Lasciando perdere la nota tendenza al reiterato duetto vanitoso che assale appena possibile la coppia Sofri-Camillo, credo che Luca abbia ragione quando sostiene che “manca invece del tutto, tra i blog italiani, un uso del blog come strumento giornalistico e politico ai livelli di quel che avviene negli Stati Uniti”. E’ certamente vero e nello stesso tempo si tratta di una constatazione francamente inutile. Come puo’ constatare chiunque apra un qualsiasi quotidiano la mattina non esiste alcuna qualita’ informativa che basti a se stessa ospitata o citata sui media mainstream. Non esiste insomma in Italia, come invece esiste altrove, l’idea o l’opinione intelligente in valore assoluto. Qualcosa che serva, nel tempo, a definire l’autorevolezza del primo sempronio che compare in rete. Di piu’: ogni anche casuale o piccolo contributo che arrivi su Internet, nei blog ma non solo, dal di fuori del giro ufficiale dell’informazione professionale, viene immediatamente presa e fatta propria dai media. Ora io non leggo certo ogni mattina Sullivan cosi’ come nemmeno leggerei un suo ipotetico alter ego italico, ma anche ove esistessero idee ed opinioni giornalistiche originali e di valore di stampo giornalistico o politico (e, dai, ogni tanto esistono) esse sono destinate comunque a far da pastone ad un esercito di lurker con tessera in grado di farle proprie con leggerezza e senso pratico. Gli esempi gia’ esistono e sono innumerevoli, come Luca e anche Rocca giustamente dicono, in ambiti meno impegnati e piu’ leggeri, ma l’idea che in Italia possa esistere e prendere piede una autorevolezza riconosciuta e stimata su argomenti di peso (non insomma sulle gaffes di Flavia Vento) liberata dal nome e dalla storia professionale del proponente di tanta meraviglia trovo sia una idea che non tiene conto del contesto. E questo magari e’ condizione sufficiente perche’ nulla del genere accada.

16 commenti a “FARE OPINIONE SUI BLOG”

  1. Antonello Leone dice:

    Mi sembra un pò retorico, questo tuo post. La questione che tu poni, è certamente seria e degna di nota, ma si sottovaluta il problema che c'è a monte.
    Non solo, in Italia non vi è un alter ego di Sullivan, ma non vi è un'importanza informativa del blogging in se, all'interno del mondo informativo nazionale.
    Inoltre, vi è un problema ancora più a monte: la scarsa diffusione per famiglia o per azienda dei computer e delle connessioni per Internet.
    Il paragone tra Italia e Stati Uniti è improponibile; troppe differenze.
    Se noi andiamo a chiedere alla gente, che cos'è un blog molto probabilmente una o due persone su dieci, sarebbero in grado di dare la risposta giusta. Se poi entriamo nella pancia della discussione ed andiamo ad affrontare il problema del blogging nella politica, bè facciamoci una gran bella risata. E già  troppo, se un politico possiede un suo sito personale, se poi ha un indirizzo E-mail non aspettiamoci che ci rispondano con celerità , sempre se ci rispondono.
    E poi, perché mai dovrebbero dei blogger decidere di mettersi a fare l'analista politico in rete? C'è forse qualcuno che lo ascolterebbe? C'è qualcuno che deciderebbe di aprirgli una finestra radiofonica, televisiva o sulla carta stampata? E se si, a che titolo? La politica italiana, non è la politica americana. Un problema simile lo pose Quarto Stato, durante le primarie democratiche. Gli Stati Uniti sono un altro mondo, nel bene e nel male. Noi europei, ma soprattutto noi italiani, siamo indietro di vent'anni. Dobbiamo farcene una ragione; è ancora lontano il giorno in cui in Italia, ci sarà  una vera rivoluzione del mondo informativo, la quale permetterà  gli italiani di poter accedere ad un universo di dati e informazioni, direttamente da casa o dall'ufficio. Forse quel giorno, anche in Italia il blogging avrà  un suo peso nella politica, o forse a quel punto non ci sarà  più bisogno di un Sullivan italico, perché tutti noi avremmo la possibilità  di accedere ad una tale massa di informazioni, che non ci sarà  bisogno nè dei blog e né dei mass-media.

  2. Antonello Leone dice:

    Errata Corrige: Quinto Stato non Quarto Stato (lapsus freudiano).

  3. beppe dice:

    L'autorevolezza è un falso problema, l'ìmportante sono le notizie. Quelle che non danno…

  4. Cavallo GolOso dice:

    a me pare di aver capito (ma è scritto difficile e io non capisco tanto, sai) che comunque siamo lontanucci dal fare informazione – in generale – anche _fuori_ dal contesto della rete.

