Anna Masera tenta su La Stampa l’impossibile equilibrismo di intervistare Giorgio “Io uccido” Faletti spiegandogli in maniera pacata e materna il mondo attorno a noi (ed a lui). Un mondo, quello del copyright, dei diritti nell’epoca digiale, delle nuove ipotesi di diffusione della conoscenza, del quale Faletti, autore di thriller di successo e del recente spot contro la pirateria, parla estesamente non sapendone nulla. Esilarante e da leggere, molto meglio delle vecchie gags sul “giumbotto”.

«Io invece penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie. Certe cose vengono fatte perchè esiste un’industria che le produce e investe senza un ritorno economico. Senza un editore, Hemingway non sarebbe stato scoperto».

(via massimo morelli)

17 commenti a “FALETTI e L’OPEN SOURCE”

  1. Domiziano Galia dice:

    Addirittura nella barbarie. Vi ha contribuito di più certo il Drive In. E chissà  quanti Hemingway non sono stati scoperti, o meglio non sono diventati Hemingway, perchè nati in Africa o nella Cina rurale. Diciamo che il culo ha il suo bel peso.

    Comunque ritengo sia vero che esista un problema produttivo. Cioè: la rete può scalzare l'industria editoriale o musicale, ma può in qualche modo sostituirla?

    Cioè un artista potrebbe mantenersi?

  2. Alessandro Ronchi dice:

    Scusate, il commento di prima mi è scappato involontariamente.

    Io credo che non sia solamente malafede, è chiaro che i venditori attuali di beni immateriali (e lui è uno di questi), faticano ad adattarsi ad un mondo completamente diverso, dove chiunque può avere una buona idea e distribuirla senza grossi intermediari, dove la distinzione tra il bianco ed il nero, il professionale e l'hobby, il commerciale ed il gratuito, è sempre meno netta.

    Faletti, che ha fatto delle sue passioni un lavoro, non può pensare che sia possibile nel 2005 impedire a chiunque di trovare canali alternativi per distribuire la propria idea.

    Se una persona qualsiasi avesse scritto "Io uccido" non sarebbe stato pubblicato: serviva un nome-logo per poter vendere.

    E' chiaro, quindi, che questo sistema vada rivoluzionato, a scapito del povero Giorgio, che difficilmente si adatterà  ad un mondo competitivo, nel quale un cognome, un reality show o due tette rifatte non siano l'unica chiave per ottere il meritato successo.

    Giorgio lo sa, e sa bene che ogni cambiamento nei media che distribuiscono contenuti miete vittime. La stampa ne fece tra gli amanuensi.

    Internet, le creative commons, il copyleft e compagnia bella ne faranno tra i Faletti.

  3. Fabio Metitieri dice:

    Come illustre sconosciuto che e' coautore di un testo che si avviava tranquillamente a superare le 3.000 copie vendute all'anno e che da quando e' on line gratuitamente ne vende si' e no 500, non posso che associarmi al quesito di Galia.

    Besides, proprio perche' non ho mai venduto grazie al mio nome, credo di avere piu' voce in capitolo di Faletti, la cui posizione privilegiata e' molto particolare.

    Premesso questo, la Creative Commons, molto utile per il materiale amatoriale o per chi ha solo bisogno di autoprodursi per essere letto e quindi emergere, non mi sembra ancora in grado di costituire un reale modello alternativo alla – pur molto zoppicante e oggi sempre piu' incapace – industria editoriale classica.

    Come modello in grado di sostituire in tutto e per tutto il copyright – e penso anche all'intervista che ho fatto la scorsa primavera a Joi Ito – la Creative Commons e' troppo spesso mitizzata e sopravvalutata. E non mi pare di vedere altre proposte concrete all'orizzonte.

    Quindi, non raccontiamoci palle: al di la' delle allegre "bouttanade" (come direbbero i francesi) di Faletti, se il modello open source riesce gia' a essere anche un business di tutto rispetto, per le opere di ingegno di altro tipo, invece, il problema e' ancora tutto da risolvere.

    Ciao, Fabio.

