Casaleggio ha appena rilasciato una analisi che prova a disegnare una mappa della blogosfera italiana basata sui link. Io non sono un esperto ma mi pare un bel lavoro.

25 commenti a “DUE GRADI DI SEPARAZIONE”

  1. Paolo Graziani dice:

    L'ho scaricato, ma francamente mi pare un po' deboluccio, come lavoro. Pochi dati, e scontatissimi. Analisi, commenti: ancora meno.

  2. Joe Tempesta dice:

    io invece mi chiedo, e ti chiedo Mante, a che serve? Che utilità  ha questa ricerca? Che cosa se ne ricava, a parte che i blog più famosi sono i più linkati?

  3. PlacidaSignora dice:

    Mi sono iscritta, ma non riesco a vederlo. Magari qualcuno mi farà  riassuntino.

  4. Achille dice:

    L'analisi non l'ho ancora letta. Ma la jpg con la galassia dei blog più linkati fatti a pallini rossi con tutta la ragnatela di righe che li collegano me la stampo e me l'appendo in cameretta.

    Non avendo abbastanza soldi per dei quadri veri.

  5. Massimo Moruzzi dice:

    serve per riposizionare il proprio blog per diventare più famoso! Scherzi a parte – ma ci sto già  lavorando – mi sembra molto interessante, visto che continuiamo a riempirci la bocca dei sei gradi di separazione, vedere che qui nel nostro piccolo mondo i gradi sono solo 2 (2,39). Non capisco invece come mai un blog come ad esempio pproserpina si posso trovare così al centro, eppure non essere nella top20 dei percorsi brevi. Qualcuno è in grado di illuminarmi? (torno alla lettura)

  6. Joe Tempesta dice:

    Moruzzi: resto perlplesso sull'utilità  di questa ricerca. A riempirsi la bocca della teoria dei sei gradi di separazione ormai non è più nessuno, tranne gli stessi che continuano a sostenere che al mondo ci sono 7 donne per ogni uomo. Quella dei sei gradi poi è indimostrabile.

    Nel merito della ricerca, invece, il campione non mi sembra abbia alcuna rilevanza statistica: sono stati scelti i 100 blog considerati più rilevanti perché (è uno dei criteri) più linkati, e se ne vuole dedurre il diametro della blogsfera. Che cappero di valutazione è? Se sono i più linkati è evidente che siano i più famosi, e se sono i più famosi è evidente che gli altri li linkino.

    A parte le mie perplessità  sull'utilità  ultima di una ricerca del genere (che catalogherei sotto l'etichetta di fuffa markettara ovvero fumo negli occhi per qualche ufficio acquisti), se si vuole davvero fare una ricerca del genere su Internet, non ha senso alcuno farla "a campione", vista la relativa facilità  con cui si potrebbe tranquillamente farla a tappeto con qualche spider.

  7. Massimo Moruzzi dice:

    mah, appunti su come – e anche su 'perchè', se vuoi: certo che ha scopi di marketing! – è stata fatta la ricerca se ne possono certo fare e vale la pena di farne. ad ogni modo, per quel mi è costata, io sono contento che l'abbiano fatta. -Massimo

    PS. sulle 7 donne per ogni uomo non ci sono dubbi! ,-)

  8. Maurizio Benzi dice:

    L'obiettivo che ci siamo posti è stato quello di prendere un campione di blog che abbiamo ritenuto significativo (100) e mappare le relazioni che intercorrono tra di loro.

    I risultati, come il basso diametro della rete, e l'individuazione dei 40 blog maggiormente interconnessi, mi sembrano oggettivamente interessanti.

    Parlando di blog, è naturale che bisogna essere aperti alle critiche ed ai consigli. Preferei cmq fossero considerazioni puntuali e non generaliste. In particolare se volete discuterne, potete scrivermi direttamente: benzi.maurizio@casaleggio.it

  9. Joe Tempesta dice:

    Benzi, immagino che per critiche generaliste ti riferissi in particolare a questa frase: "che catalogherei sotto l'etichetta di fuffa markettara ovvero fumo negli occhi per qualche ufficio acquisti". Potevo essere più diplomatico, senz'altro, ma quello che intendevo dire è che ancora non capisco a cosa possa servire quella ricerca, come la si possa usare, se non per presentare la propria azienda che mi pare faccia consulenza. Con questo, nulla di male, per carità . Commento questa relazione solo perché è comparsa su uno dei blog che leggo quotidianamente, altrimenti mi asterrei.

    Sui criteri statistici, non sono un esperto, ma per quel poco che so, mi pare opinabile partire da _quel_ campione per arrivare a considerazioni generali su tutta la cosiddetta blogsfera.

    In ogni caso non intendevo essere né risultare offensivo del lavoro altrui, pertanto nel caso fosse successo me ne scuso.

  10. mafe dice:

    Maurizio, sarebbe interessante conoscere i criteri con cui avete selezionato il campione, credo che il valore dell'analisi dipenda da questo.

