Credo che nei prossimi mesi dovremo abituarci a leggere articoli cosi accuratamente critici nei confronti di Google come quello scritto oggi su Wired da Adam Penenberg della NY University.

The problem is that Larry Page and Sergey Brin, the geeks who coded Google from the algorithm on up, are inserting themselves into our lives. They wish to accompany us everywhere, forever. They want us to see the world through Google-colored glasses

3 commenti a “GLI OCCHIALI DI GOOGLE”

  1. francesco dice:

    credo che dovremo abituarci a capire che certi articoli non sono così intelligenti e profondi come sembrano solo perché attaccano colossi. Nel pezzo che citi leggo:

    "Some view Google as a media company. It isn't, because it doesn't create its own content. Rather it repurposes and repackages pre-existing material".

    Una stupida banalità . Come se riproporre e, a maggior ragione, re-impacchettare materiale pre-esistente fosse un aspetto negativo…

    f.

  2. Stefano Hesse dice:

    beh è solo l'ultimo di molti articoli che riceviamo da dopo la quotazione, il vero giro di boa per il quale molti hanno pensato di darsi visibilità  attaccando un brand simile. Molte critiche sono intelligenti, questa è un po' debole.

  3. Anonimo dice:

    dovremo abituarci… è un bene, un male? il problema è la gente critica o la mancanza di gente critica? che google diventi onnipresente?

    non si capisce dove vuoi andare a parare