea ce l'ho :-) (parlo della mia Alfa dove non vogliono ammettere un difetto di fabbricazione, nix; parlo dell'aborto, subito)