Oggi sul Corriere Vittorio Grevi spiega in poche parole perche’ il fatto di essere stato eletto senatore della Repubblica non impedisca agli umani di dichiarare ai giornali gigantesche stupidaggini e mette una pietra sopra alle pelose, numerossisime e da piu’ parti manifestate indignazioni di questi giorni sulla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche dei concertisti del quartierino:

“La verita’ e’ che, in questa cosa come in altre materie, molti parlano di cose che non conoscono. Cosi’, nella specie, e’ frutto di ignoranza del sistema lamentare un “abuso” della magistratura, affermando (come ha fato il senatore Grillo) che le intercettazioni telefoniche potrebbero disporsi “solo nei confronti di qualcuno cui sia stato consegnato un avviso di garanzia”. In realta’ il giudice puo’ autorizzare le intercettazioni tutte le volte in cui, essendovi gravi indizi di determinati reati, le ritenga indispensabili per lo sviluppo delle indagini, anche nei confronti di soggetti non indiziati. Allo stesso modo e’ frutto di disinformazione censurare come abusiva la pubblicazione dei contenuti delle intercettazioni, allorche’ gli stessi siano stati inseriti nella motivazione di provvedimenti cautelari gia’ resi noti alle parti, essendo in tal caso ormai caduto ogni vincolo di segretezza”

5 commenti a “ARIA ALLA BOCCA”

  1. Anonimo dice:

    santo cielo… mi intercetti… e poi dici a tutti quello che ho detto? dovrebbe restare segreto PER SEMPRE questo! solo gli inquirenti dovrebbero poter avere accesso a quelle informazioni e – una volta terminato il tutto – dovrebbero venir cancellate!

  2. LockOne dice:

    fazio cia' raggione!!

  3. Gianluigi Nessuno dice:

    Caro fazio ricordati che gli atti di un processo debbono essere pubblici. Questo almeno in democrazia, se poi vuoi una dittatura…

  4. Roberta dice:

    anch'io sono per la totale segretezza delle comunicazioni, ma siccome i politici hanno deciso l'opposto , accetto seppur a malincuore la possibilità  di vedere registrate e pubblicate le mie conversazioni, a maggior ragione dovrebbe accettarlo un politico specialmente se appartiene alla maggioranza di governo, che ha partorito e approvato il decreto Pisanu.

    In teoria dovrei essere io a contestare le intercettazioni, non il senatore Grillo, accade il contrario solo perchè mentre io contesto il principio e lo estendo a TUTTI, lui, lungi da farne una questione di garanzia della riservatezza, semplicemente si fa scudo di immeritati privilegi dato il CONTENUTO delle intercettazioni pubblicate.

    Roberta

  5. Fabio dice:

    Io sono assolutamente favorevole, qualora fatti verificati e inconfutabili si dimostrino tali, a una sana gogna pubblica con tutti i dettagli del caso.

    In questo paese un sacco di personaggi hanno beneficiato e beneficiano del silenzio o dell'insabbiamento dei misfatti compiuti.