Leggo da piu’ parti di questa paura della bolla. Gli acquisti miliardari delle ultime settimane (da Skype in giu’) hanno ricordato a molte persone gli incubi dell’altroieri, la sopravalutazione di inizio millennio di molte societa’ Internet e tutto il resto che ne e’ seguito. Sara’. Cosi’ accade che basti poco per guardare con sospetto ogni nuova iniziativa. Magari, talvolta, sbagliandosi. Oggi per esempio ha aperto i battenti blogosfere.it: Marco Montemagno, che e’ un ragazzo sveglio e pieno di idee ha presentato assieme a Marco Antonio Masieri una nuova proposta di network editoriale basato su blog tematici. Si cercano blogger professionisti che si occupino di scrivere da 2 a 4 post al giorno su argomenti specifici in cambio di un 50% degli introiti pubblicitari generati.

Cosa ci guadagna il giornalista/blogger/_chi_cura_i_blog?
Veniamo subito alla parte economica: offriamo fino al 50% delle entrate pubblicitarie derivanti dal blog seguito. In altri termini, chi segue il blog dedicato al sushi (!) incasserà  fino al 50% delle entrate pubblicitarie di quel blog e il rimanente resta a Blogosfere.

Ecco pur avendo io fra i miei feed un certo numero di nanoblog tematici che leggo con soddisfazione, devo confessarvi che scorrendo queste faq qualche piccola perplessita’ mi e’ sorta. Forse perche’ a me l’espressione blogger-professionista continua a sembrare un rifulgente ossimoro. In ogni caso in bocca al lupo!

15 commenti a “BLOGGANDO IL SUSHI”

  1. Noantri dice:

    Io – scusami Massimo – trovo questa iniziativa una delle trovate più squallide e distruttive che mi sia mai capitato di vedere recentemente.

    L'ho scritto anche a loro direttamente.

    Mi auguro che questa cultura del tornaconto personale sempre e comunque, vada altrove e lasci in pace noialtri. L'idea alla base di Blogosfere – semplicemente – mette i brividi.

    [Ste]

  2. alessio dice:

    Uno che scrive 2-4 pezzi al giorno su argomenti specifici non è, banalmente, un giornalista? Scusate: un giornalista a cottimo?

  3. gp dice:

    Non sono mai riuscito a seguire bene i progetti di questo Montemagno, li trovo parecchio lontani dallo spirito con cui sono abituato ad aspettarmi la nascita di nuove idee su Internet. Stessa sensazione di "bolla", con successiva delusione e perdita di tempo e denaro per tutti, tranne per il creatore (che mi pare se la passi gran bene, sia per l'uno che per l'altro). Ma poi, una cosa simile non l'aveva fatta supereva con risultati un tantino sotto le aspettative, sia di utenti che di chi l'ha ideato? Mi pare davvero un deja-vu.

  4. Fabio Metitieri dice:

    Gli unici veri professionisti, sui blog, sono i commentatori.

    E, Alessio, i giornalisti a cottimo non esistono. Ci sono i free lancer.

    Ciao, Fabio.

  5. Maurizio Goetz dice:

    Sulle normali testate editoriali on line, sono oramai molti anni che i collaboratori lavorano con CMS per inserire i loro articoli. In questo caso non c'è proprio alcuna differenza, solo che ora per questo progetto si utilizza il termine blog perché è di moda. Una volta si parlava di portale, poi di portale verticale poi…………fino a che inventerano il blot, ovvero il blog telepatico, la prossima grande killer application. Ovviamente il termine sarà  da me registrato guai a chi lo usa.

  6. alessio dice:

    Fabio, certo. Solo che bisognava pure che aggiungessi una venatura sarcastica, se no qualcuno magari pensava fossi un omonimo. ;-)

  7. Prometeo dice:

    Massimo, devi correggere il link: hai messo una virgola invece di un punto, dopo www.

