Massimo Morelli mi segnala questo bell’articolo di Robert X. Cringely nel quale si spiega come sia relativamente semplice creare dal nulla un sistema di allerta per i maremoti anche in paesi senza grandi disponibilita’ economiche.

You don’t need an international consortium to build such a local tsunami warning system. You don’t even need broadband. The data is available, processing power is abundant and cheap. With local effort, there is no reason why every populated beach on earth can’t have a practical tsunami warning system up and running a month from now. That’s Internet time for you, but in this case, its application can protect friends everywhere from senseless and easily avoidable death.

3 commenti a “TSUNAMI WARNING SYSTEM”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Sono il primo a dire che non si parla mai abbastanza dei vantaggi che l'Ict puo' portare – e sta di fatto portando – ai paesi in via di sviluppo, ma in questo caso… a quanto ho capito sarebbero bastati qualche telefonata e un po' di motorini con megafono che battessero le coste. E la gente non va in spiaggia alle Maldive (o a pesca) con il portatile e la connessione Wi Fi attiva… siamo seri, via…

    Ciao, Fabio.

  2. cadavere dice:

    non si parla dei turisti in spiaggia, ma della segretaria del villaggio che sta davanti al pc della reception o simili. o di un semplice sistema di allerta sms automatizzato.

  3. Mauro dice:

    Ok, ma non dimentichiamo che in molti luoghi non ci sono strade né elettricità . e' vero che gli tsunami sono pericolosi. ma si salvano molte piu' persone eliminando le armi atomiche e usando filtri tessili (tipo cotone ripiegato tre volte su sé stesso) per l'acqua.