Su Macchianera si discute delle ragioni per cui i giornalisti di repubblica.it siano in sciopero senza che nessuno sappia perche’. Personalmente ho fatto al riguardo una rapida indagine della durata di circa 30 secondi. E’ una indagine che mi consente di spiegare in due parole la differenza fra un blog aziendale e un blog personale in Italia. Ci sono attualmente 27 blogger del Gruppo Espresso. Persone che spesso (magari non spesso, diciamo qualche volta) sono riuscite a interpretare egregiamente l’utilizzo dello strumento-blog nel rapporto con i propri lettori. In nessuno di questi 27 blog c’e’ oggi un anche minimo riferimento allo sciopero.

7 commenti a “BLOGGER a META’”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Mah… "anche minimo" e' una delle espressioni che odio. "seppur minimo" andrebbe meglio.

    Ciao, Fabio.

  2. nietzsche dice:

    E un'altra cosa strana è che pure Repubblica.it è in sciopero, salvo permettere l'aggiornamento della barra verticale delle news…

  3. spider dice:

    Met, sei sempre il solito scassaballe :-)

  4. Domiziano Galia dice:

    Che sia una cosa compromettente?

  5. PeroC. dice:

    Posso farne tre di commenti?

    1. ma perché i blogger sono ossessionati da quello che fanno i giornalisti di Repubblica? Se fosse succeso lo stesso al Messaggero o alla Padania ne avreste parlato tu, Sofri e Neri?

    2. Mante, cosa c'entrano i blogger delle altre testate del gruppo? àˆ uno sciopero di Rep., mica di Kataweb.

    3. A me risulta che sia una banale questione di contratto integrativo in scadenza e di "forbice" troppo larga tra alcuni stipendi e altri. Per quali motivi una vertenza tutta interna a un'azienda dovrebbero diventare oggetto di dibattito pubblico?

    saluti

  6. salvio dice:

    nietzsche, forse la barra laterale delle news è in qualche modo autoalimentata. Lavorare per disabilitare i feed e lavorare per riabilitarli era troppo, dai..

  7. nietzsche dice:

    Il fatto è che la barra laterale delle news è alimentata da Kataweb, come mi spiegarono un giorno via e-mail da Repubblica.it rispondendo a una mia domanda, e Kataweb non è in sciopero. Allora a quel punto, tanto per evitare ipocrisie, bastava evitare di dire che anche Repubblica.it aderisce allo sciopero.

    Per rispondere a Piero ("Per quali motivi una vertenza tutta interna a un'azienda dovrebbero diventare oggetto di dibattito pubblico?") basti dire che si tratta di una questione che riguarda 700-800mila italiani (gli acquirenti abituali) e tutti coloro che si interessano in qualche modo del mondo dell'editoria, oltre che di quello della politica, che notiamente segue con attenzione articoli, editoriali e dibattiti su Repubblica: non è quindi proprio una questione privata e interna a un'azienda.

    I blogger possono anche non parlarne, è una loro libera scelta. Basta uscire da un equivoco: parlarne non significa "parlarne male", significa solo spiegare che cosa sta accadendo a tutte le centinaia di migliaia di persone di cui parlavo prima. E chi può farlo meglio di chi vive dentro o intorno al mondo di Repubblica?