15
Mar
Ho un osservatorio piccolo piccolo. Come tutti. Ascolto la gente per strada. Leggo i commenti in rete a cio’ che scrivo, specie quando scatenano reazioni di una qualche “appartenenza”. Le persone amano schierarsi. Ascolto la radio in auto: le telefonate specialmente. Tengo traccia dei frequentatori di questo blog. Come somma di tutte queste differenti informazioni, mi sembra di vedere che il comune sentire della gente stia cambiando in fretta. La politica in Italia e’ anch’essa molto cambiata negli ultimi anni. Non saprei dire se, come pare a me, davvero verso il peggio. Pero’ l’altra sera in una pizzeria una tavolata di ventenni alticci urlava “viva il duce”. Magari accade, a quell’eta’, anche dentro la Romagna rossa. Ma nei tavoli accanto a loro non c’era imbarazzo. Forse un lieve risentimento per il baccano. Io non so se tutti questi gesti, queste facce, le parole delle Tv ripetute mille volte, tutte assieme facciano piu’ o meno democrazia. Vedo che a nessuno importa ricordare cosa e’ accaduto solo l’altro ieri. E il lavoro ai fianchi dell’oblio organizzato alla fine paga. E nei bar, alla radio e su internet tante persone ripetono a pappagallo cio’ che gli racconta la TV. Dite che e’ sempre accaduto? Puo’ darsi.

13 commenti a “VIVA IL DUCE”

  1. VonAusterliz dice:

    il paradosso e' la sparizione del ricordo avviene in un epoca in cui si hanno a disposizione infinite possibilita' per la memorizzazione…

    …pero' forse piu' del ricordo e' sparito il significato

    ….bel blog complimenti

  2. pic dice:

    quando ero giovane ed uscivo ancora con gli amici, andavamo spesso in un bar i cui gestori e avventori tipici erano di chiare simpatie sinistrorse (abbastanza estreme).

    A noi poco importava, ci andavamo solo perche' si poteva fare un gran casino senza farsi cacciare e cosi`, appena l'alcool iniziava ad avere effetto (e alle volte anche prima), ci esibivavamo in alcuni "numeri" goliardici:

    – recitavamo la messa parafrasando alcuni passi salienti ("e prese il vino …") e abbondando con bestemmie che, credo, non rientrano nel cerimoniale canonico,

    – facevamo parodie delle varie scene di full metal jacket, in particolare i mitici dialoghi/monologhi con/del sergente istrutture ("soldato Joker, tu credi nella vergine Maria? …", tanto per dirne uno e restare in tema).

    – alcuni miei compagni, di simpatie neofasciste, ad un certo punto, ripetevano a memoria il discorso di entrata in guerra del duce (almeno credo fosse quel discorso) sotto gli occhi incazzati delle altre persone nel bar.

    Quando l'alcool poi ci aveva fatto perdere completamente il controllo iniziavamo a spostare elementi dell'arredamento (quadri, soprammobili, ecc.), misurarci le dimensioni del pene (o peggio), salire sui tavoli o sprofondare sotto i tavoli, approcciare goffamente le ragazze sedute sui tavoli vicini e cosi` via ….

    Difficilmente qualcuno avrebbe potuto riprenderci perche' non avevamo piu` le facolta` mentali necessarie a capirlo ed era difficile prevedere quale sarebbe stata la nostra reazione (molto probabilmente gli avremmo offerto da bere).

    Tutto questo per dire che io, che sono sempre stato e sono una persona "di sinistra" mi sono riconosciuto nei ventenni alticci di cui parla il tuo post e non ho saputo resistere alla tentazione di raccontarlo.

    Ad ogni modo, anche dal mio piccolo osservatorio posso dirti che sono in molti a ritenersi fascisti, nel senso "classico" del termine. Secondo me non e` sempre stato cosi`, e` un fenomeno in costante crescita nell'ultimo decennio ma, ad essere onesto, non ho l'eta` per valutare bene questa cosa.

    Sempre secondo me, la televisione c'entra poco, il fatto e` che lo shock provocato dalla seconda guerra mondiale non influisce molto su chi e` cresciuto negli anni 80 e 90. Quell'"altrio ieri", in realta`, e` molto per i tempi umani e ormai, se non stiamo attenti, siamo pronti a ricaderci.

