Sulla faccenda del quorum referendario due cose mi hanno colpito fra quelle lette fra ieri e oggi sui blog di cui tengo traccia. La prima e’ la considerazione letta non so piu’ dove sul fatto che anche in passato, se si fosse usato lo strumento dell’astensione come e’ stato fatto oggi (ma erano altri tempi e il tasso di cinismo non era ai livelli odierni), probabilmente non sarebbe passato nemmeno il referendum sul divorzio. La seconda e’ la presa di posizione di Tommaso Labranca, vergata con la sua solita travolgente e corrosiva sintesi:

Meraviglioso Paese dove “Uomini e Donne” sensuali e intriganti si tatuano e si perforano il corpo reso plastico nelle mille palestre, cercando di imitare le troie televisive e i coglioni calcistici di cui attende sin da settembre con avidità  i nuovi calendari nudi. E poi si rivelano bigotti e ipocriti come i diktat d’astensione lanciati dai loro vescovi. Possano tutte le campane di tutte le chiese cadere dai loro supporti con una sola possente bronzea nota che soffochi le vostre grida di terrore.

Non so se davvero come scrive Labranca siamo un Paese di Merda, anche se sempre piu’ spesso ne ho il sospetto. Quello che mi sembra e’ che una delle spiegazioni possibili al numero esiguo di persone che si e’ recato ai seggi (oggi e domani in ogni caso staro’ lontano dall’analisi di giornali e TV del fenomeno, non ho voglia di ascoltare le solite 4 sciocchezze sulla “efficacia dello strumento referendario”), non abbia attinenza con i trucchetti del “non voto” o con le indicazioni “a divinis” o con le illuminazioni sulla via di damasco di Rutelli e compagnia, ma che riguardino piu’ banalmente, l’estraneita’ difusa (e in certi parti del sud italia piu’ diffusa che altrove) nei confronti di un paese che molti faticano a immaginare come “proprio”. Il che e’ ovviamente la cosa peggiore che ci puo’capitare.

p.s. e’ anche interessante quello che scriveva Paolo Valdemarin poco fa sul fatto che specie nei piccoli centri una campagna basata sulla indicazione compatta al “non voto” lede il diritto alla segretezza di quanti vengono individuati mentre si recano al seggio.

15 commenti a “CAMPANE A FESTA”

  1. Bricke dice:

    Ne parla anche Rodotà 

    http://www.uaar.it/news/index.php?entry=entry050611-191534

    E io qualche giorno fa:

    http://www.bricke.net/blog/2005/06/referendum-e-astensione.html

  2. Michele dice:

    Mia suocera e' pugliese, 55 anni. Ieri al telefono mia moglie le chiede se e' andata a votare: "…mah, non so, non mi sono interessata molto, ne abbiamo parlato in chiesa e il prete era molto arrabbiato, ci ha detto di non andare a votare…". Alla fine l'abbiamo convinta ad andarci, ma non servira' a molto…

  3. Anonimo dice:

    Perchè tutte queste belle considerazioni non sono state fatte il 15-16 giugno 2003 (quando "la massa" ha seguito gli inviti di astensione di molti sindacalisti e diessini)?

  4. Tony dice:

    Massimo questa è la classica posizione di superiorità  morale di sinistra.

  5. Anonimo dice:

    Sono impressionato dall'analisi di Labranca, davvero un fotogramma di rara finezza, e lo ringrazio per accomunarmi al paesedimmerda al quale lancia i suoi anatemi. Qui si sta benissimo, si legge porca eva express, ci si gratta i coglioni, poi ci si mette le dita nel naso guardando i canali del presidente del consiglio, non si pagano le tasse e a tutto volume si cantano le canzoni del festival, si va a messa tutti insieme. Stiamo da dio. Leggendo queste cose (?) giunge conferma di un conformismo letale (sono troppo buono, lo diceva sempre la mia mamma) che, spiaggia o non spiaggia, non mi appartiene. A ciascuno il suo, come dice Costantino. Abbiamo a disposizione un corposo vocabolario e qualche neurone per cercare di ragionare per sè. Possibilmente con i propri mezzi. Nella Puglia del presidente Vendola, una regione dove gran parte delle persone vive già  vicino alle spiagge, ieri alle 22 l'affluenza non raggiungeva il 10%. En passant, ci si potrebbe chiedere perchè. E' la stessa gente che ha votato "bene" alle regionali, no ? La coerenza di taluni imporrebbe il quesito: ma ha poi votato "bene" ? Buone giornate, torno nella mia merda, e lasciatemi in pace. Saluti, Sanfi

