Ieri Michele Serra ha dedicato la sua rubrica giornaliera su repubblica alla notizia demenziale della anteprima cinematografica del film “The Interpreter” sui cellulari dell’operatore Tre.

“La notizia che l’ultimo film con Nicole Kidman, “The Interpreter” puo’ essere visto anche sui telefonini cellulari sembra la battuta satirica di un comico antimodernista: immaginare un tizio che guarda un film su un display grosso come una scatola di cerini, per giunta pagandolo nove euro, fa ridere e declassa la tecnologia a volano della stupidita’ umana (cosa che non e’ ma rischia di diventare). Invece la notizia e’ vera e in quanto vera e’ abbastanza agghiacciante. Un film sul cellulare e’ come quei barattoli di vetro con la scritta “aria di alta montagna”: un gadget per buontemponi……”

La devono aver pensata diversamente molti gestori di sale cinematografiche che, come mi segnala Emanuele, in alcune localita’ hanno sospeso la proiezione del film per protestare contro la violazione del contratto di esclusiva.

12 commenti a “VAI AL CINE, VACCI TU”

  1. Raffaele dice:

    Speriamo almeno che il mercato gli dia torto.

  2. Massimo Moruzzi dice:

    mah, non è poi la stessa cosa vederlo su un ipod video?

  3. Kurai dice:

    Io credo che sia molto divertente questa cosa. Le sale cinematografiche fanno sempre più acqua da tutte le parti, i multisala hanno un rispetto nullo del cliente, e la gente dimostra di gradire soluzioni alternative.

    Che poi io non mi scaricherei mai un film a nove euro per vederlo su un cellulare, è un dato di fatto. Ma se i gestori reagiscono così, mi sembra un segno parecchio evidente…

  4. E[X] dice:

    No, non e` la stessa cosa che vederlo su l'ipod video. Su l'ipod video vedi il primo tempo, ricarichi la batteria e poi vedi il secondo tempo.

  5. Massimo Moruzzi dice:

    mi chiedo se è meglio vedere il primo tempo, ricaricare la batteria e vedere il secondo tempo o andare al cinema dove mi sembra di essere soprattutto un fottuto 'target' per la pubblicità  prima del film…

  6. PIETRO dice:

    giustamente raffaele dice speriamo che il mercato gli dia torto.

    Le cose cambiano e nessun gestore di sale puo fermare il mondo.

    Penso , che come negli anni 60 le registrazioni dei brani rock erano volutamente fatte in modo da poter essere ascoltate sul peggior mangiadischi senza perdite essenziali, cosi faranno film che si possono guardare su uno schermo da 2" con risultati accettabili.

  7. Pinolo dice:

    Oppure, attacchi l'iPod Video a una TV (cosa che non credo si possa fare con i videofonini di adesso) e ti guardi il film (con l'iPod attaccato all'alimentazione, che in genere si trova facilmente vicino alla TV). Comunque, per il momento, sull'iPod video si possono caricare solo puntate di serie TV (mi riferisco a quello che si può comprare).

    A parte ciò, devo dire che io ero originariamente molto molto scettico sulla fruizione di qualsiasi contenuto sui cellulari. Dato che su quel versante non sono mai stato "all'avanguardia", da poco sto provando a leggere contenuti testuali via WAP (sì, sono indietro di una generazione e mezzo circa) e devo dire che mi hanno sorpreso: in alcuni casi sono perfettamente godibili, in altri addirittura utili e comunque ottimamente fruibili, magari se devi sorbirti lunghe traversate sui mezzi pubblici.

    Sui film al telefono, avrei qualche dubbio in più, ma visto che mi sono dovuto ricredere sui testi, preferisco essere più prudente di Serra.

  8. Fabio Metitieri dice:

    Be', quello che stanno facendo autori ed editori (alcuni) con google non e' molto piu' sensato di questa protesta. Invece di spingere cio' che di buono google puo' fare per la promozione dei libri, che secondo me sarebbe molto, via con l'isteria…

    E' una generica paura per il nuovo che avanza, che manda tutti in stato di panico. Non si sa che cosa si dovrebbe fare, ma si sente che occorre fare qualcosa.

    O ci si schiera decisamente contro il nuovo, oppure, al contrario, si prova a cavalcare la moda del momento, con effetti spesso ancora piu' disastrosi (mi verrebbe da dire spassosi, se non fosse che io mangio ancora prevalentemente con la carta).

