Lungo intervento del tenutario sul weblog “Liberta’ di stampa, liberta’ di accesso”.

24 commenti a “CITARSI ADDOSSO”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Al solito, tra tante le banalita' intrise di ideologia, spicca una sola cosa: tu e de andreis siete gli unici puri, capaci di scrivere per soldi ma restando liberi da ogni condizionamento, mentre tutti gli altri son venduti. E la professionalita', naturalmente, non esiste se non come orpello da intendere negativamente. Be', sei offensivo oltre che disgustosamente presuntuoso.

    Come sempre del resto. Dopo averne letti molti, direi che i tuoi pezzi hanno una sola qualita': sono prevedibili. Anzi, sempre lo stesso pezzo, da anni…

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  2. M dice:

    hip hip … Ego! :-)

  3. Maurizio Benzi dice:

    Fabio la tua critica mi sembra un po' eccessiva.

    Nelle parole di Massimo tu hai voluto vedere una celebrazione del suo ego. A me sembrano molto più presuntuosi quelli come Michael Crichton che si arrogano il diritto di poter dire ciò che ha valore e ciò che non ne ha. E il post di Massimo, secono il mio parere è una risposta a quelle persone.

    Dici:

    E la professionalita', naturalmente, non esiste se non come orpello da intendere negativamente.

    Beh è palese che questo non è vero. Chi direbbe mai una cosa del genere?

    Come non è vero che persone che scrivono in maniera amatoriale devono scrivere sempre e solo cose poco attendibili, perchè non sono professionisti.

    In ogni caso, Crichton e tutti gli altri possono stare tranquilli. Internet premia la qualità  e l'originalità . Se un blog è scritto male e non è ritenuto attendibile, saranno i suoi lettori stessi a ignorarlo o criticarlo.

    Ciao,

    Maurizio

  4. Giorgio dice:

    Massimo,

    sono fondamentalmente d'accordo con te, anche se penso che il tuo giudizio su chi scrive da professionista sia troppo negativo.

    Per esempio, sono convinto che gli opinionisti che scrivono su Repubblica non costruiscano i pezzi in base alla linea politica del giornale, ma semplicemente che il loro punto di vista sulle cose coincida (nella maggior parte dei casi) con essa.

    D'altronde, nessuno di essi si sognerebbe di scrivere per il Foglio o per il Giornale, no?

    E poi, diciamocelo, l'oggettivita' non esiste.

    Secondo me un buon pezzo giornalistico dovrebbe avere semplicemente le seguenti caratteristiche:

    – Riportare _tutti_ i fatti (non oscurare quelli "scomodi")

    – Separare nettamente i fatti dalle opinioni/analisi

    Sembrano due regole banali, ma in molti articoli che leggo mancano i fatti (oppure sono riportati in maniera incompleta e/o approssimativa), e compaiono solo le opinioni.

    E questo in alcuni casi vale anche per i blog, non solo per i pezzi scritti da professionisti!

    Ciao

  5. Ulisse Sifossifoco dice:

    Siccome un commento sarebbe stato troppo lungo, t'ho dedicato un post :-)

  6. M dice:

    Sifossifoco, nel tuo post hai scritto cose sensatissime e che condivido pienamente.

  7. Ulisse Sifossifoco dice:

    Grazie M, sei fin troppo gentile

  8. Fabio Metitieri dice:

    Benzi, io ho letto:

    "Dove “professionali” – si tranquillizzino i professionisti – significa non solo e non tanto "tecnicamente confacente ad un sillabario giornalistico di riferimento", quanto invece "lontano da ogni condizionamento diretto o indiretto". Brutto dirlo così, ma chi scrive per mestiere sa cosa intendo"

    Ora, che Mante ci creda o no, io scrivo per mestiere, mi ritengo professionale, e non conosco condizionamenti.

    E, si rassegni il Mante, ma…

    ""Amatoriale" è sabbia negli occhi dei lettori: l'idea imbecille secondo la quale esistono solo due categorie di attività  umane. Quelle legate alla propria professione e quelle hobbistiche."

    Lui scrive in modo del tutto amatoriale e hobbistico, e si vede benissimo. Un editorialista da giornalino di quartiere e per di piu' con la presunzione di essere l'unico "onesto".

    Ciao, Fabio.

  9. Sandro kensan dice:

    Complimenti al tenutario!!!

