E’ inevitabile che nelle prossime settimane tutti o quasi avranno qualcosa da dire su software come il Windows Media Center (ne usciranno fortunatamente anche altri di differenti produttori). Si usera’ molto, temo, la mitica parola convergenza e per una volta da un decennio forse non verra’ usata a sproposito. Di primo acchito direi che il mio giudizio su questa contaminazione software fra hardware differenti sia il medesimo di Gaspar Torriero il quale e’ pero’ in gradi di sintetizzarlo molto meglio di me:

Credo di capire che negli ultimi quaranta anni il computer si sia evoluto lungo questa linea:

Calcolo

Produttività  personale

Comunicazione

Rete sociale e Scambio

Oggi tutte le novità  più interessanti si appoggiano con forza a internet, alla rete sociale e allo scambio. Scambio di opinioni (blog), scambio di musica e film (p2p), scambio di foto (flikr) eccetera eccetera. Aggiungi tu altri dieci esempi che tutti sanno.

In questo clima si inserisce il nuovo sistema operativo Windows per la casa, sistema che punta tutto su foto, musica, televisione e film. Nelle pubblicità  non leggo che sarà  più facile riutilizzare o scambiare questo materiarle, mescolarlo insieme e tirarne fuori qualcosa di nuovo da distribuire agli amici.

Insomma, lo chiamerei Windows Media Center 1985. Posso dire che non correrò a comprarlo?

Poi pero’ pensandoci meglio credo che in realta’ MS abbia ben chiaro cio’ che Gaspar dice e che il Media Center, con le sue grandi e piccole (e sciocche) limitazioni e le sue prospettive di sviluppo prossime venture, sia una possibile risposta, l’unica possibile forse per il gigante del software, al diffuso desiderio di condivisione citato da Gaspar. Microsoft cavalca come puo’ un cavallo imbizzarrito che la sta portando dove gli pare. Non si puo’ chiederle troppo.

2 commenti a “CONVERGERE SECONDO MICROSOFT”

  1. dario dice:

    Gaspar (e tu) avete ragione, ma non dimentichiamo che oltre ai mezzi che permettono la condivisione dei contenuti, servono anche gli stimoli (culturali, tecnologici…) che possano portare anche chi acquista un 'media center' a produrne di nuovi.

    E questo iato tra noi che scriviamo, suoniamo, fotografiamo, disegnamo e chi legge, ascolta e guarda, è un piccolo 'divide' che richiederà  del bel tempo per essere colmato, al di là  degli strumenti, se mai potrà  esserlo. Perché finora, il "nostro pubblico" siamo stati noi stessi.

  2. Fabrizio dice:

    Comunque io stavo pensando ad un'affare che mi riducesse il numero di box e telecomandi. Insomma, ricevitore satellitare, digitale terrestre, registratore hd, lettore dvd, magari col wifi…