Contrappunti, su Punto Informatico di domani.

Proviamo ad immaginarci lo scenario che ci attende fra qualche anno. Perche’ la notizia di questi giorni che alletterebbe la fantasia di qualsiasi futurologo dei media e’ che il numero di lettori della edizione online del New York Times ha superato quello delle copie vendute del giornale cartaceo. L’immagine sembra essere quella di certe regate: una enorme boa arancione annuncia la virata di meta’ percorso.(continua)

6 commenti a “ANTEPRIMA PUNTO INFORMATICO”

  1. Sandro kensan dice:

    Internet attira solo il 3% mentre il NYT e forse anche La Repubblica hanno più lettori on-line che off-line, perché la Rete non è un media passivo e neppure autorevole.

    Dalla TV si assorbe lo spot un po' come i bambini assorbono quello che gli dicono i genitori, Internet è fatto per reagire e la pubblicità  non arrivano dritta al cervello.

    L'autorevolezza del mezzo è di molto minore della carta o della TV in quanto le persone che lo leggono sono critiche e circospette.

    Penso che la peggiore gente si sia radunata intorno alla Rete, peggiore nel senso di assorbitori di pubblicità , quindi arriva solo il 3%.

  2. uno dei tanti dice:

    Metitieri, che aspetti? Fatti sotto!

  3. Fabio Metitieri dice:

    Farmi sotto per cosa? Io son solo contento, se le versioni on line dei grandi quotidiani vanno bene. Cosi' come sono contento che i cataloghi bibliotecari siano passati dai vecchi schedari agli Opac in Rete. Idem per tanti libri in formato elettronico, idem per le librerie e per i negozi di Dvd, dove compero spesso…

    Non credo che questo portera' necessariamente a "un mondo migliore", perche' sono meno facile agli entusiasmi rispetto a Mante, ma di certo si tratta gia' ora di un mondo molto piu' comodo.

    Qualche tempo fa una collega decisamente piu' giovane di me mi chiedeva come facevamo a viaggiare quando non c'era Internet. Gia', anche io adesso prenoto tutto on line, e ho dovuto pensarci un attimo. In effetti, girando con gli zaini "on a shoe string" e senza agenzie di viaggi, ci si comperava una guida e in ogni citta' in cui si arrivava – quando non si poteva dormire all'aperto – si perdeva quasi mezza giornata per cercare posto in qualche ostello, o bed and breakfast, o pensione a zero stelle… per non parlare delle ore di coda nelle cosiddette "agenzie turistiche" dei Paesi dell'Est. Una bella scomodita', in ogni caso.

    Del resto, io non ho la piu' pallida idea di come fosse fare il giornalista prima delle Rete. Si dettavano i pezzi per telefono, come si vede nei film? E la documentazione dove la si cercava? Io ricordo solo vagamente che ancora fino a sei o sette anni fa spesso mi mandavano dei pony con i comunicati stampa di carta, cosa che gia' allora trovavo demenziale…

    Kensan, non credo che in Rete si sia immuni alla pubblicita'. E' solo che deve trattarsi di una pubblicita' fatta con filosofie diverse rispetto a quelle televisive. Non sono un pubblicitario ne' un markettaro, per cui non mi inoltro, ma ho l'impressione che quando si troveranno logiche migliori di quelle dei banner e dei pop up, quel 3% di share salira' vertiginosamente. Del resto, io compero… e non leggo quaotidiani o riviste di carta, da anni, e guardo i programmi televisivi solo registrati, saltando le pubblicita'. Non credo di essere il solo, e qualcuno dovra' ben trovare il modo di raggiungere anche noi, no?

    Ciao, Fabio.

  4. Anonimo dice:

    > e qualcuno dovra' ben trovare il modo

    > di raggiungere anche noi, no?

    Certo Fabio, sono d'accordo. Esprimevo però una differenza di distanze. Nella TV la pubblicità  fa poca strada per arrivare alla mente della gente, quindi secondo me i pubblicitari investono più volentieri e più efficacemente.

    In Rete la pubblicità  fa forse un percorso più lungo e perde l'efficacia televisiva e quindi i marchettari la amano poco o molto poco.

    Che sia questione di gente e di mentalità  nei vari media? Oppure è questione della forma pubblicitaria giusta? Oppure è questione di target mal utilizzati, quindi questione di mentalità  del marchettaro?

    Io propendevo per la prima spiegazione che trovo sia di fondo e non facilmente risolvibile.

    Si parla del 3% di pubblicità  in Rete. Non so quanta pubblicità  faccia il NYT o La Repubblica online e offline e non so in che rapporto stiano i due numeri on e off ma credo indichi la differenza tra i due mondi che sarà  difficile colmare anche in futuro.

  5. arsenio dice:

    (anche se lo saprete già ), FYI

    http://wikilab.net/archivi/2005/03/21/wikipedia-batte-nytimescom-che-batte-nytimes/

  6. Cavallo GolOso dice:

    Eppure il fatto dei soldi non è secondario.

    Quanti libri avrei in casa se fossero gratuiti? Quanti di fotografi eccezionali, per esempio? Questo esempio non è fatto a caso perchè leggere molti libri mi richiede anche del tempo. Posso spendere dei soldi ed accumularne 10 … ma se non ne ho letti almeno 5 non ne compro un altro. Libri di fotografia, con splendide opere, invece, ne potrei avere molti, e sfogliarli godendone.

    Se domani PI, il tuo blog, tutti i giornali divenissero accessibili solo con user/password a pagamento … al massimo ognuno di noi ne leggerebbe uno.

    Altrimenti sarebbe come sentire PLUNK dei soldi ad ogni link.

    La gratuità  è una parte di internet come il post-acquisto è la norma di qualsiasi oggetto di cui usufruire con tranquillità .

    Se dovessi pagare ogni volta che viene generato e linkato un nuovo contenuto nella mia intranet, il flusso non funzionerebbe più. Ovviamente noi siamo pagati per lavorare … ma il costo lo possiamo equiparare a qualcos'altro … difficoltà  tecnica, fatica … Se non fosse così "free", non esisterebbe l'ipertesto.

    Più leggi e più paghi non fa gioco alla cultura, tra l'altro.

    "Bisogna pure magnà " … è vero.

    "I conti con che li pago?" è pure vero.

    Sono addirittura stupito del fatto che la gente paghi per le inserzioni, che creda nella pubblicità .

    Ma se poi ci penso, effettivamente ho preso dell'hosting con buone caratteristiche, si … ma ne avevo vista la pubblicità  su PI.

    E allora forse la pubblicità  è un buon mezzo, si, forse, per la sopravvivenza di tutto questo strano intruglio :)