  6. Gilgamesh dice:

    Io conto di trasferirmi entro due anni al massimo ad Apia, nell'isola di Upolu, arcipelago delle Independent Samoa (già  Western Samoa).

    C'è la banda larga, le figura professionali più richieste sono tecnici informatici, specialisti in telecomunicazioni, operatori turistico ed insegnanti di inglese, quindi io e mia moglie saremmo a posto, ed è un buon posto per far crescere la bimba che ci sta per nascere e l'eventuale fratellino/sorellina che abbiamo in programma.

    Magari ci sentiamo da là .

    Taloa Lava!

  7. Stefano " dice:

    Il mio commento e' qui.

    Ma perche' non attivi il trackback?

  8. Stefano dice:

    A me invece ciò che scrive il sig. Labranca (ma chi è?) non piace neanche un poco. Non si capisce perchè chi si è astenuto deve per forza essere un bigotto, e chi è contro la manipoalzione genetica deve per forza essere un papista.

    Ccome si fa a ragionare ancora in questi termini? Chi fa qualcosa su cui non siamo d'accordo deve per forza essere persona di merda?. E poi dicono che la sinistra italiana è indietro anni luce. E per forza, all'alba del 2006 gli stilemi sono ancora i vecchi stilemi stalinisti di sempre.

    A quando un po' più di comprensione dei meccanismi democratici caro signor Labranca?

  9. .mau. dice:

    Nel referendum per l'abrogazione della legge sul divorzio, la maggior parte della gente ha votato NO, e quindi il referendum non passò.

    Sul fatto che nei paesini una campagna astensionista mette in mostra chi va a votare, resta il fatto che non puoi farci nulla in ogni caso, senza contare che se c'è qualche NO nei risultati di seggio nessuno può avere la certezza di chi sia stato a votare.

  10. xarface dice:

    Tommaso ha ragione e ha torto.

    Ha ragione nell'invettiva, riassumibile nei termini "moriremo schifosamente democristiani".

    Ha torto a prendersela tanto, sapendo benissimo che non abbiamo mai smesso di essere democristiani e che anzi ci sta benissimo essere democristiani.

    Il plurale ovviamente è di gentilezza, solo per non fare la figura di chi si chiama fuori con spocchia.

    Gli effetti più devastanti del fallimento di questo referendum saranno però quelli politici: da varie parti si tireranno le somme, Buttiglione rivendicherà  a sè gli argomenti della "vittoria" [su Repubblica di carta ha già  rivendicato a sè la vittoria del NO nel referendum francese], Pera andrà  da Vespa, Rutelli potrà  in tranquillità  ricostruire la DC.

    E rifaremo quello che abbiamo sempre fatto: ci tureremo il naso

  11. Joe Tempesta dice:

    Per l'anonimo che si chiede perché in puglia, e al sud in generale, abbiano votato meno che nel resto d'italia, vorrei far notare che probabilmente è perché la fascia più interessata al problema (colta e giovane) corrisponde a quella che dalla loro terra se n'è andata per lavoro/studio. Uno torna giù per le feste, difficilmente lo fa per un referendum. Io sono tornato a casa, ma Milano-Firenze non è Torino-Lecce.

    Non gliene farei una colpa.

  12. pietro dice:

    Stefano non ha capito una cosa:

    Labranca dice PAESE DI MERDA, non italiani o astenuti di merda.

    è decisamente diverso

    Dice solo quello che è evidente, che l'Italia è un paese di puttanieri di sera e bigotti di giorno, come è sempre stato.

    Di persone come i leghisti o la fallaci che parlano di difesa dell'embrione e di bastonare a sangue gli immigrati.

    Tutto questo con il Cristianesimo non ha niente a che fare, e neanche con la democrazia.