  5. Fabrizio dice:

    A me sembra che non ci sia un gran che neanche nel panorama giornalistico.

  6. Antani dice:

    E poi, proviamo a far finta che sia meglio così, no?

  7. Giuseppe Mazza dice:

    Mi sfugge il senso di questo passaggio: "Non esiste insomma in Italia, come invece esiste altrove, l'idea o l'opinione intelligente in valore assoluto. "

  8. il cobra dice:

    Al di là  del discorso sull'importanza dei blog, l'autorevolezza per me è qualcosa che dovrebbe nascere dal consenso e non secondo principi posti da chissà  chi chissà  quando chissà  dove. In questo senso, il sistema delle blogstar sembra già  meglio del modo di assegnazione della fama giornalistica. E poi non è questione della Persona Autorevole. Leggo il fazioso di là  che risponde al fazioso di qua che aveva risposto all'altro fazioso di là  e mi faccio un'idea più ampia che con un editoriale di Repubblica (o del Giornale). La rete è un formicaio.

  9. Pier Paolo dice:

    Per parte mia un problema italiano è che non esistono posizioni, programmi, definizioni. Tutto fanno un pò di tutto, sostengono un pò tutto, e se qualcuno vi fa notare che vi siete dimenticati di qualche punto importante "bè, certo, quello era sottinteso". Ma per non sbagliarsi vale anche il contrario di tutto, e se ancora non va bene, siete stati fraintesi. Non è la solita satira, è che questo è davvero il panorama nostrano. non c'è coerenza, non c'è specializzazione, non c'è professionalità . Ci si arrabatta, e il fine è sempre quello di rimanere in equilibrio sulla fune. Nulla di tutto quel che possiamo dire o fare cambia questo stato di cose, solo un'educazione più decente potrebbe. Ovviamente non corriamo neanche quel rischio.

  10. MassimoSdC dice:

    Davvero "l'opinione intelligente in senso assoluto" se esiste altrove, è bene che ci rimanga, altrove. Perché l'intelligenza è sempre relativa; mette a confronto fatti e li distingue dalle opinioni; ed è "la capacità  di trovare il tratto comune tra cose differenti e le differenze tra le cose simili". Intelligenza assoluta, invece, è solo un dannoso ossimoro.

  11. olden dice:

    Il vero problema è il fatto che in Italia esista addirittura una diatriba sulla qualità  dell'informazione che passa attraverso i blog e quella professionale.

    Il giornalismo americano o inglese non ha questi complessi d'inferiorità : fa il suo mestiere, ha la coscienza a posto, se trova un blog interessante lo cita e lo considera, ma non apre neppure il confronto perchè prende le cose per quello che sono.

    I giornalisti italiani sentono invece il bisogno di ribadire una qualche superiorità  del loro lavoro rispetto a quello spontaneo e gratuito dei blog, superiorità  che – in un contesto normale – non dovrebbe neppure essere messa lontanamente in dubbio.

    Invece paragonabile lo è eccome, e non per merito dei bloggers, bensì per demerito dei professionisti.

    Quanto ai blog italiani autorevoli, ai veri e propri "opinion leaders" del web, esistono eccome, ma molto raramente ottengono legittimazione da parte del sistema giornalistico italiano che – sentendosi minacciato nell'orticello di categoria – evita accuratamente di prenderli sul serio.

  12. Cavallo GolOso dice:

    OFFTOPIC! :-)

    ti segnalo questo, forse ti interessa se non lo conosci già http://www.feedbeagle.com/

  13. MassimoSdC dice:

    Solo i mediocri possono sentirsi minacciati da qualcuno o da qualcosa. Appunto.

  14. Alessandro Longo dice:

    Olden, il problema è che i giornalisti italiani sono in grande percentuale degli sfigati, precari e traballanti. E si sentono minacciati. Anche quando riescono a catturare l'agognato posto in redazione: minacciati, sempre, quindi sulle difensive.

    NOn e' colpa nostra è che ci disegnano così.

    Alex

  15. Kontrasto dice:

    Massimo Mantellini, non posso assolutamente dissentire.. Sono pienamente d'accordo con te..

  16. ANONIMO FORLIVESE dice:

    PER QUEI POCHI CHE ANCORA NON LO SANNO IL NUMERO DI PROBLEMI DELL'INFORMAZIONE 2/2004 CON MOLTE DECINE DI PAGINE QUALCOSINA PER LA SOLUZIONE DI QUESTA ORMAI VEXATA QUAESTIO LA PORTA,MI PARE…