11
Set

L’estate e’ davvero finita. E’ tornato anche Quinto Stato.

Per lavorare in questa direzione, scrivevamo, è indispensabile superare la concezione – tipica della tradizione marxista – del capitalismo come sistema totalizzante, e cominciare a considerare l’economia capitalista come uno strato di pratiche, valori, comportamenti, segni che si sovrappone a un complesso ambiente culturale e antropologico il quale conserva la propria dimensione plurima e resiste tenacemente a qualsiasi sovradeterminazione totalizzante.

……..e purtroppo, anche volendo, alla neonata ML neurogreen mi e’ impossibile iscrivermi non appartenendo io a nessuna di queste fantastiche (dico sul serio) categorie:

Cognitari insorgenti, ciclisti d’assalto, italyani e negriani di seconda generazione, gay militanti e lesbiche radicali, amanti della clorofilla, cultori della buona vita, retroingegneri della realtà , p2peekers della rete, libertari delle sostanze psicotrope, termodinamisti convinti, economisti a piedi scalzi, atei e panteisti tolleranti con i monoteisti, neuropei di ogni gender e taglia sono caldamente invitate/i a postare su neurogreen.

33 commenti a “SCADENZE”

  1. AleRoots dice:

    Bhè la frase di QuintoStato che riporti ha un suo perché. Se non altro rappresenta un passo avanti rispetto alla concezione della società  che parevano sostenere, totalmente avulsa dalla realtà  e legata a schemi e processi superati e inapplicabili.

    Questo dopo aver letto solo il tuo stralcio e non l'intero articolo…

  2. Stefano Hesse dice:

    ho paura di dover ammettere di non avere capito una cosidetta acca (H) della cultural intro di QS. Vorrà  dire che questa serata sarà  un pò triste. Meno male che il Milano Film Festival può aiutarci a superarare la nostra contrconcezione marxista. Se solo trovassi le chiavi della macchina. Se solo si usasse qualche parola in meno per trasmettere qualche idea in più…

  3. Fabio Metitieri dice:

    Se hai letto almeno uno degli sproloqui che ha pubblicato Formenti chiamandoli libri, quella frase e' chiarissima. Non per caso mi domando sempre come mai uno che ha delle idee cosi' contorte e un modo di scrivere cosi' involuto riesca a fare di mestiere proprio quello che scrive o, peggio, quello che insegna.

    Ciao, Fabio.

    P.S.: se mai dovessi incominciare anche io a scrivere in quel modo, fatemi e fatevi un favore: abbattetemi.

  4. Fabio Metitieri dice:

    Quanto a neurogreen, io potrei essere amante della clorofilla e – quando posso – cultore della buona vita, pero'…. un invito del genere ti fa passare anche la piu' piccola voglia di entrare in un consesso del genere, popolato solo da alieni completamente fuori di testa, ma fuori di testa con insopportabile presunzione. Meglio essere dei mediocri qualsiasi, grazie.

    Ciao, Fabio.

  5. Massimo Morelli dice:

    E dire che ti facevo termodinamista sfegatato.

  6. AleRoots dice:

    concordo con Metitieri… per gli standard quintostatisti quel periodo è definibile direi quasi "immediato e lineare". Proprio per questo l'ho voluto commentare, chissà  quando mi capiterà  di nuovo un'occasione simile… :=)

  7. Pier Luigi Tolardo dice:

    Metitieri scrive molto chiaramente, idee chiare e distinte in un buon italiano ma i suoi libri che ho letto sono manuali tecnici e non saggi di filosofia/sociologia come quelli di Formenti. Se scrivesse manuali tecnici con pretese didattiche in modo oscuro e contorto sarebbe da abbattere, certo, ma non li scrive e non corre questo rischio.Perché i saggi di Formenti hanno un linguaggio evocativo, metaforico, che cerca di definire emozioni, suggestioni, intuizioni e perciò non è uno più uno(Metitieri mi dirà  che a capire questa differenza ci arriva da solo ma gli fanno schifo lo stesso)

    In genere i saggi sulla Rete e sulla società  dell'informazione Fabio più che scriverli li recensisce e spesso li stronca, ma anche è questo è giusto perché ci vuole anche questo ruolo,però mi chiedo quando è che avremo il piacere di leggerne uno suo che non ratti di Chat o conversazioni multimediali ma che si spinga sui massimi sistemi, non è detto che poi noi lo si debba stroncare per forza. Probabilmente per Metitieri anche Negroponte e Rifkin e Castells sono dei mentecatti, Tutti tranne Metitieri, che ricorderemo sempre come un grande personaggio quando non ci sarà  più.