    Saluti

  3. succo dice:

    In realtà  non è sempre accaduto. L'eccessivo volume di fuoco dell'informazione odierna non permette di fissare nella memoria date e ricordi.

    Se poi qualcuno "casualmente" decide di fare appello a questa confusione per far dimenticare eventi passati… beh, è sotto gli occhi di tutti quello che accade.

    Buona giornata

    Succo

  4. Cavallo GolOso dice:

    circa una dozzina di anni fa a liceo ero in classe con un ragazzo un po' "scapestrato" … a quanto pare scrisse molte cose provocatorie, violente, probabilmente offensive in un tema … nella discussione che ne seguì devo aver visto anche il braccio teso alla "heil" … ricordo che il professore non ci lesse mai il tema e ci disse solo pubblicamente "per il bene tuo e della tua famiglia, straccio questo tema in molti piccoli pezzi e mi premurerò di dargil fuoco in un posto lontano da casa mia … ma ti avverto che se dovessi consegnarlo alla questura, tu finiresti in riformatorio e i tuoi poveri genitori passerebbero dei guai". Ci parlò quindi delle leggi che, per quanto se ne ricordava lui, erano ancora in vigore sui simboli, i modi e le manifestazioni del partito fascista; per primo ovviamente il saluto romano. Sono ignorante. Educazione civica non era che una specie di "facciamo ricreazione" già  ai miei tempi. Non so se queste leggi siano in vigore o meno. Posso testimoniare che quel che dici accade, che di imbarazzo ce n'è sempre meno. Le varie bottiglie di vino "obbedire" (immancabilmente affiancate alla figura di Guevara, per non incorrere in spiacevoli conseguenze, specie in esercizi commerciali, dove il soldo è sicuramente più importante delle idee) e con altre figure , tipo quelle del reich, le cassette con le musiche del fascismo (e gli mp3, certo, cartelle intere nei cd passati assieme alle ultime hit di Britney Spears), il SIMBOLO … siti come http://www.fascismoeliberta.net/ non mi sarei mai aspettato di vederli … basta scrivere "fascista" in un motore di ricerca per vedere che non ci sono solo siti che parlano di storia (bisogna poi vedere COME ne parlano… i revisionisti non mancano da parecchio tempo) … insomma non so se tra le altre legalizzazioni siano state tirate fuori anche queste.

    Il fatto che io non sappia è solo colpa mia, però, credo.

  5. Cavallo GolOso dice:

    credo il punto fondamentale del tuo post sia proprio quel "lavorare ai fianchi". Purtroppo condivido in pieno quel punto di vista. :(

  6. Sandro kensan dice:

    Anche per me la frase chiave è quel "lavorare ai fianchi". Temo però che non sia questione di singole persone o personalità  politiche ma sia in assieme di andamenti che determinano questo lavorio ai fianchi.

    La televisione, la politica, i supermercati, le mode, il consumismo sono fattori omologanti che distanziano le persone dalle proprie responsabilità  personali tra cui quella del ricordo e le inducono a credere a una responsabilità  di massa chè è fatta dell'impressione del momento.

    Chi accetta di massificarsi è quindi esposto ai venti della riscrittura della storia e della riscrittura delle proprie responsabilità  personali con i pro e i contro del perdere il contatto con la realtà .

    Essendo la realtà  difficile da sostenere e la televisione facile da guardare ecco che i politici e tutto il nostro sistema mediatico ed economico hanno buon gioco su gran parte della nostra gente. Come sempre è questione di scelte.

  7. giobbi dice:

    non è poi detto che sia un male.

    la progressiva assuefazione a simboli e manifestazioni che evocano regimi del passato di cui nessuno dovrebe provar nostalgia (e questo vale per sicuramente per nazismo e fascismo ma anche per il comunismo) non fa altro che depotenziare il simbolo e tutta l'ideologia che un simbolo si porta dietro. è il vecchio discorso antiproibizionista, se vuoi dare ad una cosa "più carisma e sintomatico mistero", proibiscila.

    che poi, per dirla tutta, svastiche fasci e falci e martello vengono sventolate negli stadi ed evocate da gente "da stadio", mica da veri rivoluzionari; non credo faranno mai una marcia su roma o una rivoluzione bolscevica. si accontentano di fare i fessi, andare al bar ad ubriacarsi e poi a vantarsi di quanto han fatto i fessi e poi alla sera riguardarsi alla tv per avere conferma di quanto han fatto i fessi.