  11. Gaspar dice:

    Maurizio, sarebbe interessante conoscere se avete incrociato i vostri risultati con quelli di Google, Technorati, PubSub, e che avete pensato delle notevoli discrepanze…

    ;-)

  12. b.georg dice:

    oltre che con technorati, qualche bel gioco si può fare anche con questo, ugualmente arcinoto: http://www.touchgraph.com

  13. b.georg dice:

    e comunque non si inventa niente:

    http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=28

    ;-)

  14. Luciano Giustini dice:

    Credo che si siano esclusi una bella fetta di blog: anzi, praticamente, rileggendo l'analisi, tutti quelli che non usano le piattaforme Splinder, Blogger e le altre con dominio non proprio, infatti non rientrano nello studio. Il che coincide con la nota a piè di pagina, che però è un po' deboluccia, almeno tecnicamente.

    Ne ho tratto un banale post, sul mio blog con directory che appunto insieme a quello di Paolo, Staglianò, Mau e non so quanti altri, non esiste :-)

  15. .mau. dice:

    oh, non mettetemi in mezzo. Io sto notoriamente in un attico di periferia :-)

  16. g.g. dice:

    Lol b.georg… hai ripescato una cosa di oltre due anni fa :)

  17. Luciano Giustini dice:

    Mau: ma è un attico con directory ;-)

  18. .mau. dice:

    anche con terrazzo, se per questo… ma quello che intendo dire è che per quanto riguarda me, sarei comunque rimasto sottosoglia e quindi non c'entro per nulla.

  19. b.georg dice:

    gg, se qualcuno nella blogpalla leggesse gli archivi si eviterebbe di rifare le stesse discussioni 15 volte (vedi questione attuale del "come si scrive nei blog" ecc ecc).

    ma forse è il suo bello? :)

    ps

    dal momento di quel tuo pezzo si era andati anche un po' avanti, no? fermarsi alla struttura apparente dei link fissi per descrivere la blogpalla e il suo uso è come avere in mano una tibia di brontosauro e speculare su cosa gli passava per la testa. cioè, detto altrimenti, perdersi il punto.

  20. g.g. dice:

    b.georg. Concordo. Tra l'altro circolano da un annetto anche studi americani sull'impatto (nel network) dei link interni al post (e danno risultati diversi da quelli dei blogrolling). In termini di reputazione e visibilità , nel primo caso infatti sono premiati i blogger emergenti, nel secondo gli hub storici.

    Però la storia della tibia va approfondita ;)

  21. b.georg dice:

    gg, figurati che risultati darebbero delle analisi dei link nei commenti (che sono i più importanti di tutti, ad onta del fatto che nessuno lo nota, perché sono quelli in cui "interesse/affinità /conversazioni" e navigazione si sovrappongono meglio), o incrociando dati relativi alla frequenza d'uso dei link, alla durata di sosta, alla singola pagina o post su cui cade la sosta ecc ecc. Oppure riflettendo sul fatto che nessuno naviga usando "solo" i blogroll (né tutto il blogroll, né tutto allo stesso modo). Dopo hub e blogger emergenti, i dati farebbero probabilmente notare il fatto che si usano i blog secondo percorsi di affinità  e relazione molto più fini e destrutturati che non la statica immagine hub-fan

  22. b.georg dice:

    Faccio poi notare una cosa. Al di là  del limite di base dell'analisi (aver scelto 100 blog sulla base di una presupposizione di importanza che andrebbe in realtà  dimostrata, ma non può esserlo proprio per la scelta di analizzare solo quelli, e quindi avere risultati non significativi in termine di individuazione degli hub), il fatto che l'altro dato che emerge e potrebbe prescindere da questo limite ed essere universalizzabile – la struttura stessa hub-fan derivata dall'analisi dei blogroll – sia un'immagine piuttosto statica e da prendere con le pinze anche per ciò che riguarda il parametro "reputazione", è ben messo in evidenza dalla presenza, tra quelli detti "blog al centro", del blog di gonio. Ora, di certo è uno dei blog italiani più belli, c'è il leggero problema che è chiuso praticamente da un anno :)

    (e purtroppo la sua annunciata riapertura sembra bloccata da insormontabili problemi tecnici…)

    Di certo il suo link compare ancora in molti posti, e la gente lo usa. Ha senso però, per ciò che nell'esperienza di ognuno sono i blog, considerare rilevante questo dato? Non è un'analisi un po' cieca? Cosa ci dice sull'uso reale dei blog (cioè sul loro concetto, "ciò che ci chiama a fare") l'analisi quantitativa della reputazione, se anche un semplice dato primario, come l'esistenza, gli sfugge?

  23. Luciano Giustini dice:

    mau: se è per questo anch'io. Ma sai, anche leggendo adesso quanto dice b.georg, ci sono altri "lati oscuri" in quest'analisi fatta da Casaleggio, che quello della mancanza dei blog-con-directory forse non è neanche più l'importante: non fa che aumentare la sensazione che sia uno studio approssimativo.

    A me risaltava all'occhio quel dato lì, perché, oltre al mio blog, anche quelli di molti altri miei amici di blog sono con-directory. Tutto qui. Molto semplice. ;-)

  24. AndreAmsterdaM dice:

    Io avrei usato a snowball sampling abbastanza comune in sna quando non si conosce l'universo da analizzare. ma non ho letto l'articolo, non mi si apre

  25. [Mini]marketing.it dice:

    arrivo tardi, ho scritto un pensierino, ma è un po' lungo da mettere qui.

    peccato che i trackback non siano, per Benziblog, tra gli strumenti caratterizzanti di un blog.

    Il link è questo.

    ciao