  8. Fabio Metitieri dice:

    Tolardo, piantala di fare il melograno… avrei il desiderio di campare a lungo e non me ne frega nulla di essere ricordato… tanto meno da te.

    ;-)

    Anyway, ho la prensuzione di ritenere che un po' (molto poco) "Biblioteche in Rete" e un po' (abbastanza) "Comunicazione personale e collaborazione in Rete" contengano parecchie parti di commento, anche se non oserei mai pretendere l'onorevole carica di saggista. E secondo te dovrei sproloquiare a ruota libera sui massimi sistemi, per avere dignita'??? Strana opinione…

    Ma la mia idea e' che si possa scrivere un manuale tenico in modo illeggibile e contorto (e ne ho letti molti) o un saggio in modo chiaro, semplice e lineare (anche di questi ne ho letti diversi).

    E guarda che, in percentuale, i libri che critico – non stronco mai nulla, in effetti – o quelli che rifiuto di recensire sono pochi rispetto ai tanti di cui parlo positivamente. Per pochi autori (soprattutto tra gli italiani) che puntano a svettare come maitre a panse' e che scrivono banalita' con i piedi, o libri buttati giu' senza essersi ben documentati e senza riletture, ce ne sono tantissimi che sudano onestamente e con modestia (Ok, in questo son piu' corretti e bravi gli anglossassoni di noi), producendo libri senza dubbio apprezzabili. Ripeto: anche saggi, e ne ho recensiti molti.

    Degli autori che citi, tutti conoscono gia' il mio sano rifiuto di leggere Castells, un altro che io reputo di moda e che tanto e' cosi' citato – spesso a sproposito, infilato in un discorso solo per far vedere che lo si e' letto – che piu' o meno si sa che cosa ha detto anche senza avere mai preso in mano un suo libro. Rifkin – strano accostarlo a Formenti e a Castells, no? – mi pare abbia un indubbio spessore, ma non trovo motivi per leggerlo. Quanto a Negroponte – altro accostamento che c'entra come i cavoli a merenda – e' uno che ha poche idee, di solito soltanto sulla tecnologia, e a volte giuste a volte no, ma molto chiare, con una solida base e sempre scritte con semplicita'.

    E tu tendi troppo spesso alla logorrea, quasi peggio di me…

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  9. Fabio Metitieri dice:

    Tra l'altro, se i libri del filone sulle ricerche bibliografiche sono nati con l'ambizione di diventare dei manuali (non tecnici ma) universitari (e lo sono diventati, con Laterza, adottati in almeno una quindicina di corsi), al contrario "Incontri virtuali" era nato come proprio come saggio (un po' ingenuo e non riuscitissimo, se devo valutarlo con il senno di poi). E anche adesso, con "Com. pers.", il testo e' diventato meno svolazzante e piu' ancorato ai fatti e alle ricerche esistenti, ma non lo definirei un "manuale tecnico". Non spiego mai come usare un programma, racconto solo che cosa si fa o si puo' fare on line e con quali strumenti, e come si possono interpretare (anche sociologicamente) i comportamenti in Rete.

    Hmmmm…. non li hai mai letti, eh, Tolardo?

    Ciao, Fabio.

  10. Massimo Moruzzi dice:

    grande post, Massimo. Grande commento, Ste… Se solo si usasse qualche parola in meno per trasmettere qualche idea in più… approvo.

  11. Massimo Moruzzi dice:

    @AleRoots, cosa intendi esattamente nel commento #1? Ti riferisci per caso alle idee di Formenti in Mercanti di Futuro come faccio io in questo post ? thx, Massimo

  12. Massimo Moruzzi dice:

    @Pier Luigi : personalmente penso ci sia in giro di meglio rispetto a (Negroponte, mai letto, a dire il vero), Rifkin e Castells, non pensi ? Rifkin scrive (bene e in modo semplice – ma con una profondità  tale che va bene come introduzione a un argomento per le masse) di qualunque cosa sia cool in quel momento. Castells a me risulta incomprensibile.

