24
Gen

Luisa Carrada tratta una questione alla quale ho pensato spesso: scriverei ancora questo blog se arrivassero dei momenti difficili? Io credo di no. Credo che lascerei stare: non riesco ad immaginare nulla di terapeutico nella (mia) scrittura. E forse non avrei la forza per continuare. Forse. Per Luisa fortunatamente e’ diverso. E questo suo post e’ una piccola perla.

3 commenti a “TEMPI DURI”

  1. Paolo Graziani dice:

    Scrivere nei momenti difficili, non guarisce.

    Ma scrivere nei momenti di felicità , è folle.

    Dipende, però, dalla verità  in cui si intinge la penna.

  2. Sandro kensan dice:

    Un post su PI diceva pressapoco che a parte l'incontrare gente e il cercare relazioni il resto non vale un soldo bucato o un minuto di vita migliore.

    Si parlava dell'inutilità  dei PC, della TV, dei cell e di tutto quello che spesso è solo dipendenza. In effetti se venissero momenti difficile per il nostro ambiente, crollerebbe un po' tutto compreso il sistema economico che sorregge le "inutilità ".

    Rimarrebbe "utile" solo il cercare di relazionarsi che oltre a permettere di scambiare merci permette pure di imparare a espandere i propri limiti e quindi di incontrare lo straniero distinguendo i buoni dai cattivi.

    Oggi andiamo al supermercato e sembra non ci sia la necessità  di distinguere chi ci da da mangiare cibo digeribile e chi ci da solo roba mangiabile.

  3. Anonimo dice:

    qualsiasi eventuale forza terapeutica della scrittura, in quanto tale non è "immediata". E come ogni terapia ha i suoi tempi. Che non coincidono quasi mai con l'avvenimento "difficile".