Stavo iniziando a scrivere un articolo sul progetto del Comune di Roma di cablare in wi-fi alcuni parchi cittadini (ed in futuro in wi-max – pare – tutta la citta’). Qui un interessante commento al riguardo di Vittorio Bertola. Voi come la pensate?

12 commenti a “LA BANDA DEL COMUNE”

  1. Gigi dice:

    Concordo pienamente. Ritengo anche io che, per come vanno le cose, le istituzioni (a partire dai comuni per arrivare al governo) farebbero meglio ad interessarsi affinchè i servizi di base (trasporti, sanità , scuole, ecc) funzionino a dovere, prima di spedere 1 centesimo per permettere a qualcuno di connettersi a internet dal giardinetto sotto casa…

    Quando devo fare una visita medica e mi tocca scegliere se aspettare 4 mesi oppure pagare 5 volte tanto e fare la stessa visita nella stessa struttura tra una settimana… beh… onestamente… di avere la copertura wireless al parco non me ne può fregare di meno.

  2. Giampaolo Bellavite dice:

    E poi, chi è che riesce a leggere in un monitor alla luce del sole?

  3. Stefano Hesse dice:

    guarda Massimo, il mio lavoro mi imporrebbe di essere favorevole.

    Personalmente, preferirei che il comune spendesse quei soldi per disinfestare la citta' dall'incubo zanzare o per altre cose piu' intelligenti. Io vivo davanti al pc tutti i giorni, e al parco ci vado col frisbee, non col portatile.

    Quelli che non vivono davanti al pc e sono favorevoli sono o studenti universitari miliardari o postyuppie che penserebbero di essere all'avanguardia. Chi dice che negli States ha funzionato non ricorda che la' hanno tutti il portatile e non tutti 2 cellulari come noi, e che costoro usano messenger e mail come noi gli sms.

    Magari potessimo avere degli "Starbucks" con della roba piu' mangiabile all'interno e il wifi a disposizione…

  4. Giuseppe Mazza dice:

    Vivo (a momento) a Roma e sogno una città  con una rete wi-fi universale, anche con limitazioni di orario com'è nel progetto: i costi sarebbero limitati e l'inquinamento elettromagnetico analogamente basso. Tutto il contrario rispetto a potenziali nuove installazioni di antenne GSM e UMTS…

  5. Carlo dice:

    Questo progetto è una delle più grandi minchiate mai pensate. Se proprio devono, iniziassero a coprire decentemente i posti "business", e non i parchi – la gente che lavora non va il pomeriggio a villa borghese col portatile.

    A Roma, avendo due lire da spendere, ci sono da fare migliaia di altre cose prima di pensare al wi-fi.

  6. L'anonimo lettore dice:

    Se Villa Borghese e' il preludio ad una vera rete wifi che copra l'intera citta', ben venga. Internet deve essere un diritto, non un servizio. Pensare di vivere senza e' come fare un passo indietro di 30 anni nello sviluppo e nella civilta'.

    Tutti i cittadini indistintamente debbono avere la possibilita' di collegarsi alla rete, non solo quelli che si possono permettere un abbonamento mensile da rapina (perche' non ci dimentichiamo che paghiamo 40 euro al mese per avere SOLO la connettivita' e poco piu', e nemmeno garantita – e' come se sky ci chiedesse 40 euro al mese solo per aver messo in orbita il satellite, + i costi dei vari canali).

    Il punto e' che io sono un visionario, sogno una rete davvero libera, dove il comune fa da garante, i provider forniscono la copertura e le competenze tecniche, e i cittadini sono liberi di sfruttare la banda come meglio vogliono. Per me la navigazione dovrebbe esser consentita 24/7 e senza alcuna tassazione.

    Deve essere offerta la connettivita', nuda e cruda. Null'altro.

    I servizi che poi passano sull'infrastruttura ognuno se li produce da se e i provider possono provare a rivenderli a chi li vuole. Ma di base la connettivita' gratuita e garantia a tutti i cittadini deve essere la condizione sine qua non per tutto il resto.

    Purtroppo mii rendo conto che il mio e' solo un sogno.

    Presumo, in tutta sincerita', che questa sia l'ennesima operazione politick-promozionale per poter dire "guardate, ce l'abbiamo anche noi, non sono quei mmergani che si credono cosi' evoluti" e che quindi Villa Borghese faccia parte di un'operazione se non proprio isolata, a macchia di leopardo. Anche perche' quando finiranno i soldi stanziati per il progetto e quando si saranno mangiati la torta, quali imprese vorranno ancora far parte della festa (a meno di non guadagnarci e quindi di dover tassare in qualche modo il tutto)?

