Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Vi dirò: non e’ che abbia una idea precisa. L’iniziativa del comune di Roma di cablare in wi-fi alcune aree pubbliche della città  (ed in futuro tutta l’area metropolitana) deve essere vista come una grande iniziativa di alfabetizzazione telematica oppure va considerata come una invasione di campo da parte del pubblico verso l’iniziativa privata dei fornitori di accesso alla rete? Ho letto i commenti sui forum di Punto Informatico, ho chiesto consiglio ai lettori del mio blog, ho seguito nel tempo lo sviluppo di iniziative simili negli Stati Uniti e le prime sparute e quasi eroiche sperimentazioni in Italia. Dopo tutto questo continuo ad avere più di un dubbio. (continua)

7 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Veleno dice:

    Se il pubblico "moralizza" lo strapotere del privato finanziere di dio, pubblico tutta la vita. Se serve a sprecare soldi… tiro la catena. Se serve a far guadagnare il comune che poi reinveste gli utili in opere pubbliche e per la comunità , preferisco pagare 35 euro al comune di Roma che 29,99 a libero che poi se li gioca in futures o in fondi americani.

  2. Valerio dice:

    Sono convinto che si tratti solo di una mossa propagandistica, come molto spesso gli annunci dei politici. La storia degli ultimi anni è piena! Il museo aperto, la sanità  migliore o quant'altro non sono certo cose di cui non si è mai parlato, quindi la genta non ci crede più e non le ascolta. Invece questa è nuova, desta discussione e attenzione, poco importo se non verrà  poi realizzata (accetto scommesse).

    Il problema italiano è che non esistono due realtà : lo stato che regola la vita tramite le leggi e gli erogatori di servizi che le rispettano. Solo in questo caso i cittadini ne traggono un frutto. Quando queste due realtà  sono invece conniventi (parola corretta!) l'unico che paga, e caro, è il cittadino!

  3. paocap dice:

    Davvero non capisco perchè ci si debba far incanalare le idee in un ragionamento commerciale.

    Perchè non ribaltare il punto di vista?

    Perchè non ritornate alle origini della rete?

    L'unica cosa da chiedere è la possibilità  di utilizzare liberamente le frequenze wi-fi e wi-max (qualche marxista-leninista potrebbe dire "il popolo si riappropri delle frequenze radio, che sono comunque di proprietà  comune"), detto questo organizzare delle reti mesh e non ci sarebbe niente di male se un'amministrazione comunale inserisca alcuni nodi della rete sia per far crescere la rete stessa e sopperire all'iniziativa personale in alcune zone, che per inserire in rete servizi a lei propri. Nel momento in cui una rete di questo tipo raggiunge una massa critica saranno le varie telco a chedere di conettersi a questa rete, e non il contrario

  4. Carlo dice:

    Io sarò sicuramente un critico della domenica (anzi, del lunedì), ma continuo a non capire come si possa pensare di investire fondi pubblici per il wi-fi nei parchi avendo ben presente lo stato della sanità  a Roma, o lo stato delle strade, o il traffico, oppure il fatto che in alcune borgate non arriva l'elettricità  (capito Massimo, l'elettricità ) o l'acqua, per non parlare dei servizi di urbanizzazione secondari. Vogliamo parlare delle scuole pubbliche, dove i vostri bambini rischiano ogni giorno che gli cada il soffitto in testa? Ci sono i computer nelle scuole, anche quelli col filo? A me non risulta. Se il nostro sindaco pensasse meno alle stronzate e più alle cose concrete ci sarebbe l'imbarazzo della scelta, insomma.

  5. Carlo dice:

    Aggiungo, tanto perchè mi sembra che qualcuno viva in un mondo diverso dal mio, che io obbligherei tutte le persone a favore del wi-fi a Villa Borghese a farsi un giro per gli uffici del Comune di Roma (per esempio andare al catasto a chiedere un certificato – io una volta ci sono andato e ho visto faldoni pieni di carta ovunque, pavimenti sconnessi, file di ore, tutto fatto a mano.). Ti racconto una cosa: quando sono andato a vivere negli USA mi sono subito iscritto all'AIRE presso il consolato locale. Quando sono tornato in Italia, due anni dopo, sono andato al Comune per cancellarmi dall'AIRE e trasferire la residenza a Roma. Beh, la mia pratica di iscrizione all'AIRE di due anni prima era ancora in qualche scantinato e nessuno l'aveva presa in mano. Ci hanno messo una settimana a capire cosa era successo, e il tutto rigorosamente fatto a manella e su pezzi di carta smangiucchiati dai topi. Forse, dico forse, bisognerebbe investire qualche soldo in queste cose – che interessano tutti i cittadini, prima di mettere mano al wi-fi nei parchi.

  6. massimo mantellini dice:

    solo per dire carlo che io ti voglio molto bene e mai ho pensato a te quando ho scritto "critici della domenica"….;)

  7. Carlo dice:

    Massimo, non pensavo che ce l'avessi con me in particolare – è solo che condivido gran parte delle critiche portate all'iniziativa del Comune. Il problema dell'accesso a Internet c'è e rimane, ma credo che prima di pensare a wi-fi dovrebbero essere risolti molti problemi più terra terra (e meno interessanti per i giornali e gli uffici stampa).