Radio Radicale ha intenzione di mettere in rete l’intero archivio degli eventi politici che ha registrato negli ultimi 25 anni. Un lavoro immenso. Non si sa ancora bene con quali tecnologie (P2P? maddai…) e nemmeno con quali soldi: certamente – pare di capire – non con i loro. Una cosa non esclude l’altra ma mi pare che nella digitalizzazione del patrimonio culturale del paese, se di investimenti pubblici parliamo, potremmo avere anche altre priorita’.

Per consentire una rapida realizzazione del progetto, che si baserà  sul sistema ‘peer to peer’ e sull’ utilizzazione delle innovative licenze ‘Creative Commons’, con l’obiettivo di rendere disponibile la storia politica, istituzionale e giudiziaria del nostro Paese attraverso la viva voce dei protagonisti, sara’ necessario attivare sinergie e collaborazioni con soggetti sia istituzionali sia privati. ()

(via repubblica.it)

12 commenti a “MEMORIA STORICA”

  1. salvio dice:

    Beh, è già  online l'intero ultimo mese delle trasmissioni di radio radicale, gli ultimi 7 anni (!!!) di stampa e regime, la famosa rassegna stampa di Radio Radicale, gli ultimi 7 anni delle sedute della camera dei deputati e del senato, più svariate commissioni permanenti e del parlamento europeo.

    E' già  ora un archivio incredibilmente vasto.

  2. Pier Luigi Tolardo dice:

    Massimo vede giusto, si tratta di un un nuovo modo di spillare soldi allo Stato: radio Radicale ha ottenuto più di una volta finanziamenti pubblici ingenti in nome di un contratto di servizio per la trasmissione delle sedute della Camera come dei Congressi dei partiti.

    Ora non ho niente, contro Radio Radicale, in passato ho ascoltato diverse volte riunioni politiche e congressi sindacali che, diversamente, mi sarei perso e qualche volta dei divertentissimi sproloqui di Marco Pannella, un mostro dell'arte oratoria, da cui si può imparare molto come dialettica e che però adesso non sopporto più perché terribilmente identic da quando andavo in terza media ed ora ho 41 anni ed il mondo è un po' cambiato, magari anche grazie a Pannella ok, gli siamo grati ma adesso basta! Se si devono dare dei soldi ai Radicali o a Radio Radicale li si dia ma senza menarcela con il servizio pubblico che dovrebbe fare la Rai se no che ci sta a fare.

  3. Paolo Graziani dice:

    A me invece sembrerebbero bellissimo e giustissimo, poter disporre on-line dell'intero archivio di 25 anni di storia della nostra repubblica. E non vedo perchè, se manteniamo in vita le deputazioni di storia patria e altre minchiate simili, un archivio del genere non dovrebbe essere mantenuto e diffuso a spese dello stato.

  4. patrizia dice:

    …il servizio pubblico che dovrebbe fare la Rai se no che ci sta a fare.

    bella affermazione.

    signor pier luigi lei ha mai visto la RAI fare servizio pubblico?

    Io ho 43 anni e forse sono stata un po' distratta, ma non mi e' mai sembrato.

    La rai non lo ha mai fatto: ne' con i governi di centro, ne' con quelli di centrosinistra, ne', tanto meno, con l'attuale.

    Che ci sta a fare la Rai?

    fa forse finta di non saperlo?

    Fa quello che ci meritiamo, visto come argomentate le vostre posizioni.

    il popolo bue ha sempre quello che si merita perche' in realta' non e' mai diverso da coloro che sceglie come propri rappresentanti.

    Tenetevi ben stretta questa Rai, i soldi dello stato spendeteli per i reality o altra immondizia, tanto di questo avete bisogno, i vostri rappresentanti politici lo sanno bene e giustamente ve li somministrano ogni giorno.

  5. Pier Luigi Tolardo dice:

    Nessun problema a che Radio Radicale ceda ad una Fondazione indipendente il suo patrimonio di registrazioni perché sia messo on line e a disposizione di studiosi e scuole, oltre che della comunità  nazionale, qualche problema se è un modo per splillare quattrini.

