Ho come l’impressione, dopo aver letto Leibniz ed i suoi link stamattina, che non comprero’ il nuovo libro di Giuliano da Empoli. Peccato, il precedente mi era piaciuto.

Da Empoli ora si sta facendo largo grazie a due operazioni: una rivista e un libro made in Marsilio. La rivista si chiama Zer0 e nel primo numero spiegava perché ci stiamo trasformando in un parco a tema (ecco la recensione flash di Bambolescente), il libro invece si chiama «Fuori Controllo» e si concentra sulla brasilianizzazione dell’Italia (qui ne scrive Smog), una improbabile oscilazone tra edonismo e tragico, piacere e paura.

6 commenti a “SIETE TUTTI BRASILIANI”

  1. Leibniz* dice:

    Cosa ti era piaciuto?

  2. massimo mantellini dice:

    mi era piaciuto overdose……ne avevamo parlato anche sui blog

  3. Leibniz* dice:

    Devo informarmi devo aver perduto quel treno…

  4. Pier Luigi Tolardo dice:

    Overdose non era affatto male. Per la brasilianizzazione non so, non ho letto iul nuovo libro: non abbiamo Lula, siamo in piena recessione mentre loro crescono nonostante i problemi, forse si riferisce al dilagare di scuole di samba, al boom delle infradito e alla moda del perizoma.

  5. Massimo Moruzzi dice:

    esatto, mi sa che si riferisce al diffondersi delle infradito e dei perizoma – peraltro non supportati da culi brasileiri. Loro hanno Lula, noi il Banana. Loro hanno Gilberto Gil come Ministro della Cultura e sono il primo Paese al mondo ad aver abbracciato ufficialmente le Licenze Creative Commons. Loro crescono del 5% ogni anno da diversi anni. E fra dieci anni, quando ci avranno duplicato come numero di Campionati del Mondo di calcio vinti e raggiunti come grandezza dell'economia, loro avranno *anche* le banane (e il cocco, le papaya etc.), noi *solo* i pomodori…

  6. Massimo Moruzzi dice:

    tra l'altro, secondo me l'idea di un Brasile oscillante "tra edonismo e tragico, piacere e paura" è un luogo comune forse vero ai tempi delle false promesse degli anni '50 poi disattese e sfociate nella dittatura… e fuori luogo in un Paese che è ormai la decima economia mondiale, il Paese guida dell'America Latina e un Paese che a Cancun sui dazi doganali dei Paesi ricchi sui prodotti agricoli a danno dei Paesi emergenti ha fatto la voce grossa molto più di Cina e India…

    quell'oscillazione tra edonismo e tragico, piacere e paura può forse riferirsi a quel Brasile che perse nel 1950 il Mondiale in casa al Maracanà  contro l'Uruguay… o all'Italia che ogni due anni agli europei e ai mondiali vogliamo immaginarci la favorita – e poi non vince niente e gioca da cani, non a questo Brasile che i Mondiali li vince anche ai rigori (contro l'Italietta, 1994) o anche se gioca male (2002). Per capire quale dei due Paesi è una repubblica delle banane basta, d'altronde, guardare ai loro campioni e ai nostri… Kakà , Cafù, Dida, Serginho, Adriano, Emerson sembrano dei "tedeschi", per serietà  e professionalità  – e ancor più se paragonati ai nostri "velinari", Vieri, Totti e compagnia…