La replica di Telecom su Nova di oggi all’articolo sullo sviluppo della larga banda in Italia del medesimo inserto de IlSole24ore di una settimana fa, trovo sia piuttosto interessante.Vediamone alcuni punti.

Sulla penetrazione della DSL in Italia Longo e Caravita scrivevano che l’Italia e’ al 15° posto in Europa (su 25 paesi analizzati). Telecom risponde (meglio non risponde) dicendo che non e’ corretto analizzare la penetrazione per abitante, che in Italia la adsl e’ in forte crescita e che dai 4.400.000 accessi del dicembre scorso si e’ passati ai 5100.000 di giugno. Dati interessanti, ma volendo cavillare sempre al 15° posto siamo.

Sulla questione della ADSL a consumo (usata ad arte dal Ministro per adulterare i dati italiani sulla larga banda) Telecom scrive: “Telecom Italia e’ tra i pochi in Europa a proporre offerte a consumo per far conoscere l’adsl a un ampio numero di clienti.” Ovviamente il fatto di essere “tra i pochi” non significa che si tratti di una grande idea. Infatti si tratta di una iniziativa meramente commerciale che ha causato seri ritardi allo sviluppo della larga banda in Italia. Altro che “far conoscere”.

Sui prezzi l’ufficio stampa di Telecom mostra un discreto sprezzo del pericolo.Il pericolo e’ quello di rendersi ridicoli. Scrivono: Molti operatori offrono soluzioni flat sotto i 20 euro/mese. L’Italia e’ il paese europeo in cui esistono le migliori condizioni per sviluppare una forte competitivita’ sui prezzi. Come dire: se i prezzi sono alti dipende dagli altri operatori e non da noi. Inutile dire che quando Tiscali ha iniziato a proporre adsl a 19 euro quella di Telecom continuava a costarne almeno 36.

Piccolo distinguo per finire, dal mio punto di vista quello piu’ importante. Dicono:
” Il quadro regolamentare non include l’adsl nel servizio universale. In un contesto liberalizzato e’ il mercato a determinare i parametri di qualita’ sui quali il cliente sceglie.”
Come sanno in molti (anche a Telecom immagino) la definizione di servizio universale in Italia (art 54 codice delle comunicazioni) e’ una definizione generica che per cio’ che attiene il traffico dati recita:

La connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed internazionali, facsimile e trasmissione di dati, nel rispetto delle norme tecniche stabilite nelle Raccomandazioni dell’UIT-T, e deve essere tale da consentire un efficace accesso ad Internet.

Telecom fa orecchie da mercante ma e’ abbastanza pacifico che oggi “efficace acceso a Internet” significa accesso a larga banda. Sia esso fatto con l’adsl, con la fibra, il satellite o il teletrasporto. Quanto all’altra faccenda, quella del “contesto liberalizzato”, beh quella fa davvero sorridere. Solo Massimo D’Alema a suo tempo credette a una simile panzana.

9 commenti a “TELECOM ITALIA RULEZ”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Giocare con il fuoco? E d'accordo che tu hai un'idea dei giornalisti che e' un po' becera, ma guarda che si puo' scrivere di tutto. L'importante e' essere in grado di provare quanto si e' scritto e, come e' successo su Nova 24, dare spazio anche a chi ti contesta un pezzo.

    E non solo sul Sole, che e' una testata per ovvie ragioni 'forte' nei confronti dei possibili inserzionisti, ma anche in un'aziendale relativamente piccola come Week.it vi e' la piu' completa liberta' di parlare male di chiunque.

    Su Week.it, per esempio, Microsoft e' uno degli inserzionisti piu' presenti, da anni, eppure i suoi prodotti sono da sempre tra i piu' criticati dagli articoli, se ci fai caso, e da parecchio tempo anche questa e' una testata che segue Linux quasi piu' del mondo Wintel.

    Quanto alle reazioni, e' una questione di stile, molto personale e diversa da vendor a vendor.

    Microsoft, che io sappia, non fa manco un plisse', di fronte a un attacco, mentre Telecom, evidentemente, e' ancora rimasta ferma ai comunicati di rettifica firmati dall'ufficio stampa, con un modo di comunicare che di certo non offre al pubblico un'immagine molto positiva dell'azienda.

    D'altra parte, buon per te, che altrimenti non sapresti cosa scrivere.

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  2. Servizio universale dati dice:

    Caro Massimo,

    sul punto ha ragione telecom italia.

    la direttiva 2002/22/CE, di cui il nostro codice delle telecomunicazione è l'implementazione, afferma, al considerando 8:

    «Una delle esigenze fondamentali del servizio universale consiste nel garantire agli utenti che ne fanno richiesta un allacciamento alla rete telefonica pubblica in postazione fissa ad un prezzo abbordabile. L'obbligo concerne un'unica connessione in banda stretta alla rete la cui fornitura può essere limitata dagli Stati membri alla prima postazione/residenza dell'utente finale e non riguarda la rete digitale dei servizi integrati (ISDN) che fornisce due o più connessioni in grado di funzionare simultaneamente.