    Bello, bello, se avessi i soldi gli comprerei l'articolo…

  10. Fabio Metitieri dice:

    Il tenutario, a forza di estremizzare le sue posizioni, piu' che un guru e' ormai diventato una religione. O almeno vorrebbe esserlo, si direbbe.

    Dargli retta e' un atto di fede. E per mantenere un minimo di raziocinio e almeno qualche capacita' di seguire il mondo e non le mantecazzate, bisogna diventare mantatei, o almeno mantagnostici.

    Eccerto che lui e' al di sopra dei condizionamenti delle forze del male: si condiziona tutto da solo… come diceva, Gaber? Mi son fatto tutto da me…

    Ciao, Fabio.

  11. Giorgio dice:

    Fabio,

    la capacita' di comunicare e' patrimonio genetico degli esseri umani, e non serve il bollino di "giornalista professionista".

    Non esiste differenza tra un articolo "professionale" ed un articolo "amatoriale", esiste solo la differenza tra un articolo scritto bene ed uno scritto male (stabilite alcune metriche piu' o meno oggettive di giudizio).

    E da quello che leggo sia sui blog sia sulle varie testate non vedo molta correlazione tra la categoria (amatoriale o professionale) di chi scrive e la qualita' degli articoli prodotti, almeno secondo le mie metriche.

    Mi spiace per chi pensa che solo i giornalisti detengano la dote della scrittura, ma scrivere un articolo non e' come costruire un ponte sospeso: un non-ingegnere non riuscira' mai a costruire un ponte sospeso (che non crolli…), mentre ad un non-giornalista in alcuni casi potra' riuscire un bell'articolo.

    Semplicemente perche' comunicare e' una capacita' che possiedono, in diversa misura, tutte le persone.

    (Mentre saper risolvere sistemi di equazioni differenziali non lo e'…)

    Detto cio', non ho nulla contro i giornalisti professionisti (se non si arrogano il diritto di essere gli unici a saper/poter scrivere), trovo giusto che vengano remunerati per il loro lavoro, e compro abitualmente diverse riviste e quotidiani che leggo con piacere.

    Ciao

  12. Ulisse Sifossifoco dice:

    Metitieri non vorrà  farci credere che la sua paginetta autopromozionale sia più onestamente comunicativa del blog di Mantellini, vero?

  13. Fabio Metitieri dice:

    Giorgio, nessun dubbio che (quasi) chiunque possa, se si impegna, scrivere in modo professionale. In fondo tutto si impara e anche io sui primi articoli che ho scritto, nel '92, ho avuto grosse difficolta'.

    Dico solo che la professionalita' non e' il caso di Mante. E lui se ne vanta pure, inventandosi una strana terza via in cui non sarebbe ne' professionale – che sarebbe un peccato mortale – ne' amatoriale – che per lui naturalmente e' troppo poco.

    Il risultato sono proclami e filippiche sempre uguali, scritti senza pensare alla realta' e senza mai fare un piccolo sforzo per documentarsi, e che ormai hanno una connotazione religiosa.

    Ah, e sono scritti abbastanza maluccio, Imo… Anche lo stile risente dell'impostazione divina, con scivolamenti verso la pompa e verso "ricercatezze" che di solito si evitano, in favore di un tono piu' umile e piu' semplice.

    Tutto questo per dire che, blog o no, professione o no, e' vero: ci sono buoni pezzi e cattivi pezzi. Ma, non so perche', i buoni pezzi di solito si trovano (ancora) sulle pubblicazioni piu' tradizionali, mentre le cagate, le verita' divine rivelate e gli sproloqui narcisisti si leggono molto piu' spesso sui blog.

    E' che secondo me quando il "condizionamento" da parte delle redazioni, quello che Mante tanto critica, consiste in un obbligo ad adattarsi alla rivista e in particolare ai suoi lettori, ha un rilultato positivo: di fatto frena la megalomania di chi scrive e obbliga a produrre qualcosa che abbia dei contenuti interessanti, delle notizie verificate, e che sia leggibile.

    Ciao, Fabio.

  14. Ulisse Sifossifoco dice:

    Be' Metitieri, se ce l'hai col Mantellini e vuoi dirgliele per forza certe cose, fa pure. Però, vedi, non sei così convincente come vorresti, per una serie di motivi. Che sui giornali stampati la lingua e la scrittura sia migliore lo credi solo tu. Certi blog sono pieni (è il loro mood editoriale cioè) di strafalcioni fatti dai tuoi colleghi gionalisti, così come ci sono blog scritti da giornalisti professionisti modesti nell'aspetto e nelle intenzioni. Io personalmente mi sono letto un paio di tuoi libri e non vi ho trovato nessuna scintilla dantesca, né grande sforzo documentativo da parte tua, né uno stile semplice, umile e senza svolazzi creativi, come tu affermi.

