Hanno segnalato in tanti questa frase di Romano Prodi:

“Tornare a puntare sull’industria, senza credere a chi dice che la crescita del Paese è affidata ai servizi, alla finanza, a Internet”

Beppe la definisce una “mezza stupidata”, secondo Luca si tratta di un errore di prospettiva. Dal mio punto di vista (a parte che una stupidata “intera”) si tratta dell’effetto mefitico della contrapposizione politica all’italiana. Si decide a tavolino che le idee dell’avversario (tutte, anche quelle eventualmente fenomenali) sono sbagliate a priori. Poi si cerca una motivazione decente per sostenere la tesi.

24 commenti a “TENERE l’INTER”

  1. xarface dice:

    Le idee degli avversari?

    QUALI idee? Quelle di Gasparri? Urbani? Stanca?

    Le tre I?

    Suvvia…

    Ho già  provato a esprimermi nei commenti di Beppe: ci riprovo.

    Io l'ho inteso come una prospettiva di "solidità ": i servizi, la finanza e internet, da soli, non fanno l'economia di un paese: fanno spesso occupazione scarsa e di scarsa qualità  [i call center, le qualifiche stronze della new economy, la new economy medesima]. Le borse, poi, ormai sono percepite alla stessa stregua di come immagino siano percepite in Albania le finanziarie piramidali.

    Che poi la rete sia un indispensabile strumento di crescita [al pari dei servizi e della finanza, del resto], su questo non ci piove…

  2. francesco dice:

    D'accordo, ma una cosa è innegabile: citando Internet (in negativo) Prodi ha voluto indirettamente attaccare le tre "I" di Berlusconi. Risultato: per sbertucciare l'avversario ha detto una stupidaggine (a prescindere dalle idee di Gasparri, Urbani…).

  3. Pier Luigi Tolardo dice:

    Se Prodi non avesse citato la parola Internet non saremmo d'accordo anche noi tutti? Quando la più grande impresa come la Fiat si è ridotta solo all'elettricità , la Pirelli alle Tlc, la De Agostini Editore alla Toro Assicurazioni e alla Lottomatica, con continua riduzione di occupazione senza averne creata di alternativa, dire che il Paese non ha quasi più industria e questo non va bene è la Verità  o no? Non abbiamo più Montedison, Olivetti, e il cialtrone di Palazzo Chigi ci parla di "miracolo italiano" e siamo sembrati un Paese del Terzo Mondo quando tutta la stampa si è ridotta a gioire per 50 elicotteri Agusta comprati da Bush.

    Dunque l'industria è da ricostruire ed anche i servizi non stanno troppo bene: vedi le Ferrovie.

    Quanto alla finanza è perfino scoprire l'acqua calda: Bond argentini, Cirio, Parmalat, Finmatica, Bipop-Carire, Seat, forse Tiscali…….

    Ha detto Internet non perché Prodi non creda in Internet(vedi il suo sito http://www.governareper.it) e nel grande impatto che può avere per il futuro ma perché è stata troppo spesso citata per coprire vuoti e limiti gravi, perché faceva fine e non impegnava, perché era quella leggerezza elegante che fa da involucro al declino italiano…..

  4. Paolo Graziani dice:

    Tornare a puntare sull'industria, ohimè….questi proprio non c'hanno in mente cosa sia la Cina. Fra 10 anni ci avranno spazzato via, industrialmente. Starli a rincorrere è inutile. Bisognerebbe puntare sulle professioni intellettuali, sui servizi, sui beni ad alto valore aggiunto intellettuale, creativo, su tutto ciò che è immateriale…e sulle armi.

  5. MONDOBOIA dice:

    industria?? boh…

  6. beppe dice:

    Massimo, mannaggia alla pupazza, io sono un ulivista…..che vuoi…;-)

  7. xarface dice:

    Graziani: si, magari proviamo a riproporre la Milano da bere…

    alle armi, poi, aggiungerei la coca, il traffico d'organi e i sequestri di persona.