  8. Sandro kensan dice:

    Secondo me sminuire il problema non è utile, il riduzionismo ha portato ad atti nefasti come il revisionismo, entrambe giocano sul campo della fantasia in cui è possibile tutto e il contrario di tutto.

    L'unica difesa sono quello che si impara interiormente e che non dipende dalle mode, dalla gente, dalle ideologie e che ci sarà  d'aiuto quando affronteremo la nostra fine.

    Cercare altri "valori" espone a ideologie e al ciclone del presente che cancella le nostre tracce.

  9. giobbi dice:

    per dire…i simboli fascisti in italia sono vietati da sempre. ti sembra di averli visti sparire? ti sembra che in italia siano scomparsi quei giovinastri che salutano con la mano tesa?

  10. Stefano dice:

    Non so, non credo che dipenda dal "lavoro ai fianchi" o dalla TV. Queste cose accadevano anche prima, e anch'io sono stato testimone e protagonista di eventi simili in passato. Anzi, in osteria dopo la mezzanotte succedeva anche di peggio.

    La memoria in questi casi direi che c'entra poco, c'entrano di più l'età , il tasso alcolico, le tempeste ormonali o la semplice voglia di far casino senza pensare ad altro.

    Io credo che oggi si ricordi molto più di un tempo, la stessa "Giornata della Memoria" è un'istituzione abbastanza recente.

    Direi che oggi l'informazione, di conseguenza la possibilità  di sapere e di ricordare, è parecchio aumentata.

    Quindi diminuisce proporzionalmente il rischio di oblio.

  11. Gilgamesh dice:

    Nonostante i flussi e i riflussi, la storia non si ripete. In genere son gli storici che si ripetono.

    L'alternanza di convinzioni e talvolta di ideali tra generazioni, però, l'ho vista spesso, come un pendolo, una via di mezzo tra Focault e Poe.

    Figli e figlie di genitori sessantottini, cresciuti e semi-indipendenti, rinnegato il vissuto dei padri e delle madri, ne son diventati l'opposto.

    E ancor prima, e ancora, e ancora.

    Passerà  anche questa: nel 2035 (l'importante è arrivarci tutti insieme e in salute, fratelli e sorelle) i ventenni di oggi inorrideranno vedendo le proprie figlie appena maggiorenni rifiutare il completino griffato per l'abbigliamento etnico. E la spilla rossa col Che, magari.

  12. Stefano dice:

    Lavoro in una redazione come giornalista. Siamo colleghi, suvvia. Facciamo un sacco di cose, in quella redazione. E – non lo dico per estremo sciovinismo – ma raramente ho visto un gruppo di menti così brillanti riunite sotto lo stesso tetto. Non a caso ci stanno facendo fare e facciamo sempre più cose (non a caso non ho una domenica libera da mesi).

    Però.

    Che succede a un certo punto?

    Succede che uno dei ragazzi con cui lavoro ogni giorno – uno bravo -, uno che sa tutto delle cose che succedono e a cui vai sempre a domandare quando hai un dubbio; succede che uno di questi, scopri avere una passione per Hitler. Hitler, capito? Canta questi motti nazisti, è a favore dell'apartheid e via dicendo. Guai a fargli vedere o solo nominare un negro (a meno che non sia fortissimo a pallone e non giochi nella squadra per cui fa il tifo).

    Poi però gli chiedi un sorso di birra e lui ti fa un sorriso enorme, ti batte una mano sulla spalla ti va a prendere il bicchiere perfino e te lo riempie tutto, mica solo un po'. Ti propone un bel brindisi e mentre fa tutte queste cose con il cuore aperto a te sta proprio simpatico, non c'è niente da fare.

    Eppure.

    Eppure.

    Com'è che funziona?

    Questo rapporto tra ideologie e simpatie umane?

    Mah.

    [Ste]

  13. Marco dice:

    Complimenti Massimo (se posso darti del tu), questo tuo post mi è piaciuto molto.

    Sia per il concetto sia per come l'hai espresso.

    Ciao!