    L'unica cosa sensata che hai detto, nel tuo lungo panegirico anti-mantellini, è che chi scrive per mestiere (il che significa al soldo di qualcuno) è spesso obbligato a farlo "misurando" il proprio scrivere sul lettore. Questo è forse il difetto più grosso della scrittura professionale rispetto ai blog. Un blogger, anche perché ci sono rompicoglioni come te e me che lo scrivono nei commenti, ha molta più probabilità  di conoscere realmente il proprio pubblico, rispetto a chi invece lo conosce solo per sentito dire. Imo (che dovrebbe voler dire in my opinion) c'è più probabilità  di far meglio in un blog che non in una redazione di un settoriale che paga (poco) un tanto a cartella. Sia tu, sia Mantellini, non scrivete benissimo, nessuno vi chiamerà  mai a scrivere editoriali per il Corsera, però Mantellini ha una chance in più rispetto a te: quando scrive comunica.

    P.S.: su un certo dogma di fondo, quando Mantellini parla di Internet, ho già  scritto sul mio blog in risposta a questo post

  15. Fabio Metitieri dice:

    Si', Ulisse, certo, Mante quando scrive comunica. Le sue personalissime idee, che devono essere prese come oro colato. Io quando scrivo informo.

    Ciao, Fabio.

  16. Ulisse Sifossifoco dice:

    No, Metitieri, è qui il grave errore di fondo: tu non informi, ti fai i cazzi tuoi. Il che, per la maggioranza delle persone che ti pagano, o che ti stimano, è una discreta posizione. Non così discreta come immagini però. Imho, s'intende.

  17. Fabio Metitieri dice:

    Ulisse, se io scrivessi i cazzi miei non mi pagherebbe nessuno. Le testate "vere" mica son blog….

    Ed eccoci di nuovo tornati sul topic di partenza.

    Sui blog si puo' fare del cazzeggio narcisistico, su un libro o su un articolo destinato alla stampa "commerciale", no, non si puo'. Il che impone allo scrivere per vile denaro e su media main stream non degli "oscuri condizionamenti" ma di certo una buona dose di professionalita', per saper produrre non degli sproloqui sui propri tiramenti ma solo informazioni concrete e ben leggibili.

    Anche i miei libri, checche' tu ne dica, se non fossero stati scritti in stile piu' che sobrio, chiaro e non svolazzante, non avrebbero venduto un beato e adesso non sarebbero usati come testi per diversi esami universitari.

    E queste considerazioni, che sono a monte di ogni scrivere "serio", sarebbero condizionamenti negativi? Solo secondo gli scribacchini amatoriali, via…

    Ciao, Fabio.

  18. Ulisse Sifossifoco dice:

    Fabio, che tu difenda il tuo piccolo feudo a spada tratta non mi meraviglia, che tu non riesca a capire i commenti però, rispondendo sempre con lo stesso proclamino, mi sorprende invece moltissimo.

  19. Fabio Metitieri dice:

    Hai terminato gli argomenti? Bene.

    Ciao e Buon Anno, Fabio.

  20. Michele Marziani dice:

    Forse sempre lo stesso pezzo da anni, come dice Fabio Metitieri, ma a me piace sempre leggerlo… Grazie Massimo, è anche in questa possibilità  d'incontro che ha senso il weblog sulla libertà  di stampa e la libertà  d'accesso alla rete. Hai visto che roba? Lì, non commenta mai nessuno;-)

  21. Pier Paolo dice:

    MA e soprattutto PER FAVORE! Mi sembra di sentire il buon professor Freud che vuol spiegare al mondo che lui ormai ha capito tutto della mente umana.