  4. Anonimo dice:

    >Senza un editore, Hemingway non sarebbe stato scoperto

    e senza arco, frecce e lance l'uomo primitivo moriva di fame, ma non mi sembra una buona scusa per girare armati nel 2005 lol ;)

  5. Gianluigi dice:

    > Come modello in grado di sostituire in tutto e per tutto il copyright

    Mi sembra che tu non abbia compreso una cosa la CC non abolisce il copyright, ne è soltanto una forma. Una forma che dice che puoi liberamente far circolare quel materiale, perchè l'autore ti concede quel diritto.

  6. MicheleM dice:

    Leggere queste cose mi fa cadere le braccia, pensando poi che uno scrittore oltre a scrivere legga anche mi pare impossibile, che qualcuno *informato* possa fare una dichiarazione del genere. Ma forse e' troppo occupato per informarsi bene prima di aprire la bocca, caro Faletti torna a scrivere almeno stai zitto e dici meno fesserie.

  7. Bricke dice:

    Stanne fuori!

    http://www.bricke.net/blog/2005/05/stanne-fuori.html

    ;)

  8. Fiorenzo dice:

    Ancora una volta, e' chiaro che non si riesce ad essere competenti in tutto. Sotto certi aspetti, e' pure consolante.

  9. Fabrizio T. dice:

    [OFF TOPIC] E` tornata Loredana Morandi!

    http://punto-informatico.it/p.asp?i=53477&r=PI ("Punto Informatico? Covo del cybercrime")

  10. kemperboyd dice:

    Re all'OT

    Chi e' 'sta Morandi? perche' ce l'ha con PI e Neri? Un sunto per me che ho poco tempo oggi per ricostruire la vicenda, ma mi incuriosisce. Grazie

  11. Uncino dice:

    parla estesamente non sapendone nulla

    praticamente la stessa cosa che pensavo mentre leggevo "Io uccido". :-)

  12. Anonimo dice:

    Re all'OT

    Chi e' 'sta Morandi? perche' ce l'ha con PI e Neri? Un sunto per me che ho poco tempo oggi per ricostruire la vicenda, >ma mi incuriosisce. Grazie

    http://www.macchianera.net/archives/2004/06/quando_il_gioco.html

    http://www.macchianera.net/archives/2004/06/storie_di_pacif.html

  13. ra1n dice:

    Ho cercato di mandarti una email sull'argomento, ma non riesco a inviartela, mi torna indietro con questo errore:

    : host mail.mantellini.it[62.85.163.86] said: 554 5.7.1

    Message cannot be accepted, content filter rejection RFC822 Violation (in

    reply to end of DATA command)

  14. pietro dice:

    dato che secondo Faletti, Hemingway non sarebbe stato scoperto senza un editore, mi fa pensare che secondo lui tutta l'arte, la poesia, la scrittura e la musica precedenti l'invenzione della stampa e del fonografo non esistono, senza un editore che lo stampava come avranno fatto Maometto a diffondere il Corano? libro notoriamente sconosciuto e poco diffuso…

    per fortuna i libri di Faletti son gia finiti nella carta straccia dove meritano…e dubito che qualcuno si ricorderà  di lui come scrittore gia solo tra 10 anni

  15. Edo4all dice:

    Se ce la faccio, mi piacerebbe scrivere un post su questa intervista.

    Faletti sembra provenire da un mondo diverso, dove i masterizzatori sono il male che distrugge la musica, e le licenze CreativeCommons ci fanno precipitare nella barbarie. Si nota quanto Anna sia esterrefatta alle risposte di Faletti, ma non riesce comunque a porre l'unica domanda sensata dell'intervista:

    Faletti, ma che droga usi?

  16. beppe dice:

    A me risultava già  nel giugno scorso, e poi ho ripetuto l'inchiesta a marzo che già  una decina di aziende di servizi Open Source italiane sono di sicuro in attivo.

    Maggiori dettagli:

    http://blogs.it/0100206/stories/2004/12/14/specialelfaOpenSource.html

  17. darkripper dice:

    Ma poi, diciamocelo: uno scrittore dovrebbe temere la rete? Io, onestamente, ne dubito. Quante persone conoscete che sarebbero disposte a leggersi un libro grosso sullo schermo di un computer?