  8. Maurizio Goetz dice:

    Vogliamo discutere se questo progetto sia o non sia un blog un vero BLOG? Se volete, ma mi sembra inutile e sterile. Molti di voi che commentano, avete giustamente scritto e denunciato, (Mantellini compreso), della chiusura del sistema mediatico italiano. Ben venga una nuova iniziativa, (la vogliamo chiamare di nanopublishing o come vi pare), che comunque consenta un allargamento dell'informazione disponibile. E' un business? E' allora, dove sta il problema? Se crea valore per tutti e riesce a far soldi, tanto meglio per loro. Non c'è forse spazio per tutti? Come avevo scritto nel mio commento precedente, la novità  non sta certamente nell'utilizzo tecnologico dello strumento. Vorrei vedere il progetto e poi giudicare, intanto faccio a blogosfere.it i miei migliori auguri.

  9. alessio dice:

    Il punto è che il signor Montemagno è un valido esponente di quella tradizione italica (e non solo, ovviamente) di pompare le proprie iniziative e trovare orecchio adorante. Si tratta di semplici siti su argomenti specifici (i.e. "verticali") come ce ne sono altri, che utilizzando alcune delle "tecniche" del blog come la cronologia, i commenti ecc. (che ormai vengono usate un po' dappertutto)

    Inoltre, last but not least, è la stessa identica cosa di blogo.it che c'è da un anno circa.

  10. [mini]marketing dice:

    apprezzo Montemagno, ma sono perplesso anch'io sulla cosa. mi ricorda la triste prova di ioconsumo.it (spero di essere smentito dai fatti)

    Sul prezzo della bloggata, se i blogger scrivessero per il ritorno monetario di adsense e simili, il fenomeno si sarebbe gia' chiuso da un pezzo. Quindi chi aderirà , lo farà  per gloria e vanità . E detto questo, perchè, avendo tutti (si spera) un altro -vero- lavoro e poco tempo, si dovrebbe farlo per blogosfere e non per il proprio blog personale? Per la visibilità  indotta? Si, per un po' puo' funzionare, questo post, il comunicato stampa hanno creato un poco di attesa, ma quanto durerà ? credo che, come scrisse credo Massimo Moruzzi, il futuro sia nel tagging , in cui ognuno scrive sul proprio blog, e il post taggato sushi viene ripreso dall'aggregatore specialistico sul sushi, e non nella struttura rigida del portale redazionale, sia pure velato di blog collettivo…

    my cent.

  11. Kurai dice:

    Condivido le perplessità  di Massimo e molti altri.

    Staremo a vedere…

  12. C:\arlo dice:

    Significativo che, a dispetto della "bolla", recenti analisi mostrino come il 69% dei blogger (su un dato campione) guadagni, in complesso, meno di 20$ al mese tra pubblicità  e sponsor vari (ma forse è ingenuo ricorrere allo stesso termine per il privato che racconta di sè e delle sue passioni su una pagina personale e l'impresa che usa il blog-strumento come un qualsiasi supporto editoriale).

    I blog traducibili in grossi assegni al momento della vendita hanno generalmente i connotati del sito tout-court, e sono impersonali al punto da poter cambiare proprietario (e spesso blogger) senza che ciò incida sul prodotto "editoriale" (dinamica antinomica rispetto all'idea – intimamente legata all'elemento soggettivo – che coltivo).

    Non mi pare che l'impiego del nomen iuris 'weblog' da parte di operatori mainstream conferisca al sito la patente di 'blog'; va da sé che la blogosfera (vera) rischia di scoppiare assieme alla citata bolla, salvi i profitti di chi cavalcherà  – saturandolo ancora – il prossimo guizzo creativo della comunità  online.

  13. Carlo dice:

    Rapido trackback manuale: http://loscaffale.altervista.org/?p=123

  14. darkripper dice:

    Il tempo è ciclico: l'anno scorso alla nascita di Blogo si leggevano cose abbastanza simili.

    Se non altro all'apertura di Blogo c'erano già  due-tre blog, e le perplessità  potevano essere basate su qualcosa di più concreto. Stavolta cosa si critica? Alla fine quello che conta sono i blog, credo che sarebbe corretto leggere quelli di blogosfere prima di criticarli, no?

  15. Anonimo dice:

    ho idea che ti vedremo presto su quelle pagine, Mante :)