    Io aspetto sempre di sapere quali sono i dati di vendita dei 17 libri di argomento blog pubblicati dall'editoria italiana dal 2003 a oggi (e probabilmente me ne e' sfuggito qualcuno) e in particolare degli 8 che sono semplice trasposizione su carta di blog o di loro pezzi.

    Che sarebbe a dire: i blog vanno di moda, quindi li vendiamo anche noi.

    Ma… un momento… opppsss… in Rete ce ne sono di piu', piu' aggiornati e gratis, che si possono aggregare, smontare e rimontare e pure commentare, mentre noi, su carta, una cosa simile non potremmo mai farla, neppure lontanamente?

    E anzi, chi vede in giro tanti libri sui blog, magari si mettera' anche lui a navigare sui blog, se ancora non li conosceva, e avra' ancora meno tempo per leggere la carta stampata?

    E tendera' pure a convincersi che la carta non serve piu' a nulla, perche' offre soltanto un po' di cosette copiate in Rete, e come se non bastasse vuole anche farle pagare?

    Oh, accidenti, ma non ci avevamo mica pensato…

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  9. Joe Tempesta dice:

    Continua a sfuggirmi il motivo per cui uno che paga 2 euro di più per un film per vederlo sul microscopico display del telefonino potrebbe essere un potenziale cliente del cinema.

  10. Maurizio Benzi dice:

    "declassa la tecnologia a volano della stupidita' umana"… mi viene da dire che qua la tecnologia centra poco, che centra è malsana necessità  di profitto a tutti i costi di alcune aziende.

    3 è leader in questo, adesso ha lanciato il nuovo CD di Ramazzotti + video a soli(!) 29euro.

    Questa è solo una delle strade possibili dell'evoluzione tecnologica. E' quella dettata dalla necessità  del profitto a tutti i costi delle aziende. E secondo il mio parere è quella sbagliata.

  11. Joe Tempesta dice:

    Benzi, ma mi spieghi che cosa c'è di male se la 3 tenta di fare profitto con l'album di ramazzotti, con i film da guardare sul telefono, con le suonerire?

    Chi vuole se le compra, chi non vuole fa traquillamente a meno.

    Non mi pare sia un gruppo di aspiranti tecnocrati a dover decidere cosa devono fare *coi loro soldi* le aziende private.

  12. Maurizio Benzi dice:

    Le aziende possono fare i soldi in tanti modi diversi. Ma ci sono modi più utili alla società  e modi meno utili alla società .

    Il sottoscritto, ad esempio, ha una forte intolleranza verso quelle aziende che:

    – ti rimbambiscono con la pubblicità  per farti comprare ciò che non ti serve

    – considerano le persone solo come mezzi per fare più soldi

    – non hanno la minima considerazione per gli aspetti etici ambientali e sociali (a meno che non aumentano i loro utili)

    – utilizzano la pubblicità  per camuffare la scarsa qualità  dei loro prodotti

    – fregano le persone basandosi sui loro punti deboli e sull’asimmetria informativa

    – approfittando dei monopoli o delle loro posizioni di potere ottenere revenues più alte a discapito del servizio ai clienti

    in sintesi, chi antepone il “profitto ad ogni costo” rispetto al soddisfacimento dei bisogni delle persone e soprattutto al benessere della comunità  nel medio/lungo termine.

    Ora, io non riesco a trovarci proprio nulla di bello nel sentire 20 canzoni sul telefonino pagandole 60 mila lire. Mi puzza di vecchio, e di troppo costoso per essere utile. Magari a te sembrerà  un’idea fantastica, ma a me pare solo una fregatura.

    Ovviamente loro sono liberi di vendere quello che vogliono come vogliono. Sono sempre state e saranno le persone a decretare chi vince e chi perde sul mercato. Ma che poi queste società  non si vengano a lamentare se i ragazzini si scambiano gli Mp3 sui circuiti P2P, perché sono le contromisure che hanno preso per risolvere a proprio favore una situazione che prima era iniqua.

    Non mi pare sia un gruppo di aspiranti tecnocrati a dover decidere cosa devono fare *coi loro soldi* le aziende private.

    BahÂ… in realtà  già  lo decidiamo tutti quando andiamo a comprare qualcosa.

    Vedi a me di decidere come 3 debba spendere i suoi soldi non me ne può fregar de meno. Dico solo che io non gli darò i miei.