13
Set

Gaspar spiega come solo lui sa fare perche’ il tonno in scatola che si spezza come un grissino e’ un tonno cattivo. Emmebi rincara la dose dedicandosi al pessimo colore chiaro del whisky. Ora ditemi voi dove si trovano altrove notizie simili, citate oltretutto da persone che leggi ogni giorno e delle quali – come dice Luciano– hai imparato a fidarti.

p.s devo avere una scatola di tonno Consorcio in frigo, domani per curiosita’ la apro.

6 commenti a “BLOGOSFERE”

  1. Fabio Metitieri dice:

    Alquanto diseducativo, questo discorso.

    E chi non legge il Gaspare quotidianamente, o chi non lo conosce, come fa a valutare una cosa del genere come attendibile, soprattutto se la recupera con un motore?

    Per esempio come me, che gradirei che i blogger precisassero sempre che studi hanno fatto e cosa fanno di mestiere, e indi poi che il Gaspare nel post avesse detto dove ha letto le cose che racconta.

    Qui si predica il ritorno alla filosofia popolana del villaggio di un tempo, dove quando ci si ammalava si faceva in prima battuta cosa diceva la nonna Gasparina, perche' era la piu' anziana e la piu' saggia, e poi il medico era lontano e tanto i dottori non ci azzeccano mai nulla.

    Tra l'altro, in un guazzabuglio del genere, dove si salta dal tonno all'islam all'oroscopo, i casi sono due: o te lo sposi, il Gaspar-blog, e lo leggi tutti i giorni, sperando che tra gli argomenti che gli passano per la capa ce ne siano molti di quelli che ti interessano e pochi di quelli di cui non te ne frega un beato, o browsi lui e cento altri come un pazzo con un aggregator (che essi funzionano pure male….), o come fai?

    Insomma… piu' la blogopalla si sviluppa, in particolare quella italiana, e piu' a me pare soltanto un divertissment, che porta a galla nuove forme di cultura popolare e fa poco altro.

    Molto divertente, forse socializzante, anche se un po' divisa in caste indiane, ma del tutto inutile per reperire in fretta informazioni attendibili o quanto meno valutabili.

    E ne abbiamo lette tante, si', ma non sempre abbiamo il tempo di leggere tutte, e cosi' a casaccio, o anonime o, peggio, firmate da Luddist o da Squonk.

    Ciao, Fabio.

  2. Gaspar dice:

    Fabio, spero non ti venga uno sciopone per quello che sto per dirti: sono abbastanza d'accordo con il tuo commento, di cui trovo insopportabile solo il tono.

    Ma il bello di internet, secondo me, è proprio che chiunque può cercare "pinna gialla" su Google o sulla Wikipedia, se ne ha l'interesse, e approfondire, verificare, controllare.

    Altri possono portare la loro esperienza, contraddire o confermare le affermazioni di chiunque, con uguale visibilità .

    Peter per esempio, nei commenti al mio post esprime una cattiva opinione sul tonno Consorcio. Altri decantano le virtù del tonno fresco. Come la mettiamo?

    Penso che la verità  nasca dalla molteplicità  di voci, come sostiene "The Wisdom of Crowds".

  3. Fabio Metitieri dice:

    Si', certo Gaspare, anche Gillmor sostiene che l'informazione deve trasformarsi in una conversazione. Il problema e' che non sempre e non su tutto si ha l'interesse e il tempo di conversare; spesso si ha ancora voglia di una fonte precisa o almeno da poter valutare.

    E che ha il mio tono che non va?

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  4. zuck dice:

    Il tonno confezionato in frigo???

  5. Gaspar dice:

    zuck, anch'io mi domandavo…

  6. tacchi dice:

    La storia del tonno è vecchia come il cucco. Già  letta. Sul whisky c'è da chiarire una cosa. Il Glen grant non esisteva perché gli scozzesi mica bevono cose simili. L'importatore italiano è andato in Scozia ha detto che in Italia ci voleva un prodotto più leggero. Così gli hanno fatto un prodotto studiato appositamente per i consumatori italiani che di whisky non capiscono nulla. E hanno centrato l'obiettivo.

    D'altronde anche il vino novello c'entra poco con certi vini veri. Che non tutti abbiano queste informazioni mi sembra normale, meno comprensibile mi sembra sostenere che siccome io non lo so allora non lo ha scritto nessuno.