La notizia e’ cretina. Eppure la danno in tanti. Domani, ci scommetto sara’ anche sui quotidiani. Si tratta dell’annuncio della ennesima cura contro il cancro a base di erbe (cosi’, in generale, buona quindi per qualsiasi tipo di tumore). La notizia e’ inesistente. Semplicemente perche’ proprio non esiste. A meno che non si consideri “notizia” la dichiarazione di una dottoressa inglese, esperta in medicina olistica e autrice di saggi di medicina alternativa, che una mattina si sveglia e decide di comunicare al mondo che “la cura esiste”. Che differenza c’e’ fra “il motore di ricerca spirituale” e l’ANSA di fronte ad una notizia simile che tocchera’ ovviamente la sensibilita’ di migliaia di persone? Nessuna. Anzi, alcune. Ma piccolissime e poco significative. Solo queste per la verita’: il motore di ricerca spirituale sostiene che il Carctol ( prescritto negli ultimi 25 anni dal dott Nandlal Tiwari ) abbia una ottima efficacia:

Pare però che su 1900 pazienti indiani sottoposti al trattamento, circa la metà  ne abbia tratto benefici evidenti.

Da una simile fonte certo non mi aspetto molto di piu’ di una professione di fede. Infatti la notizia riportata e’ del tutto campata in aria. Ci voglioni 5 minuti per trovare in rete il grafico del dott. Tiwari. Una improbabile tabella di 20 anni fa che non spiega molto, dentro un sito web nel quale in piccolo in basso, a scanso di equivoci, sta scritto:

We donot claim to cure, prevent or treat any disease.

Per l’ANSA, che termina il lancio con una piccola presa di distanza (“L’esatto numero delle persone in cui il cancro sarebbe scomparso del tutto, non e’ pero’ noto”) questa e’ quindi una notizia buona, di quelle da diffondere. Anche se il farmaco e’ vecchio di 25 anni, anche se e’ un prodotto a base di erbe indiane senza alcuna validazione di alcun tipo, anche se la dott.ssa Daniel che ha scatenato la news e’ uno dei mille improbabili santoni della medicina alternativa in cerca di notorieta’. Domani molte centinaia di italiani disperati leggeranno questa cosa e si precipiteranno in rete ad acquistare il Carctol alla modica cifra di 124 dollari ogni confezione. Non saro’ certo io a biasimarli. Ma agli scribacchini patentati dell’ANSA, a loro si’, un po’ del mio biasimo, questa sera, lo invio di cuore.

13 commenti a “SE QUESTA NON E’ FUFFA”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Eh, ma se lo avesse scritto un blog, tu avresti subito commentato, come un paraponzo:

    "Hai visto, era una blogocazzata ma se ne e' accorto subito C.Minch, che ha sempre una marcia in piu', e lo ha scritto (come solo lui sa fare) sul suo blog Falso incontro virtuale. Com'e' bella la blogopalla, eh?…. i mass media di queste cose non son mica capaci".

    E invece il vero commento da fare, qui, e' un invito a valutare sempre attentamente le fonti di informazione e – in questi casi – a dar retta solo alle pubblicazioni di settore accreditate (e non all'Ansa). E questo e' un sistema di riferimento vecchio e senza blog, ma che funziona ancora.

    Sul versante blog, o contrerrr, secondo te per capire se la scatola del consorcio e' buona ci tocca ancora navigare tra i tonni pinne gialla e tra mille altri post, alla cieca, cercando di indovinare chi, tra tanti anonimi bloggher senza credenziali, potrebbe aver ragione.

    E, aggiungo ancora, ma allora secondo te che differenza c'e' – a parte la gravita' della questione, ovvio – tra il consigliare di leggere i blog sul tonno e il leggere un'Ansa su un farmaco antitumorale? NEl caso dell'Ansa, almeno, sai che e' l'Ansa, con tutto quel che ne consegue…

    Ciao, Fabio.

  2. Fabio Metitieri dice:

    Quanto al biasimo, un po' ne mando io a te, per non aver scritto ne' nel profilo del blog ne' in questo post che sei un medico. E il dirlo, sempre in un'ottica di valutazioni delle fonti, forse aiuterebbe, non credi? Ma c'e' questo stracazzo di snobismo nel non dire chi si e' anche quando non vi sono ragioni… Bof…

    Ciao, Fabio.

  3. Andrea Beggi dice:

    Io la penso come Massimo, su un argomento così delicato non si può rimandare i non addetti ai lavori alle riviste del settore. Ci deve essere un filtro che interpreta. Il problema c'è quando il filtro funziona male o non è "trasparente". Che spesso ci siamo sensazionalismi e notizie distorte è sotto gli occhi di tutti.

  4. Pier Luigi Tolardo dice:

    In Italia abbiamo già  visto cose del genere: Dr. Di Bella, ricordate?

