Marco mi segnala che su it.tlc.gestori.tim si discute del fatto che le compagnie telefoniche incassano comunque una discreta cifra dagli sms benefici pro emergenza asiatica in relazione al costo delle ricariche telefoniche. Una cifra che sarebbe bene le stesse compagnie devolvessero in beneficenza per la stessa causa.

10 commenti a “RICARICHE e TSUNAMI”

  1. Luca - Pandemia dice:

    Per la cronaca avevo introdotto la discussione il 28/12: http://www.pandemia.info/archives/2004/12/terremoto_in_as.html

    ciao!

  2. massimo mantellini dice:

    hai ragione luca,

    mi era sfuggito ;)

  3. Pier Luigi Tolardo dice:

    Si, in effetti la proposta è giusta ma le compagnie telefoniche ti risponderanno che un bollettino di ccp costa 1 Euro, un vaglia postale 2,50, un bonfico anche di più, la commissione della carta di credito, etc.

    Diciamo che la sovratassa dei costi di ricarica è uno dei limiti più gravi dell'attuale politica tariffaria dei gestori mobili.

    Poi Vodafone ha annunciato attraverso la sua fondazione di aver versato 1 milione di Euro per il disastro del Sud Est asiatico mentre ad esempio Tim Brazil si vanta di aver versato 1,5 milioni di Euro per il piano di alfabetizzazione del Presidente Lula, quindi fanno beneficenza ma non mettono in discussione la loro politica tariffaria.

    C'è da dire che in Italia l'operazione di raccolta fondi tramite Sms, non solo per il Sud Est asiatico ma per tutte le iniziative che vengono promosse: da Telethon a Airc a Beslan solo per le maggiori che coinvolgono tutti i gestori, le società  telefoniche non fann pagare alcun tipo di spesa, anzi spesso contribuiscono alle spese di pubblicità  mentre per fare un esempio nella vicina Svizzera non è così e le spese delle società  telefoniche sono state coperte da giornali, etc. E' interessante sapere che, per esempio, diversi partiti come Ds e Radicali hanno chiesto in passato, pagando le spese, di utilizzare gli Sms per la raccolta di fondi e Tim e Vodafone gli hanno risposto di no, per dire che anche questa è una forma di potere.

  4. One Hour Photo dice:

    Ovviamente "chi di dovere" interviene solo quando gli fa comodo.

  5. abracourcix dice:

    Oltretutto e' stato il primo esperimento di massa di pagamento via cellulare.

    Credo che fra non molto dalla beneficienza si passera' al business.

    ab

  6. dario dice:

    ma invece di lamentarsi prima dell'iva e poi dei costi di ricarica, andare in banca e fare un bel bonifico, no ?

  7. Paolo Graziani dice:

    Ribadisco: la beneficenza è un business come gli altri, e ancor meglio: è una politica di marketing come tante altre. Inutile agitarsi; sarebbe meglio ricordarsene quando si va a votare(e non votare per chi sottrae i soldi stanziati per i malati di Aids, per es.).

  8. Frank_99 dice:

    Sicuramente questa forma di beneficenza ha dei ritorni pubblicitari notevoli sia per i gestori di telefonia che per le reti televisive che li sponsorizzano, ma d'altra parte con questo sistema si è raccolta in pochissimo tempo una grande quantità  di denaro, coinvolgendo milioni di italiani che probabilmente se avessero dovuto andare all'ufficio postale o in banca non avrebbero contribuito in egual maniera. Quindi comunque ritengo che il bilancio dell'iniziativa sia largamente positivo.

  9. Marco Lazzaroni dice:

    Grazie per aver capito il mio messaggio, il cui scopo era di aumentare la beneficenza verso i paesi colpiti.

    Purtroppo invece su PI si sono limitati all'osservazione della cosa, tagliando la parte più importante secondo me, quella della proposta.

  10. Emanuel dice:

    Scusate , io pensavo che i 5 euro che si pagano in piu non andassero completamente alle compagnie telefoniche , ma che andassere all' commerciante/lottomatica/banca , che ti vende la ricarica