Leonardo su macchianera oggi:

“Il nostro obiettivo immediato su fronti come l’Iraq, l’Afganistan, o qualsiasi altro, è catturare o uccidere terroristi. Questo è il nostro obiettivo immediato. Perché abbiamo preso questa decisione, vedete: lotteremo contro questi nemici nei loro Paesi, e in tutto il mondo, e in questo modo non li dovremo affrontare qui, a casa”.

George Bush, il 4 luglio, a Charleston (West Virginia)

Pane al pane, vino al vino.

3 commenti a “IL NOSTRO OBIETTIVO”

  1. g.g. dice:

    Io non sono esattamente un sostenitore di Bush (dipendesse da me lo troveremmo nel cast dell'Isola dei famosi) ma questè facilonerie superficiali (a parte l'ovvietà  in sè) mi sembrano superflue. Se tutti continuiamo ad esercitare il pensiero più facile, vorrà  dire che questo è il mondo che davvero ci meritiamo.

    Non credo alla guerra, come Leonardo. Ma sono sicuro che Leonardo ha tra i suoi appunti, oltre alla retorica di circostanza, anche la soluzione per un problema difficile e complesso come quello che sta minacciando tutti noi. Ne sono sicuro, perchè, come Bruto, è uomo d'onore (e non sta solo fomentando un estremismo pari e contrario agli altri).

  2. massimo mantellini dice:

    mah,

    a me pare che la situazione richieda sottolineature del genere. Che poi siano retoriche a me non pare. Vero che si tratta di una questione complessa. Altrettanto vero che se ci si spara nelle palle da soli come ha fatto l'imbecille della doppia W in questi anni, la retorica di chi lo sottolinea e' quanto mai utile. Mai come in questa complessa situazione internazionale le premesse e le conseguenze sono strettamente collegate.

    Partire dal pensiero elementare di George Bush e' per forza di cose il primo passo….

  3. leo dice:

    se la retorica è l'arte del discorso, a me non sembra di averla applicata molto, almeno stavolta: ho preso una frase di Bush molto chiara, che riassume il suo pensiero strategico (e su questo, credo che anche Bush sarebbe d'accordo): i terroristi è meglio fronteggiarli lontano da casa. Non ho dato a Bush del pagliaccio, perché non credo che questo siam il punto. Il punto è che la sua strategia non funziona; che è sconfitta dalla prassi, in un modo talmente evidente che ieri non valeva neanche la pena farci su grossi discorsi. Banale? Sì, purtroppo. Ironico? Mi dispiace se ho dato questa impressione.