  5. Fabio Metitieri dice:

    Si', vabbe' Andrea, ma qui si passa da un estremo all'altro.

    Per tutto cio' che e' informazione, dal tonno, all'informatica, all'uccisione di ostaggi in Irak, viva il "blog-fai-da-te", e gli intermediari (leggasi giornalisti) non servono, anzi, sono deleteri. Il pubblico ha il tempo e la capacita' di capire tutto da solo, anche nell'infoglut, ed e' cosa buona e giusta passargli persino degli interventi anonimi, e comunque continuare a scrivere da anonimi, senza manco dire se si son finite le elementari o no. Secondo la grande filosofia della Rete e della blogopalla.

    Per le informazioni mediche, o' contrerrr, che sono delicate (e per carita', di certo lo sono, ma forse anche sapere cosa si mangia, o chi muore e perche', non e' poi cosi' futile), non solo ci devono essere unicamente le riviste di settore (e aboliamo la divulgazione), ma queste devono essere lette soltanto dai Sacri Intermediari, laureati e iscritti all'Ordine. E su questo campo anche una notizia Ansa (che poi insomma… qualsiasi scribacchino, anche scemo, conosce alcuni meccanismi dell'Ansa, che in ogni caso e' un marchio ben connotato) e' estremamente dannosa e dovrebbe essere abolita. Secondo la giusta necessita' di intermediare.

    Mah… a me questa visione pare un po' schizofrenica.

    Ciao, Fabio.

  6. Luca Pattaro dice:

    A proposito di pseudo divulgazione scientifica avevo scritto un post relativo ad una vicenda analoga ad inizio settembre.

    Penso anche che la questione sulle "credenziali" delle fonti di Metiteri (il solito discorso sull'autorevolezza delle fonti), faccia acqua da tutte le parti, come si dimostra ogni giorno leggendo parecchie panzane su tutti i media, e come avevo già  scritto in un altro vecchio post.

    Sarebbe assurdo risolvere il problema abolendo la divulgazione scientifica da parte dei mass media, e rimandando tutti alle pubblicazioni scientifiche.

    La vera soluzione è che i mezzi di informazioni "accreditati"(come ama chiamare Metiteri) dovrebbero divulgare solo ciò che è già  stato pubblicato da una rivista scientifica, e che quindi è già  stato sottoposto al vaglio specifico. Altrimenti, se la "pseudo-scoperta" è talmente sensazionale da non poterne aspettare la pubblicazione e il termine delle analisi conclusive, bisognerebbe non darne peso con sensazionalismo, ma privilegiarne la cautela. Cosa che non si addice certo ai media come li conosciamo, che sfornano i più disparati titoli ad effetto.

    Fino a che ciò non succederà , sono contento ci siano sempre più blogger, o comunque pagine web, su cui posso reperire informazioni a riguardo, e scoprire magari che l’articolo scritto da un certo giornalista (o il post di un altro blogger, o l’intervista dello pseudo scienziato) è solo una grande scemenza. Di casi precedenti ce ne sono a decine, soprattutto se ci limitiamo alla divulgazione tecnica su Internet e software vari.

    Sulla questione della divisione tra argomenti che devono essere filtrati e da altri che invece possono essere trattati in altro modo, quindi, sono proprio, d'accordo, e non lo ritengo per nulla schizofrenico.

    Se si parla di scienza si parla spesso di scoperte e teorie, vagliate quindi dalle riviste del settore che ne hanno generalmente i mezzi adatti per poterlo fare.

    Se parliamo di altre questioni, generalmente parliamo di fatti o di opinioni: sui primi c'è solo da tentare un resoconto il più attinente alla realtà , sul secondo c'è da tentare di esprimere il proprio personale punto di vista, viste le informazioni a riguardo e la propria capacità  critica; doti che, bene o male, giornalsiti o bloggerÂ…dove sta la differenza?

    Scoop sulla caduta di Mammuccari e le considerazioni sul tonno docet.

  7. Fabio Metitieri dice:

    Oh, capisco, Luca. Notizie "delicate" pubblicate solo dalle riviste scientifiche, mentre i blog buoni tengono d'occhio le cazzate scritte dai giornalisti cattivi e impediscono ai lettori di credere alle panzane. E poi c'era la marmotta che incartava il cioccolato?

    Ciao, Fabio.

  8. Luca Pattaro dice:

    No, Fabio, notizie scientifiche (non delicate ma scientifiche) divulgate solo dopo essere state pubblicate da riviste scientifiche, o con l'accento sulla dovuta cautela se non ancora pubblicate da riviste scientifiche. Questa non mi sembra un'utopia, se le persone che si occupano di divulgazione seguissero una prassi corretta, oltre che competente.

