Peggio degli spammer casuali e ripetuti (come per esempio questi tizi di Pescia che da mesi mi mandano le loro mail sui Borghi Toscani) ci sono gli spammer casuali e ripetuti (gli stessi di prima) che improvvisamente si svegliano una mattina e ti spediscono una mail di “Richiesta di autorizzazione ai sensi del Testo unico sulla Privacy” per inviarti mail informative sui Borghi Toscani. In pieno trance mentale la medesima mail mi informa che:

Il vostro indirizzo e-mail presente nel nostro archivio proviene da fonti di pubblico dominio. Qualora non sia di vostro interesse ricevere più nostre brevi comunicazioni, è sufficiente Rispondere a questa e-mail scrivendo “remove” e il vostro indirizzo e-mail sarà  cancellato tempestivamente dai nostri elenchi in ottemperanza alla legge sulla privacy.

In realta’ secondo la normativa vigente e’ sufficiente non rispondere e basta.

7 commenti a “POCHE IDEE MA CONFUSE”

  1. simone dice:

    secondo la normativa vigente non esistono nemmeno indirizzi email "di pubblico dominio" occorre sempre il permesso preventivo…

  2. Fabio Metitieri dice:

    Mante, ciclicamente (ogni sei mesi?) ritiri fuori questi dubbi, io copio qui pezzi dal mio libro, altri ti rispiegano tutto da capo, e tu dopo poco dimentichi tutto.

    Fosforo, mante, devi mangiare piu' fosforo…

    ;-)

    Ok, ricominciamo:

    A livello europeo, è prevalsa una linea di “soft opt in” che ammette l’invio di un primo messaggio solo nel caso in cui il destinatario abbia già  avuto in passato dei rapporti commerciali con il mittente, per l’acquisto di prodotti o servizi simili a quelli da pubblicizzare. Nel testo adottato le formulazioni di "messaggio" sono abbastanza ampie e comprendono anche lo spam inviato su cellulare via Sms. Per trovare la direttiva, pubblicata sulla «Gazzetta ufficiale delle Comunità  europee» il 31 luglio 2002, andare su < http://europa.eu.int/eur-lex/it/index.html> e cercare con il search engine interno al sito la stringa 2002/58/Ce.

    In Italia la direttiva è già  stata recepita, con il decreto 196/2003 < http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03196dl.htm>, il cosiddetto “Testo unico sulla privacy”, che sostituisce la ben nota 675/1996. Il Testo uni-co ribadisce, conformemente alle norme europee, l’illiceità  dell’invio di co-municazioni elettroniche «a fini di commercializzazione diretta», anche via email, senza il preventivo consenso del destinatario.

    Nel nostro Paese – occorre ancora sottolineare – il "grabbing" degli indirizzi di email personali, cioè la loro raccolta più o meno automatica dai siti Web o dai newsgroup, è stato giudicato illecito dall'Autorità  garante per la protezione dei dati personali.

    Lo spam con finalità  di marketing e di vendita può essere condannato anche in base all'articolo 10 del decreto 171/1998 < http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/98171dl.htm> e, ancora, se-condo l’articolo 10 del decreto 185/1999 < http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/99185dl.htm>, che vietano l'inoltro di messaggi commerciali automatici, per telefono, per fax o via email senza il consenso preventivo del consumatore.

    Ciao, Fabio.

  3. livefast dice:

    secondo la normativa vigente esiste il filtro antispam di Gmail?

  4. chico dice:

    e se gli mandassi una allegra diffida, come suggerisce Attivissimo qui? magari riesci pure a fargli sborsare un po' di euro…

  5. Fabio Metitieri dice:

    Non citare Attivissimo, che non merita nulla, cita piuttosto Collinelli e Cavazzini, i due da cui lui ha sempre scopiazzato.

    Ciao, Fabio.

  6. Alessandro Longo dice:

    Fabio,

    scrivi

    A livello europeo, è prevalsa una linea di “soft opt in” che ammette l’invio di un primo messaggio solo nel caso in cui il destinatario abbia già  avuto in passato dei rapporti commerciali con il mittente, per l’acquisto di prodotti o servizi simili a quelli da pubblicizzare.

    Ma anche in questo caso il consumatore deve dare permesso per ricevere in futuro una prima e-mail?

  7. Fabio Metitieri dice:

    No, se hai gia' comperato possono contattarti, per proporti prodotti o servizi analoghi.

    Ma se ne era parlato per mesi, no?

    Ciao, Fabio.