Sara’ stato piu’ di vent’anni fa. Dentro il negozio di Res Rubini in via Marconi a Bologna un tizio dai lunghi capelli svisava a capo chino su una Les Paul di fronte ad una piccola folla improvvisata. Ricordo che uno degli ascoltatori ci informo’ complice: “E’ il chitarrista di Claudio Lolli!” Suonavamo anche noi allora, malissimo credo, e nelle serate di universitari imberbi ci capitava di finire alle Dame dove Flaco e Guccini, chitarra in mano se ne stavano, fra un pezzo e l’altro, attaccati ad un bottiglione di sangiovese. Altri tempi. Pensavo a queste cose oggi ascoltando commosso, dopo molti anni di astinenza, “Stanze di vita quotidiana“. Pensavo questo e pensavo anche ad altro, in tardiva illuminazione: Ma quanto erano suonati male i dischi dei cantautori di quegli anni?

9 commenti a “SIAMO QUALCOSA CHE NON RESTA”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Eh, mai riascoltare troppo…

    Io ho scaricato la scorsa primavera un po' di pezzi dei Gufi, che ascoltavo verso i 14 anni, e mi sono detto: azzz…. ma la maggior parte dei brani son cazzate infantili… qualcuna anche di deciso cattivo gusto.

    Poi ho preso qualcosa di Donovan, uno dei miei favoriti verso i 15 anni, e ho pensato: miiii, che banalita'. A parte qualche rinomato cavallo di battaglia, il resto e' robetta…

    Quindi son passato a Leonard Cohen, che ascoltavo verso i 16, e ho concluso: ma che lagna…. qualche testo e' molto bello, ma tanti sono senza senso, e tutti cantati male, con una brutta voce e pessima musica.

    Poi per fortuna e' uscito il descreto Urbani, e' ho smesso. ;-)

    Ciao, Fabio.

  2. Stefano dice:

    Dannazione a te Mantellini, mi hai fatto commuovere con sti' ricordi. Anch'io a quei tempi frequentavo io negozio di Rubini e le Dame (ricordi Gaetano Mannino? e Silvano Pantesco? Gigi e Andrea?) e Vito in Cirenaica, dove regolarmente si finiva sbronzi alle tre di Notte con Guccini che declamava improbabili poeti provenzali, Flaco che intonava qualsiasi cosa gli venisse richiesta e Vito che non vedeva l'ora di mandare a casa quei 4 smandruppati ancora vogliosi di emozioni notturne. Sniff, sniff!

    ("… chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte…)

  3. .mau. dice:

    Ecco perché io sono sempre stato un nostalgico di quelle canzoni. Posso suonarle senza rovinarle più di tanto.

  4. Anonimo dice:

    Beh, mica tutti suonati male, mi vengono in mente proprio gli zingari di Lolli suonati da un complessino niente male, poi anche Finardi…

  5. Giuseppe Mazza dice:

    Già , mica male gli Zingari… E Flaco è sempre stato bravo, secondo me…

  6. Claudio Sanfilippo dice:

    Caro Massimo, è vero, però ci sono anche alcune grandi eccezioni, d'accordo su Lolli (Canzoni di rabbia in primis, ma anche gli Zingari) e con Finardi (Diesel su tutti) ma anche il primo Pino Daniele. Stanze di Guccini non lo ascolto da almeno venticinque anni, ricordo però che ai tempi gli arrangiamenti mi sembravano pomposi, un po' fuori dalle frontiere più austere in cui, secondo me, Guccini rendeva e rende di più. Al volo ricordo tra i ben suonati e arrangiati Creuza de mà  di De Andrè, Anidride Solforosa di Dalla, Quelli che … di Jannacci. Se invece andiamo nei vecchi scaffali degli stranieri (soprattutto nei settanta) c'è ancora tanta canzone d'autore di classe eterna, penso soprattutto a James Taylor, a Joni Mitchell, al primo Tom Waits, a John Martyn, Eric Andersen, che a riascoltarli oggi capisci di quanti anni-luce erano avanti in quegli anni. Saluti, Claudio Sanfilippo

  7. Fabio Metitieri dice:

    Joni Mitchell, aparte qualche pezzo dove usa molto bene la voce, non e' nulla. Idem Tom Waits, che si e' retto sulla sua raucedine da 4 pacchetti di Lucky Strike al giorno e su poco altro. Quanto a Lolli, a parte i suoi testi piu' belli, pochi e tristisssssimi… ho visto anche degli zingari felici, correre, far l'amore e rotolarsi per terra… Ma che minchia mi significava??? O la morte della mosca… ma via, su…

    Ciao, Fabio.

  8. Anonimo dice:

    Invidiabili, solide, lapidarie certezze. Sui gusti non si discute. Comunque sia, en passant, la canzone è un fenomeno squisitamente musicale, e ancor più poetico che letterario. Ma c'è qualcosa che ti piace, così per curiosità  ? sanfi

  9. Fabio Metitieri dice:

    Certo, valanghe di cose che mi piacciono. Avendo la (s?)fortuna di lavorare a casa, poi, quasi sempre scrivo a suon di musica, e quando e' tardi in cuffia (wireless, cosi' son allineato anche io al Mante-pensiero).

    Eh, non vorrai mica che ti faccia un elenco qui? Adesso si stava solo parlando della non riascoltabilita' delle cose vecchie. E tra le cose vecchie riascolto solo pochi classici, ma classici-classici-classici, per esempio Edith Piaf o Ella Fitzgerald.

    Ciao, Fabio.