    Per quanto riguarda il discorso di Vittorio sull'ammazzare la competizione fra aziende e dover quindi garantire loro in qualche modo, sinceramente mi sembra un discorso di parte: qualche volta non vi pare che andrebbero garantiti anche i cittadini e i loro diritti, prima ancora dei profitti delle imprese?

  7. Fabio Metitieri dice:

    Concordo con Bertola, naturalmente.

    Anche se il progetto, per come e' stato studiato, in forma consortile, non dovrebbe fare concorrenza sleale agli Isp. (Ma ricordiamoci sempre della vecchia – e sacrosanta – condanna del Tar dell'Emilia Romagna all'Iperbole del Comune di Bologna).

    Certo, quando il Comune smettera' di finanziare l'accesso gratuito (e un'ora sola al giorno, se ho ben capito…), a chi venderanno gli abbonamenti?

    Insomma, capisco i piccoli Comuni che cercano di portare il Wi Fi o il Wimax dove altrimenti non ci sarebbe manco Adsl (e anche in questi casi, portare le connessioni prima e soprattutto nelle scuole e nelle biblioteche sarebbe sempre meglio), ma nei parchi di Roma, via…

    Siamo un Paese di poveri ignoranti, che sta scivolando verso un'economia e una produttivita' da borgo medioevale, senza infrastrutture, con investimenti per la ricerca pubblica e privata che sono tra gli ultimi in classifica, e veramente abbiamo bisogno di navigare al parco?

    Capirei al limite _un_ parco, con un Internet point attrezzato, come punto di divulgazione e di formazione, ma tutti…

    E l'idea che questa iniziativa serva a valorizzare i siti turistici della capitale mi pare balzana. I turisti navigano in Internet prima di partire, poi, quando sono al Colosseo, scattano foto all'originale e non si mettono di certo a guardarne una copia in Rete.

    Hesse, che hai contro i dolcini degli Starbucks? Di solito sono stupendi. Sono uno dei principali costitituenti dei chili in piu' che mi ritrovo quando vado in qualche citta' che ne ha uno.

    Ciao, Fabio.

  8. Stefano Hesse dice:

    Metitieri, solo i muffin e qualche torta. Le bevande per esempio sono aberranti.

  9. Pinolo dice:

    Io prevedo che più o meno la metà  di quelli che hanno commentato negativamente l'iniziativa entro 3-4 anni passeranno qualche ora alla settimana connessi con qualche aggeggio in un parco…

  10. No dice:

    Vittorio Bertola, noto in Italia per essere il fondatore di it.fan.culo e per aver contribuito a un progetto di successo come Vitaminic, coglie molti punti interessanti, però non sono d'accordo sul fatto che questo tipo di servizi riguardino solo chi ha "un'alta scolarizzazione" e una "occupazione di alto livello".

    Per me riguarda solo: "gente che ha voglia di portare il laptop al parco per collegarsi in rete".

    E cioè:

    – donne che portano il laptop al parco per farsi abbordare

    – uomini che vogliono abbordare donne al parco col laptop

    – gruppi di ragazze e ragazzi che vogliono prendere due piccioni con una fava: portare il computer al parco per fare ricerche scolastiche e allo stesso tempo comprarsi il fumo

  11. gparker dice:

    Ritengo che questa storia del Wi.Fi. nei parchi sia importantissima e questo è evidente anche dal fatto che quando hopostato qualcosa a riguardo si è scatenato il dibattito anche sul mio blog.

    Ritengo che il gesto del comune, come del resto è stato dichiarato, sia più che altro simbolico, qualcosa fatto per dare il via, per dare un'idea del progetto del comune, cioè non è che coprendo i parchi (che poi non vengono coperti tutti) ci si illude di coprire una città , ma si dà  il via e si dà  un'idea delle altre cose (agevolazioni magari) che il comune vuole fare.

  12. asd e lol dice:

    ok… buttiamo via tutti i cellulari perche' per fare una visita in ospedale ci vogliono 6 mesi. daaaaai!!! perche' non valutiamo invece le prospettive che aprono certe tecnologie ? perche' non consideriamo che una connessione wifi (o piu' probabilmente wimax) permettera' di telefonare con un normale telefono wimax (stile cellulare) a tutti gli altri possessori di un telefono wimax senza spendere un centesimo piu' dell'abbonamento mensile per la connettivita' ? perche' non pensiamo a quanti soldi risparmieremmo e a dove potremmo spenderli ?