Quando repubblica.it tenta la strada perigliosa e autolesionista dei videobanner pubblicitari in frontpage (come accade in questi giorni, per fortuna con l’audio off di default) e tu magari vivi l’esperimento con un capibile senso di “invasione”, e’ sufficiente qualche piccolo accorgimento tecnico per liberarti del fastidio. Ma quando guardi la partita in TV (magari pagando un abbonamento mensile) e a bordo campo lampeggiano cartelloni pubblicitari animatissimi ed epilettogeni come fai a salvarti? Smetti di guardare il calcio in TV. E compatisci una volta di piu’ le raffinate menti che hanno immaginato simili strumenti. O il volume che si alza negli spot sulle TV commerciali. O le telefonate di Cecilia di Banca Mediolanum alle 8 di sera che vuole parlare proprio con te.

18 commenti a “IDIOZIA VIRALE”

  1. sergio maistrello dice:

    Benvenuto tra noi! Io mi sento meglio da quando: a) durante la pubblicità  in tv non cambio più canale, ma tolgo completamente l'audio (avvilisce il marketing e riporta alla realtà  lo spettatore: è tutta panna); b) mi annoto gli sponsor che invadono oltremodo gli spazi e interrompo ogni possibile rapporto con loro (l'ultimo: Conto Arancio, che ha ritenuto etico farmi diventare isterico durante la recente finale europea di pallavolo pur di farmi seguire la zucca piuttosto che la palla); c) quando mi telefonano a casa evito di mandare al diavolo il poveraccio di turno, ma registro tutto e svergogno sul blog (sperando che prima o poi, giorno dopo giorno, qualcuno ai piani alti provi un briciolo di vergogna); d) dopo nove anni nove, ho rinunciato a tenere come home page il miglior sito italiano di informazione online a causa dei suoi esperimenti pubblicitari. Alla pubblicità  non basta più attirare l'attenzione, oggi è costretta a ricattare. Io, semplicemente – quando posso – rinuncio ai vantaggio, svilendo il ricatto alla radice.

  2. .mau. dice:

    La Cecilia non chiama me ma Anna, visto che il telefono è intestato a lei, e io non guardo le partite alla tivù (non guardo neanche la tivù a dire il vero…)

  3. P.G. dice:

    Trovo questi post e commenti anti-pubblicitari altamente reazionari.

    La realtà  di oggi vive grazie al mercato pubblicitario. Anche gli eventi di beneficenza, o le mostre, i musei etc., non sarebbero più possibili senza la pubblicità . E chi lavora, come me, in una azienda che vive grazie alla pubblicità , al marketing anche spinto, sa bene quanti posti di lavoro verrebbero persi, se l'azienda smettesse di fare marketing aggressivo, come il mercato oggi richiede.

    Insomma, per togliervi lo sfizio di svergognare qualche telemarketing, volete rendervi complici di nuove migliaia di disoccupati?

  4. sergio maistrello dice:

    P.G., io amo la pubblicità . Inoltre anch'io faccio un lavoro che si nutre indirettamente di pubblicità . Contro i miei stessi interessi, però, avverto che sono stati sfondati una serie di limiti secondo me invalicabili, che hanno a che fare da un lato con la dignità  delle persone e dall'altro con l'efficacia stessa di questa corsa al rialzo tritatutto. Con quello che dici confermi e porti addirittura a un nuovo livello il ricatto di cui parlavo nel mio commento: tocca subire, altrimenti diventi complice anche dell'affamamento di una famiglia. Secondo me sono tutti sintomi di un modello di consumo che sta implodendo in se stesso. Prima ce ne rendiamo conto e meno famiglie affameremo domani.

  5. spyro dice:

    è così divertente prendere per il culo Cecilia e le sue amiche di Sky..

    :-)

  6. ALG dice:

    In realtà  non credo questo post fosse contro la pubblicità  Tout Court ma contro certe forme di pubblictà  aggressive. Voglio dire, se un sito contiene alcune pubblicità  stile AdWords di google non mi infastidisce molto. Pure un banner colorato, se non molto animato può star bene.

    Se una banca vuole sponsorizzare una manifestazione, mi sta bene, mi sta pure bene che lo scriva sui manifesti e sui biglietti di ingresso, ma non deve pubblicizzarsi in ogni istante della manifestazione in modo invasivo.

    Vado ancora oltre nel rispondere a P.G.: Una campagna pubblicitaria aggressiva oltre il limite finisce per ottenere l'effetto opposto, quindi danneggia le stesse società  committenti. Credo che questo post di Mafe illustri meglio ciò che intendo.

    Bye

  7. Aghenor dice:

    Sarei pronto a farmi profilare dalla testa ai piedi in cambio di una pubblicità  mirata e non invasiva. Litigare col vicino perchè lo spot mi alza il volume della tv mi manda fuori di testa…

  8. Maurizio Goetz dice:

    P.G Io sono un marketer, io amo la pubblicità  e la buona pubblicità , ma questa invasione non è efficace per nessuno. Da anni sto combattendo per portare avanti le istanze di un marketing più usabile e più ecologico.