  13. roberta dice:

    Sono d'accordo con Massimo circa lo scarso senso sociale degli Italiani,specie del sud e nella mia regione abbiamo toccato il fondo.

    La popolazione sarda ha malattie genetiche altamente invalidanti o addirittura mortali in percentuali altissime rispetto ad altre zone d'Italia, questo fa si che ogni sardo annoveri fra suoi cari o almeno fra i suoi conoscenti, qualcuno affetto da microcitemia, sclerosi, emofilia; data questa premessa mi sarei legittimamente aspettata che i miei conterranei si precipitassero ad abrogare almeno gli articoli che impedivano la diagnosi preimpianto e la ricerca sulle staminali, invece no : precentuali di partecipazione in linea con il resto del Paese.

    Ma non è tutto: noi avevamo una 5° scheda per abrogare una legge che consentiva lo smaltimento di rifiuti anche radioattivi nell'isola ; essendo un referendum regionale il quorum è stabilito nel 33% anzichè 50% ebbene:non è stato raggiunto neanche quello!!!

    Concludendo :l'Italia è un Paese di Merda e la Sardegna sarà  presto una regione di Merda Radioattiva…. cominciamo ad abituarci alla puzza…

    Roberta

  14. Pier Luigi Tolardo dice:

    Alcuni fatti:

    1) Sia il REfrendum del divorzio che quello dell'aborto furono referendum abrogativi, in cui(addirittura nel caso dell'aborto anche i radicali avevano proposto un loro refrendum per liberalizzare del tutto la legge)in cui la maggioranza degli italiani confermò la legge che il Parlamento aveva approvato. Anche in quel caso l'astensionismo se ci fosse stato non avrebbe cambiato le cose.

    2) Dopo quei due Referendum che si rivelarono confermativi la gente ha progressivamente capito che i Refrendum la prendono per il culo: abbiamo votato per l'abolizione del proporzionale nel '93 e questo è rimasto come quota del 25% e ci sono più piccoli partiti ricattatori di prima 2) abbiamo abolito il finanziamento pubblico dei partiti e questo è rimasto sotto forma di contributi elettorali ancora più abbondanti. 3) abbiamo abolito l'immunità  parlamentare ed è ancora prevista per l'arresto 4) abbiamo abolito il Ministero dell'Agricoltura ed è tornato sotto forma di Ministero delle Politiche Agricole 5) abbiamo abolito il carcere per gli spinellatori(referendum sulla legge Vassalli-Jervolino del '93) ed è stato reintrodotto in altra forma. 6) gli italiani(scelta un poco incivile) hanno votato per il mantenimento dell'ergastolo ma hanno l'impressione che non lo sconti nessuno 7) hanno abolito la trattenuta sindacale per legge ma è rimasta sotto forma contrattuale. Nonostante questa inconcludenza i Radicali hanno continuato a raccogliere firme e a farci votare tutti gli anni come se fossimo svizzeri poveri,perfino per l'apertura dei negozi(che era stata già  liberalizzata di fatto) è chiaro che la gente ne ha le scatole piene e che se anche l'argomento è valido non ne vuole più sapere di referendum.

  15. Pier Luigi Tolardo dice:

    E' per questo che dal 1995 nessun Referendum ha più raggiunto il quorum e tutti compresi i Ds e Rc hanno assunto, quando gli conveniva, una posizione astensionista. nel 2003 il Refrendum sull'art.18 raccolse il 25% dei consensi e i lavoratori dipendenti in piccole imprese sono molti di più delle donne con problemi di sterilità in età  fertile. I sondaggisti più bravi attribuiscono a Ruini &Co. un potere di orientamento dell'elettorato pari all'8-9%, facciamo l'11% che prese Martinazzoli con l'ultima Dc nel '93, facciamo il 15%, sicuramente moltissimi praticanti non seguono le direttive ecclesiastiche. Anche se Ruini fosse impazzito ed invece di fare campagna astensionistica avesse benedetto i $ Si si sarebbe arrivati, con i voto coatto dei cattolici a favore, al 45%. No, io dico Basta Referendum e Affanculo i Radicali.