    Per quanto riguarda i buoni e i cattivi, se hai letto quello che ho scritto, dovresti sapere che sono il primo a dire, non solo che i "buoni" e i "cattivi" ci sono in tutte le categorie (io li ho chiamati "primi della classe" e "pecore nere"), ma che perfino i "buoni" storici possono toppare, e che i "cattivi" storici possono elevarsi a imprese notevoli…Nessuno vuole dare la patente di "massima autorità " o "grande revisore" a nessuno, ed è proprio qui infatti che vince la moltitudine di canali ora a disposizione per capire la notizia in sè, piuttosto che etichettare la fonte a priori.

  9. luca dice:

    Però.. quando la realtà  supera la fantasia.. quasi lo metto nel mio blog *futuribile* pari pari come notizia, ma magari datata 2038!

    Resta il fatto gravissimo di qualcuno che gioca con i sentimenti ( e con i soldi ) di persone disperate , che a volte preferiscono pagare ANCHE quando la notizia è visibilmente falsa; persone che preferiscono comprare un sogno per combattere la dura realtà .

  10. Fabio Metitieri dice:

    Luca, non credo proprio che una moltitudine di canali, ciascuno non valutabile e senza un'immagine, possa essere una soluzione.

    La valutazione delle fonti richiede marchi, editori, redazioni, comitati di revisori, da legare a uno storico di pubblicazioni per trarne le dovute conseguenze. E nessuno ha il tempo di scorrersi qualche centinaio di blog dopo aver letto un'agenzia, per cercare di capire se una notizia e' attendibile o no.

    Che poi anche tra gli intermediari dell'informazione ci siano dei cani o, piu' di frequente, ci sia la volonta' di creare il titolo a effetto e l'articolo a bomba, e' ovviamente vero.

    Ma finche' esisteranno testate, su carta o in Rete, saprai soppesare quanto pubblica Eva3000 e distinguerlo da cio' che e' scritto su Nature. O sull'Ansa.

    Quello che voglio dire e' che nella blogopalla, dove si sostiene a gran voce che si sta facendo di meglio dei media tradizionali, non si e' (non ancora?) creato nessun meccanismo di questo tipo. Qui si gioca allo pseudonimo, all'anonimato anche quando non e' affatto necessario, e all'attendibilita' raggiunta per amicizie di casta, come in un paesino di una volta. B.Minch parla sempre bene dei miei post e allora io lo rendo piu' attendibile, scrivendo sempre che ha una marcia in piu'. Nulla che possa migliorare il mondo dell'informazione. Anzi: nulla che possa servire a chi non condivide la logica paesana della casta.

    Ciao, Fabio.

  11. Andrea Beggi dice:

    Ok, allora "La valutazione delle fonti richiede marchi, editori, redazioni, comitati di revisori, da legare a uno storico di pubblicazioni per trarne le dovute conseguenze". Ecco, se tutto questo funzionasse, ed è evidente che a volte non funziona, non ci sarebbe bisogno di "scorrersi qualche centinaio di blog dopo aver letto un'agenzia, per cercare di capire se una notizia e' attendibile o no.".

    L'oggetto del post di Massimo dice proprio questo: L'Ansa ha ripreso una notizia che probabilmente è una bufala, e non avrebbe dovuto farlo.

  12. Fabio Metitieri dice:

    Vabbe', Andrea, ti seguo e la dico ancora piu' semplice. Si sa che l'Ansa ogni tanto le spara un po'. L'Ansa e' all'interno di un sistema di riferimento preciso. Se non conosci Mante, leggendo il suo blog non sai valutare se ha ragione o no. Il suo blog non ha riferimenti e lui non si degna neppure di specificare che e' un medico, perche' fa fine cosi'.

    Ora, io mi muovo bene e rapidamente tra le informazioni tradizionali, Ansa e dintorni. E come me molti altri. Non credo che al di fuori del ristretto giro dei bloggher che leggono abitualmente il Manteblog ci siano persone in grado di muoversi bene e rapidamente in questo pezzo di blogopalla.

    E' piu' chiaro, cosi'?

    Ciao, Fabio.

  13. Andrea Beggi dice:

    Si sa che l'Ansa ogni tanto le spara un po'

    Chi lo sa? Tu, io, qualcuno. C'è gente che l'ansa non sa neppure cosa sia, e legge sul suo quotidiano o sente alla tele che si può curare il cancro. E magari è malata e crede di poter comprare una panacea. Invece è una bufala. Ti sembra corretto? Perchè l'Ansa o chi per lei può permettersi queste leggerezze? Noi siamo fortunati, perchè possiamo/sappiamo applicare uno spirito critico, ma io penso a chi non è in grado di farlo. C'è differenza tra una notizia sugli amorazzi di Briatore e un farmaco. Chi la diffonde HA responsabilità .

    Che Massimo fosse un medico me lo hai detto tu qui. Non lo sapevo e non fa la minima differenza.