    Ah, la Cina la conosco abbastanza bene… e la maggior parte di quello che sento dire sulla Cina sono balle tirate su per nascondere l'incapacità  di affrontare il mercato cinese [che è un mercato florido, in espansione e ben lungi dall'essere saturato dalla produzione industriale interna]

  8. Antonio dice:

    L'ipotesi di Massimo non mi sembra affatto credibile: come che la si pensi di Prodi non è mai stato uno che regola le proprie dichiarazioni sull'esigenza del momento o sulle posizioni dell'avversario. Figurarsi poi se negli ultimi anni si è trovato a gestire situazioni di ben altro respiro e lontano dal clima da operetta a cui invece siamo assuefatti noi.

    La corretta interpretazione è quella offerta da Xarface e Pier Luigi.

    ciao

  9. beppe dice:

    Magari non è Prodi, ma qualche piccolo padreterno del suo entourage…boh.

    Comunque la stupidata resta, un terzo degli italiani è in rete, più o meno. Da qui anche si deve ripartire.

    Noi non siamo banche…..

  10. Fabrizio dice:

    Io sono come al solito d'accordo con Romano. Tornare a puntare sull'industria come produzione, spinta dalla ricerca. E non piu' sulla finanza che alimenta se stessa e si appoggia al web per gonfiarsi..

    La fiat, con la sua trasformazione da industria a societa' finanziaria, ha dimostrato che questi giochi delle tre carte sono robbe da scolaretti.

  11. macman dice:

    Questo post lo ho letto durante la giornata tre-quattro volte. Difficile non cadere sul banale, soprattutto se poi si "polemizza" con chi magari con internet due soldini li ha fatti e con merito. Riflettevo anche sul fatto – e il mio mestiere me lo permette – che se internet è quello dei servizi tipo sms e altro che sono stati pubblicizzati nei giorni scorsi con boria dal ministro Gasparri, sono d'accordo con Romano Prodi. Se poi si parla di quello che fa Stanca (ma che fa? boh), pure. Se si parlainvece di risorsa del sapere e quant'altro sono d'accordo con chi resta basito. Dubito però che parlasse di quelli. Forse parla di chi, attraverso internet e ict, egovernement e checaxxonesoio, si riempie la bocca di chiacchiere e da lavorare agli ottomila consulenti del ministrochesoio…

  12. Fabio Metitieri dice:

    Ma…. a leggere Castells (ebbene si', anche io ho finalmente letto un libro/pizza mortale di Castells) et al., parrebbe (se non mi sono distratto troppo nella lettura e se ci ho capito qualcosa, tra uno sbadiglio e l'altro) che nel mondo globalizzato il posto per l'industria siano solo i paesi in via di sviluppo…

    Gia' che ci siamo, puntiamo tutto sull'agricoltura, che' se torniamo tutti in campagna viviamo anche piu' sani (pesticidi a parte).

    Ciao, Fabio.

  13. Anonimo dice:

    forse voleva solo demolire la prospettiva di fatti un sito web, inventa, un servizio e investi in borsa, ovvero il manuale berlusconiano: "Diventa riccone con una botta di culo". Botta tra l'altro, secondo presidente operaio, possibile grazie ai 16 euro (tanti a me sono) in più in busta paga col """taglio delle tasse"""

  14. Massimo Moruzzi dice:

    d'accordissimo con Fabio. Basti dire che per produzione industriale Sao Paulo (brasile) è la seconda città  "tedesca" – per produzione industriale di aziende tedesche – dopo Monaco di Baviera – ma davanti a Stoccarda, Dusseldorf, Francoforte, Colonia, Berlino etc.

    d'altro canto, mi sembra normale che un partito che perde consensi fra le partite iva e gli atipici si auguri un "ritorno all'industria". il "ritorno all'agricoltura" mi sembra, invece, più adatto a un partito come AN che lì ha ottimi precedenti…

  15. Paolo Graziani dice:

    Purtroppo le armi saranno il business dei prossimi anni, in un mondo che si avvia verso una nuova guerra planetaria, la guerra "tiepida". Ovvero: guerra fredda fra Occidente e Cina(fra 10-15 anni la Cina sarà  più ricca e più potente degli Usa), e una serie di guerre locali, tipo Iraq, una sorta di Risiko globale, per assicurarsi il controllo sulle materie prime(petrolio etc.).

    Armi e tecnologie paramilitari(satelliti spia, aerei etc.)è l'unica industria di cui può seriamente parlare Prodi. Il resto era un modo per strizzare l'occhio ai sindacati, pura demagogia senza niente dietro.