    Nessuno può negare il valore anche sociale della (buona pubblicità ). Non dobbiamo difendere l'indifendibile.

  9. P.G. dice:

    Ok, a quanto pare i distinguo si sprecano, come al solito.

    Mi sollazzano in particolare i commenti dei "markettari ecologici", quelli che predicano il marketing raffinato che non si vede, non si sente, e poi finisce anche per non esserci.

    Su, andiamo: è chiaro che un target di nicchia(un laureato tecnologicamente avanzato, un Mantellini, per capirci) va raggiunto con tecniche, appunto, particolari di marketing, meno invasive.

    Ma pensate davvero di rappresentare un campione statisticamente significativo della popolazione italiana?????

    La maggior parte delle persone, se non le prendi per il collo con tecniche aggressive e invasive – tipo la telefonata del telemarketing – nemmeno ha idea, che esista, che so, Fastweb o un altro particolare servizio. E nemmeno si sogna di informarsi per attivarlo.

    E io credo che, se una certa forma di marketing esiste, e viene applicata, in linea di massima, fino a prova contraria, è perchè FUNZIONA.

  10. Boskizzi dice:

    E al cinema, 15 minuti di spot prima dell'inizio delle proiezioni: e non hai nemmeno il telecomando!!!

  11. sergio maistrello dice:

    Magari non capisco perché non faccio parte del target giusto e ho il vizio di perdermi in distinguo, per carità . Ma lo stesso, spiegatemi, per favore, quand'è che "prendere per il collo con tecniche aggressive e invasive", per il semplice fatto che funziona ed è l'unico modo di imporsi sul mercato (da cui si deduce un'inevitabile gara a chi strozza più forte), è diventato un metodo accettabile e auspicabile?

  12. golem dice:

    provate firefox +

    http://adblock.mozdev.org/

  13. Fiorenzo dice:

    Ringrazio P.G. per la chiarezza dell'esposizione. Prima potevo avere il vago dubbio che lorsignori del marketing ci prendessero per fessi, ma ora..

  14. Maurizio Goetz dice:

    Fiorenzo, proprio non capisco perché non si possa fare una sana ed onesta comunicazione senza imbrogliare le persone.

    E' brutto che il termine marketing sia oramai sputtanato, ma la responsabilità  è di chi ne ha abusato.

    Etica e business possono sicuramente convivere e ci sono tantissime aziende che possono dimostrarlo. Che tu ed altri siate sfiduciate, è più che ragionevole, ma ora è indispensabile fare un passo indietro, perché se è vero che questo marketing ha raggiunto livelli di tossicità  è anche vero che impensabile di eliminare una delle più importanti industrie della pubblicità . Non abbiamo altre possibilità , dai almeno il beneficio del dubbio. E' continua ad utilizzare la tua forza contrattuale, non comprare da aziende che ritieni scorrette. La mia lotta la faccio dall'interno e non contro i mulini a vento, l'ho portata avanti per diversi anni all'interno del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Marketing, proprio perché sono consapevole che se proseguiamo di questo passo per chi fa il mio mestiere non ci sarà  alcun futuro.

    Libero di credere o dubitare delle mie parole.

  15. Maurizio Goetz dice:

    Come al solito, scrivo con passione e di getto, non rileggo e la grammatica viene violentata. Me ne scuso con tutti.

  16. Fabio Metitieri dice:

    Chissa' perche', ma tutte le volte che sento dei markettari teorizzare di pubblicita' ho l'impressione che non si tratti di una scienza ne' di qualcosa di professionale, ma di un terreno dove ciascuno abborraccia qualche teoria e si muove a casaccio, senza sapere bene cosa sta facendo, fidando del fatto che tanto nel settore girano molti soldi (troppi) e che infilarsene in tasca qualcuno non e' poi cosi' difficile.

    Ciao, Fabio.

  17. Maurizio Goetz dice:

    Chissà  perchè quanto sento parlare degli informatici laureati in agraria che pontificano e frantumano le palle alla gente per avere quel minimo di visibilità  che in altri modi gli viene negata, penso che siano veramente braccia rubate all'agricoltura. Sei un triturapalle, Fabio sempre ad insultare e a muovere critiche a vanvera. Ecceccavolo ma una famiglia ce l'hai Fabio ma quanti vaffanculo ti devi prendere ancora dalla gente? Ma che razza di credibilità  hai come comunicatore? Vogliamo parlare di temi specifici legati alla pubblicità  facciamolo seriamente ma nei contesti giusti. Visto che ti pubblicità  non ne capisci un beato, abbi la compiacenza di ritornare sui tuoi argomenti. Anche un troller deve capire quando è il momento di fermarsi. Io dalla mia parte ho tanti progetti di comunicazione interattiva realizzati, tu che cosa? Chiacchiere sui fogli di carta e nessuna competenza sul campo pubblicitario. Adesso se fossi in te, io incasserei e porterei a casa.

  18. Fabio Metitieri dice:

    Opsss… si e' arrabbiato…. Che ti devo Goetz, forse non sei convincente.

    ;-)

    Ciao, Fabio.