Forse nell’euforia della rielezione del figlio di George Bush il webmaster di governo.it ha eliminato dal codice della pagina web della biografia di Silvio Berlusconi il “no index” che impediva a Google di indicizzarla. E “miserabile fallimento” e’ cosi’ ritornato al suo posto. A fare da orgoglioso contraltare a quello americano.

12 commenti a “MISERABILI FALLIMENTI?”

  1. Domiziano Galia dice:

    Una miserable failure che è stato invece un unexpected miracle, la rielezione. E se anche questo si trasformasse in contraltare?

  2. Fabio Metitieri dice:

    Eh, si', intanto Bush e' un miserabile fallimento che ha vinto di nuovo. E non per pochi voti.

    Da una parte la fantasia dei blog e del google bombing, e dall'altra la realta' di chi ha di nuovo conquistato il mandato per bombardare chi gli pare, con missili non virtuali e senza chiedere alcun permesso.

    E' molto istruttivo, no?

    Come vittima collaterale, si dimostra una volta ancora, per i piu' tardi che proprio non l'avevano capito, che i blog, a parte qualche piccolo fenomeno passeggero di loro uso proficuo da parte di chi fin dalla culla puntava con qualsiasi mezzo a entrare nella schiera dei B-vip, quelli da salotto di costanzo, sulle cose "VERE", tipo chi guidera' il mondo per i prossimi quattro anni, i blog contano un BEATO CAZZO…

    E i talebani del bloggin' dovranno rassegnarsi: per ora e per il prevedibile futuro, anche non tanto a breve, la blogopalla ha un'influenza minore di una sega.

    E allora, smorzate almeno un po' le fanfare sulla rivoluzione in atto, pls.

    Tra l'altro… la futilita' dei blog (o forse il loro uso ingenuo e naif?), e il fatto che, passata qualche piccola moda, la blogopalla globale avesse ancora una lunga strada da percorrere, per diventare qualcosa – qualsiasi cosa – era una piccola verita' ovvia e prevedibile.

    E, per Tolardo, prima che mi dia di nuovo del fascista: Kerry non mi piace, per nulla. Secondo me non e' una persona apprezzabile. L'ho apprezzato e mi e' sembrato umano e sincero solo nel discorso di stasera con cui ha ammesso la sconfitta. Ma, visto che considero Bush un troppo furbo (altro che scemo…), nonche' asservito a interessi un po' troppo sporchi, se fossi stato statunitense avrei votato Kerry. Senza dubbi e pur sapendo che avrei perso.

    Non credo di essere un destro, anche se su alcune cose penso di essere diventato un po' reazionario. Sono solo realista, e detesto raccontarmi balle.

    Ciao, Fabio.

  3. Vanguard dice:

    Grande Fabio.

    V.

  4. TheEgo dice:

    Grandioso! Non poteva andare sprecato tutto quel lavoro fatto mesi fa, no? ;-)

  5. No dice:

    Michael Moore l'ha preso bene questo "miserabile fallimento" e ha fatto sparire il suo blog lasciando solo una foto a lutto:

    http://www.michaelmoore.com/

  6. Stefano dice:

    Eh già , c'è chi si diverte a fare stupidi giochini e chi invece fa, vince e comanda. E ogni volta a chiedersi: ma dove abbiamo sbagliato? Non cercare altrove la risposta, dice un vecchio adagio, ce l'hai già .

  7. marco dice:

    fabio,

    d'accordo e molto su quanto scrivi. credo che se fossi stato americano avrei seguito il precetto montanelliano di turarmi il naso e votare kerry, altra faccia della medaglia della ricca cricca degli skull and bones che da decenni governa l'america, ma di certo con un minimo disgusto. Una cosa pero' dopo tutti questi anni di tue incursioni nei blog degli altri vorrei me la chiarissi:

    e' vero non e' rivoluzionario il blog, ne in grado di rovesciar governi la blogosfera.

    Perche' ti capita cosi' spesso di cercar tenzone e di lasciar commenti sapidi e illuminati, insulsi e spanati, proprio in questi spazi?

    forse perche' e' piu' facile giocare di sponda?

    con immutata pazienza

    marco

  8. Fabio Metitieri dice:

    Per un'infinita' di motivi.

    Ciao, Fabio.

  9. marco dice:

    "un infinita' di motivi".

    la potenza delle parole.

    a volte nascondono il niente.

  10. Fabio Metitieri dice:

    Marco, a volte le parole servono a non scrivere cose antipatiche tipo "ho gia' detto mille volte come e perche' scrivo qui", oppure "il mio rapporto con molti luoghi di Rete e' complesso, con radici che affondano in storie di diversi anni fa, che non ho voglia di spiegare a uno sconosciuto che non si degna di usare una firma con un cognome".

    Tradotto in un motto: per quanto potenti, le parole non riescono mai a soddisfare l'imbecillita' di chi non sa leggerle.

    Ciao, Fabio.

  11. marco dice:

    fabio, vabbe' saranno la mancanza del cognome e l'imbecillita' del sottoscritto e tenermi lontano dalla comprensione di perche' qui scrivi e rispondi.

    del resto e' una domanda che non trova risposta da anni.

    sono contento, di dare comunque nutrimento alla tua vis polemica.

    Se non ci fossero gli imbecilli a tenerti vivo, che cosa ne sarebbe di te?

    Ah bei tempi quelli del CSI, nel 92, chiusi a giocare con pre-internet, eravate talmente in pochi che gli imbecilli li stanavi subito, adesso ti ci vogliono almeno un paio di messaggi.

  12. Giuseppe Mazza dice:

    Perché torniamo tutti a ricordare "quanto era bello / a Internet prima che arrivasse la massa etc. etc." vantandoci del "sono arrivato prima io"?