  16. ZannaWasHere dice:

    Parafrasando Massimo, mi sembra che la maggior parte di voi, compreso l'autore del blog, in quanto popolo di Internet, abbia deciso a priori che le idee di Prodi su Internet siano sbagliate. Prodi non ha detto che Internet, i servizi e la finanza non generano crescita per il paese ma che non bastano da soli, è necessaria un'industria solida e degna di questo nome (come giustamente fa notare Pierluigi) per sostenere una crescita importante. Credo che si possa eventualmente criticare l'ovvietà  delle parole ma, se permettete, ad una strategia superficiale come quella delle tre "i" preferisco uno slogan più realistico come quello di Prodi.

  17. Pablo dice:

    Seee vabbè … un altra mezza dozzina di acciaierie giù al sud (industria d'innovazione eh) ed un petrolchimico in una area protetta … è questo il progetto per un "rilancio dell'industria"??? Ma che vuol dire?? Sembra una fase da piano quinquennale sovietico. Qualcuno sa forse esplicitare in un progetto preciso questa pura accozzaglia di consonanti e vocali?? Secondo me, sinceramente, col massimo rispetto, NO.

  18. Pier Luigi Tolardo dice:

    Prendiamo la sgs di Pasquale Pistorio a Catania, azienda leader nel campo dell'hardwar di punta, ce ne fossero di più di industrie così in Italia.

    Oppure la Novamont, azienda leader nel campo dei materiali biotecnologici.

  19. Fabio Garzena dice:

    Sono in sintonia piena con macman e vorrei essere più vicino a xarface (ma ho dubby sul cricca che circonda il professore). L'industria d'elite esiste in paesi come Germania, Francia, USA ed anche UK, che è vero esempio di grandi sviluppi nei servizi ma non dimentichiamo anche Rolls Royce (turbogas), strumentazione scientifica e via dicendo.

    Airbus è un esempio che unisce l'Europa e in cui spero l'Italia rientri. L'industria non è solo quella pesante di base o quella di frigoriferi e moda. Gli italiani non sono solo cuochi o stilisti, ci sono anche ingengneri, scienziati dell'hi-tech che però arrancano per mancanza di investimenti e strategie.

    E cmq sia, se Prodi ha idee apparentemente conservative non vedo i risultati dello sviluppo che Berlusconi e Tremonti promettevano come loro cavallo di battaglia nel 2001, se non in un paese ulteriormente + povero e meno competitivo. Non è ideologia ma penso che chi sbaglia, e molto anche, vada mandato a casa indipendentemente da nome e colore politico.

  20. alessio dice:

    Il livello della discussione è abbastanza surreale, visto che si monta un castello su una frase, anzi mezza. Sono d'accordo del tutto con "ZannaWasHere", a parte il suo nickname. Un appunto a Prodi? Credo mancasse un "solo" ("chi dice che la crescita del Paese è affidata _solo_ ai servizi…") che chissà  magari è saltato o è stato dimenticato per i motivi più vari.

  21. Stefano dice:

    Tornare a puntare sull'industria non significa nulla se non si ha un programma e degli obiettivi che definiscano quel "puntare". E siccome Prodi e l'Ulivo non hanno né l'uno né l'altro (non hanno nemmeno un nome, figurarsi il resto…) questa è solo una delel tante frasi ad effetto di Prodi che lasciano il tempo che trovano. E' facilissimo dire che cosa si deve fare (è facile e non impegna), molto più difficile è dire COME si deve fare. E qui casca l'asino, anzi gli asini.

  22. Massimo Moruzzi dice:

    mica come il Silvio, che lui ha firmato un contratto con gli italiani e rispettato tutti i punti…

  23. xarface dice:

    Mi permetto di citare uno dei [pochi] commenti interessanti nati dalla ripresa di questo argomento nell'articolo su PI:

    "Secondo me qui Mantellini gioca sporco. Fa finta di non capire e si perde in sottigliezze su un ristretto ambito settoriale che lui certo conosce bene, ma lo fa al prezzo di perdere (volutamente?) il senso di un discorso che, come impostato da Prodi, mi pare sostanzialmente corretto e condivisibile."

    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=885415

    leggere l'inizio del 3d, se possibile…

  24. viladeldomba dice:

    tac4tboch