    Non sono così negativo nei confronti della Rai di ioeri anche perché non sono un radicale che misura tutto con il metro di giudizio di quanto spazi danno a Pannella e alla Bonino. In passato, ho 41 anni, ho apprezzato la Tv dei Ragazzi molto più educativa di tante minchiate di oggi, ho apprezzato gli avvenimenti sportivi trasmessi per tutti e non solo pr chi può pagare il digitale, ho apprezzato le trasmissioni di Zavoli e Tv7, preferivo le Tribune Politiche di Jacobelli al salotto di Anna La Rosa, mi piacevano le rare tribune sindacali ed i programmi dedicati ai problemi dei lavoratori che oggi non ci sono più. Mi piacevano le commedie di De Filippo, i concerti di musica classica, gli sceneggiat televisivi di Olmi e tratti da grandi romanzi e non solo le fiction di oggi stile americano. Mi piacevano Biagi, Luttazzi, Dario Fo, Guzzanti(figlio), Santoro, Celentano mentre oggi hanno cacciato tutti, perfino Pippo Baudo che si era messo a fare un buon programma come '900. La Rai di una volta aveva tanti difetti ma non posso che rimpiangerla: si stava meglio quando si stava peggio.

  6. Fabio Metitieri dice:

    Graziani, non si vede perche' lo Stato dovrebbe pagare l'archivio di Radio Radicale e non quello della Rai – che se lo sta facendo – o chesso', quelli del Corriere e del Sole – che gia' li hanno – o del Manifesto…

    Che i Radicali si facciano tutti gli archivi che vogliono, saro' il primo a esserne felice (cosi' aggiungo un paragrafo a Biblioteche in Rete), ma che se lo paghino loro, come stanno facendo gli altri.

    Ciao, Fabio.

  7. Paolo Graziani dice:

    Dovrebbe pagare per metterlo a disposizione di tutti i cittadini, con sistemi di distribuzione dei contenuti accessibili al maggior numero possibile di persone, concretizzando così il diritto costituzionalmente garantito alla partecipazione attiva alla vita culturale e politica del nostro paese. Cosa che evidentemente una piccola emittente radiofonica, da sola, non può fare.

    E' evidente come l'intolleranza acritica per i radicali accomuni tutti, proprio come l'ignoranza diffusa in questo paese – sono fra le poche cose assolutamente bipartizan.

  8. Pier Luigi Tolardo dice:

    Mi pare che, in questo momento, tutti da Fassino a Berlusconi chiedano ai Radicali di unirsi a loro, quindi poi tutta questa intolleranza non c'è, se poi i Radicali vorrebbero usare i Poli come dei tram su cui salire e scendere quando vogliono è un altro paio di maniche.

  9. Paolo Graziani dice:

    Io scommetto che non li prenderà  nessuno a bordo. Troppo scomodi. E non mi pare che nè a dx, nè a sx, facciano i salti di gioia per accoglierli(l'unico motivo per cui Berlusconi li accoglierebbe è perchè, sondaggi alla mano, con i radicali pareggia le elezioni, senza i radicali le perde).

  10. Fabio Metitieri dice:

    Graziani, volendo spendere dei soldi, preferirei che fossero messe in libero accesso per tutti i cittadini le banche dati del Ced. Al limite quelle del Sole e delle Camere di Commercio. Gli sproloqui di Radio Radicale (o dei nostri parlamentari da loro registrati) mi sembrano decisamente meno importanti per la vita civile.

    Ciao, Fabio.

  11. Anonimo dice:

    Secondo me e' davvero un patrimonio vastissimo e chi ha seguito anche solo un po' questa attivita' di documentazione, senza pregiudizi, puo' capirne l'importanza.

    Riguardo alla loro presenza nei poli credo che la loro diversita' dal resto dell'arco costituzionale si veda anche nelle difficolta' di "accasamento" che incontano.

    D'altronde sono decenni che vanno avanti sulle stesse cose senza retrocedere di un millimetro, neppure per convenienza politica, mentre tutti i detrattori si preoccupano solo del "con chi potrebbero allearsi"….

    Forse perche' hanno argomenti forti e scomodi, con cui nessuno "dei grandi" vuole confrontarsi per non perdere voti al centro (sigh!)

    Ciao, Andrea.

  12. alessio dice:

    Che caso, un'iniziativa "popolare" proprio quando i pannelliani sono in giro con il cappello in mano…