    Mantellini, tu hai capito tutto della comunicazione? ma non ti rendi conto che, nella tua sproporzionata presunzione, confondi quel che c'è là  fuori con quel che vuoi vedere? Ognuno si farà  la sua informazione? ma nessuno si vuol fare la propria informazione. Se internet riscuote tanto successo è perchè c'e' bisogno di approfondimento. Non è qualcosa che ne va a scalzare un'altra. si sovrappone, semmai, si intreccia, tu hai questo maledetto bisogno di contrapporre, dici di scrivere solo per te e non per una linea editoriale, ma sei così ristretto, così paraocchiuto, da non renderti conto che l'interazione tra internet e media tradizionali non va in una direzione sola, e il miglior effetto che può ottenere è quello di rendere le persone più partecipi della vita mediale del pianeta, ma nessuno scalzerà  nessuno, e non c'è cazzata peggiore che sostenere che "Le ragioni che consigliavano altri metodi di distribuzione delle notizie sono oggi in buona parte decadute". decaduto cosa? E' questo, forse, il guaio di essere uno sprovveduto amatore che si rifiuta di riconoscerlo, e si richiude nella propria piccola nicchia di contatti per evitare di confrontarsi con il "mondò là  fuori", quello professionale, quello che non ci piace xke' son tutti venduti mentre io sono un puro di cuore: non si sanno riconoscere le differenze. Io continuerò a guardare il telegiornale, qualche trasmissione di approfondimento come quella di giuliano ferrara che reputo di ottima qualità  e infine mi leggiucchio qlke quotidiano on line e qlke blog. E solo nelle tue farneticazioni tutto questo è superfluo o ridondante.

  22. massimo mantellini dice:

    caro pierpaolo

    tu comprendi bene che il tuo solito tono (lo stesso sempre, indipendentemente dall'argomento) allontana ogni mio eventuale commento. Quello che non capisco e' allora perche' tu continui ogni volta a usare questo spazio solo per offendermi. Ho capito bene cosa pensi di me. E per carita' lo rispetto. Quello che non capisco e' quale sia l'utilita' tua di ripeterlo ogni volta. Possibile che tu non abbia di meglio da fare?

    O speri che io sbotti e ti dia del coglione. No, dai. Non puoi essere cosi' ingenuo. Stai sereno.

  23. Adalberto de' Bartolomeis dice:

    …Non saprei. Stavo cercando una procedura telematica perchè i miei pensieri possano essere letti, qualora risultino di gradimento, anche sulle testate giornalistiche nazionali, nonchè sulle riviste. Non che il desiderio mi lasci tranquillo! So benissimo che, con le mie riflessioni, prima o poi, urterei la suscettibilità di più di qualcuno. D’altronde mi sembra che esprimere sia ancora un diritto, per cui penso che non mi vengano a cercare a casa nelle ore più impensate! Lancio, tuttavia, una sfida, quella sfida di farmi conoscere, come “opinionista”; uno dei tanti, forse uno dei troppi! Tanti cari saluti, per il momento. Adalberto

  24. Adalberto de' Bartolomeis dice:

    Scrivo per, almeno un paio di siti: ladestra@ladestra.info e http://www.destralibertaria.it Inoltre, come nel gergo areonautico diciamo “chiamata all’ aria”, lancio messaggi ad alcune redazioni di giornali. No, attenzione! Non sono ancora diventato un grafomane, ma se continuo così ho l’ impressione che la strada non è corta! Scrivo molto di politica, ma scrivo come un osservatore che desidera un po’ ironizzare sulla vita quotidiana e dei palazzi vari di questa gente che si rapporta agli elettori credendoli, a volte, scemi. E mi dispiace che esistano solo loro, questi politici che parlano fin troppo! Stufano e spesso fanno danno! Di certo se ne salvano pochi, pochissimi. Nessuno è un vero carismatico. Un popolo ha bisogno di una persona carismatica. Qulcuna tenta, si avvicina, ma, ahimè, deve fare i conti anche con la sua età. Spero per quest’ uomo che continui imperterrito ed indomito per duecento anni ad essere sempre così in forma, sempre con il parrucchino però! Attenzione! Adesso, cari italiani e cittadini non italiani, ma residenti, ci avviciniamo ai soliti appuntamenti elettorali, ma con la variante di trovarci, a destra, un partito, a sinistra, forse, un altro. I restanti si vorranno definire gli irriducibili e faranno senz’altro più fatica ad esistere, con una legge elettorale che NON L’HA VOLUTA IL POPOLO ITALIANO! Questo è da ricordarlo, cari miei amici lettori! Pertanto cosa fare? Facciamo come gli altri signori europei, oppurre non andiamo più a votare? Certo, sarebbe più interessante non andarci, sapendo che sempre dall’alto verranno imposti i nomi di scuderia dappertutto, a partire dai Comuni, fino ad arrivare alle Europee. Cosa vogliamo fare cari miei connazionali? Ci sarebbe un sistema per fare cambiare di colpo, in un batter d’ occhio ” i soldatini del fortino del Transatlantico”! Ve lo dirò la prossima volta. Ciao