    «…La velocità  di trasmissione dati di una singola connessione in banda stretta alla rete telefonica pubblica dipende dalla capacità  del terminale dell'abbonato e dal tipo di connessione. Per tali motivi non è opportuno rendere obbligatoria su scala comunitaria una determinata velocità  di trasmissione dati o di flusso di bit. Gli attuali modem in banda vocale presentano di norma una velocità  di trasmissione dati di 56 kbit/s ma, essendo dotati di dispositivi di adattamento automatico del flusso in funzione delle variazioni di qualità  della linea, possono in effetti presentare velocità  di trasmissione inferiori ai 56 kbit/s. Una certa flessibilità  è necessaria, da un lato, per permettere agli Stati membri di prendere, se del caso, le misure necessarie affinché le connessioni possano sopportare una siffatta velocità  di trasmissione e, dall'altro, per permettere agli Stati membri, se del caso, di autorizzare velocità  di trasmissione inferiori al suddetto limite di 56 kbit/s al fine, ad esempio, di sfruttare le capacità  delle tecnologie senza fili (comprese le reti senza fili cellulari) per fornire un servizio universale ad una parte più ampia di popolazione….»

    per cui, non è stata codificata la velocità  di 56kbit solo per dar la possibilità  agli stati membri di fissare limiti inferiori di velocità  minima.

    ciao

    andrea rossato

  3. Sergio Leone dice:

    Perfetto, così quando anche nel Burkhina Faso avranno archiviato l'ADSL noi potremo ancora fare dotte disquisizioni sui servizi universali a 56 kappa… ah si, adesso che ricordo, Telecom rifila ADSL a consumo anche a chi ripetutamente e reiteratamente e insistentemente richiede la flat: uno scherzo da duemila e passa euro. Appena pagati per non averci mai più a che fare. Banda laida.

  4. Joe Tempesta dice:

    [sull'ADSL a consumo] Infatti si tratta di una iniziativa meramente commerciale che ha causato seri ritardi allo sviluppo della larga banda in Italia. Altro che "far conoscere".

    Tanto per fare un esempio, mia sorella usa Internet a casa molto raramente: ha preferito fare Alice a consumo e risparmia. Il danno dove sarebbe?

  5. .mau. dice:

    L'uscita sul mercato, che si può tradurre con "noi teniamo i prezzi alti così ci può essere concorrenza" è effettivamente molto ilare.

    Però mi sembra esagerato sparare sul servizio universale – a parte il fatto che è pagato da tutte le aziende di telecomunicazione in percentuale sul fatturato: quindi di per sé non è nemmeno così legato a Telecom.

    Quanto all'ADSL a consumo, dal mio personale punto di vista è un abominio, ma non credo sia essa a bloccare lo sviluppo di Internet in Italia. (ma una cattiveria mia: se tutti gli attuali contratti a tempo diventassero flat, riuscirebbe l'infrastruttura a reggere?)

  6. massimo mantellini dice:

    io credo che se in italia fossero nate da subito solo dsl flat il mercato avrebbe capito prima le potenzialita' dell'always on…..sul servizio universale: l'unione europea e' dal 2000 che va ripetendo che i criteri tecnici del servizio universale devono essere sottoposti a revisioni tecnologiche e a rivalutazioni periodiche: e noi ancora siamo qui a dire che basta meno di un 56 k per garantirlo.

  7. Fabio Metitieri dice:

    Mah… l'Internet piu' creativa e piu' comunitaria e' anche la piu' povera. 56 Kbps bastano. Serve di piu' solo per gli scaricamenti selvaggi. Semmai, in Italia sono sempre mancate le flat a buon mercato, anche in dial up.

    Pero' io inizio a pensare che oltre agli impedimenti incumbenti oggi ci sia anche poca domanda in tal senso. E' pur vero che una miriade di utenti vuole scaricare, quindi collegarsi non spesso ma andando veloce. Noi che stiamo attaccati al tubo di Internet almeno 16 ore al giorno tutti i giorni siamo una minoranza.

    Mante, secondo me tu confondi sempre i tuoi desiderata con le esigenze de lo mondo tutto, come per il Wi fi libero e bello. Invece, spesso il mondo non la pensa come te. Oh, e direi anche, su molte cose: per fortuna…

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  8. Giorgio dice:

    Beh, dire che 56k bastano (o possono bastare) a chi non fa scaricamento selvaggio mi sembra un po riduttivo. E' una visione parziale dell'internet che può adattarsi a chi usa la rete per cazzeggio, per leggere qualche news, un blog o chattare con gli amici. Sono svariati gli usi che si fanno della rete per trasferire dati o flussi di dati per faccende serie o di lavoro che non hanno a che vedere con i warez o gli mp3. Se presi singolarmente, magari riguardano solo poche migliaia di persone, ma insieme si fa in fretta a fare milioni. Prova a inviare/ricevere anche solo un centinaio di MB al giorno di fotografie, filmati, flussi di dati, porzioni di codice da analizzare e modificare con un 56k e confronta a fine giornata i tempi di attesa e le rese tue col 56k e quelle di chi i dati li ha trasferiti in un trentesimo del tempo – parliamo di un rapporto tra sette ore e quindici minuti – e ti fai un'idea di quanta gente si rode il fegato quotidianamente con un modem. .

    Io mi pregio di appartenere a questa elite e spero che per il giorno che tirerò le cuoia sia permesso preparare il foisgras col fegato umano per far si che tanta abbondanza non vada sprecata.

    Non dimentichiamo anche che prima di agosto 2005 di vera flat dialup non se parlava dalla morte di galaflat e le alternative alla banda larga erano la CDN da 600 euro/mese, o i 700 euro/mese della dialup a consumo alla modica cifra di quasi un euro l'ora.

    Ps. grazie Massimo per l'approfondimento

  9. Fabio Metitieri dice:

    Giorgio, io mi riferivo all'utenza domestica, che di solito non ha certe esigenze.

    Ciao, Fabio.