Io quando mi capitano queste cose penso sempre al Manet sbeffeggiato de “le Dejeuner sur l’herbe“. La difficolta’ che abbiamo tutti, da sempre, a comprendere il mondo che cambia. Il rischio di continuare a leggerlo, magari con toni un po’ sbruffoni, con le categorie del nostro invecchiato pensiero immobile.

Ho ascoltato con attenzione in questi giorni FastBlood di Lello Voce. Mi piaceva l’idea di partecipare a questo esperimento di marketing via blog: musica e poesia assieme, distribuite oltretutto con licenza CC. E non sono per nulla certo di avere la capacita’ di descriverlo. Perche’ a me, oggi, lo sguardo di sfida fuori dal quadro della donna nuda di Manet, sembra bellissimo. Mentre la contaminazione di Voce qualche perplessita’ presenile la scatena.

Mia moglie entra in casa e chiede leggera: che e’ sta roba? Un cd, rispondo io, musica e poesia assieme. Per conto mio piu’ poesia che musica. Poesia cattiva, tagliente e fredda. Che magari il mondo e’ proprio cosi’. Unita ad una base musicale ripetitiva, con la bella tromba di Paolo Fresu qua e la’. E tuttavia resta intatto anche dopo alcuni ascolti, il desiderio di ascoltare le stesse parole nel silenzio intorno. Come certe vecchie registrazioni TV in bianco e nero di un Ungaretti recitante. Parole e basta. Piu’ che sufficienti a riempire ogni spazio.

(ora lentamente smetti d’ascoltare alzati con calma prendi in mano la tua vita e va verso l’uscita e chi t’aspetta fuori da qui presto lo saprai: e’ l’unico tra molti che senza conoscere riconoscerai)

Poi pero’ pensi che il mondo non e’ cosi’: che il silenzio – per dirne una – e’ una categoria in grande ribasso. Puo’ dispiacerci (ci dispiace, accidenti) ma e’ cosi’. Ed allora forse la poesia dentro il frastuono puo’ starsene lo stesso comoda. Come una donna nuda fra due borghesucci qualunque in un quadro di fine 800.

2 commenti a “ASCOLTANDO LELLO VOCE”

  1. Luca Montaguti dice:

    ma sai che invecchiando migliori

    ciao

    Luca

  2. Sandro kensan dice:

    Secondo me il silenzio non può mai essere in ribasso, il silenzio è funzionale alla meditazione che è funzionale a cambiare se stessi in modo da vivere a fianco della realtà  senza perdere il treno.

    Visto che è il tema di questi giorni propongo una immagine della meditazione:

    http://www.kensan.it/images/kensan_logo.png