  13. jeffhawk dice:

    Beh, direi che è fin troppo facile prendere per i fondelli "uno che ha delle idee cosi' contorte e un modo di scrivere cosi' involuto" che, a mio modesto parere, è un gentile eufemismo…

    concordo con Fabio sul fatto che meriti un "abbattimento" nel senso che non dovrebbe nemmeno più essere linkato…

  14. AleRoots dice:

    @Massimo Moruzzi: non ho letto "Mercanti di futuro", solo un po' dei post/manifesti politico-filosofici che passano su QS. Leggendo il tuo post ho comunque l'impressione che sì, quello che intendevo nel mio commento è "analogo" a quello che con maggiore cognizione di causa argomenti tu riferendoti nello specifico all'ascesa e caduta della n.e.

  15. Pier Luigi Tolardo dice:

    Va Bene, mi arrendo: Metitieri è un "filosofo della Rete" umile, un artigiano che parla di cose utili ma che hanno valore sociologico, lo fa in modo chiaro e preciso, comprensibile anche ad un bambino, perché così è dei Grandi. Tutti quelli che invece si occupano della Rete negli Usa(il Paese della Rete) sono dei palloni gonfiati, momtati su dai giornali, ma valgono poco e perciò Metitieri ci dispensa e si dispensa dal leggerli.

    Metitieri è un grande ma non vuole essere ricordato nemmeno da me.

    Mantellini è un Grande Onore che hai ospitandolo nel Tuo Blog, lo sai?

  16. Massimo Morelli dice:

    Onere?

  17. Alessandro Longo dice:

    Ho letto l'intro e mi sembra molto chiara. Certo, è scritta in linguaggio filosofico, ma che c'è di male? Anche il gergo di Internet sarebbe incomprensibile a chi non conosce i PC (anche le parole 640/256 Kbps in un qualsiasi articolo)… Perché i filosofi non possono permettersi di avere un linguaggio tecnico? Conoscendo quella terminologia e avendo una base di filosofia, il discorso di Formenti fila liscio- non è ambiguo né contorto, cosa che sarebbe un errore a prescindere dalla presenza di tecnicismi.

  18. Fabio Metitieri dice:

    Buona la roba che hai fumato mentre leggevi "Mercanti di futuro", eh A.L.?

    ;-)

    Anyway, Longo, mi spiegherai poi alcuni passaggi formentiani, se ci vedremo. E anche quali sono i suoi contenuti che avevano veramente bisogno di un intero libro (che contiene pure qualche errore) e che non possono essere riassunti in modo *chiarissimo* in 800 battute (oh, yes, posso farlo).

    E, ancora Longo, se pensi che Internet sia difficile da spiegare perche' ha troppe sigle, perche' cazzo non cambi mestiere? ;-)

    L'essenza del nostro lavoro e' proprio rendere semplici le sigle e il linguaggio da iniziati, no? Ma tu da quale sistema solare sbuchi?

    Tolardo, non ho mai detto che gli statunitensi producono cazzate. Ma ci vedi? Oi, quante dita sono queste? Ho scritto che gli anglosassoni sono di solito piu' bravi di noi… fumi la stessa roba di Longo, eh?

    Ciao, Fabio.

    P.S.: e certo che e' un oneroso onore, per il ManTaleb, ospitare i miei commenti. Anche perche' io non commento ovunque, ma solo da pochi eletti.

  19. Alessandro Longo dice:

    Fabio,

    Prima di tutto, un favore personale: non chiamarmi "Longo". Mi sembra rude. Il mio nome è Alessandro. Se ti piacciono le formalità , scrivi allora Dr. Longo, ok?

    Poi: su Formenti altro non posso aggiungere, poiché ho letto di lui solo quell'intro. Ma, in generale: non tutto può essere capito da tutti. E' demagogico pensarlo. Oddio, forse (quasi) tutti possono essere introdotti a tutto, con tempo e pazienza infinita e grande volontà  da parte loro (un corso di un anno di informatica, per esempio). Ma nello spazio di un articolo, anche divulgativo, si devono dare per forza di cose alcune nozioni per scontate. Prendi un articolo di tecnologia sull'espresso: c'è qualcosa di più divulgativo? Eppure mia nonna non lo capirebbe, perché perlomeno si dà  per scontato il concetto di file, di monitor, di Internet. Poi, Fabio, tu hai la possibilità  di leggere i miei articoli, di certo li hai letti- scriviamo per alcune riviste in comune. Saprai allora che cerco di essere chiaro per i neofiti, ma su una rivista rivolta a tecnici sarebbe ridicolo spiegare che cosa vuol dire 640/256 Kbps. Insomma, i tecnicismi vanno chiariti, ma solo se il target ne ha bisogno e tu questo lo sai bene, ma qui fai finta di ignorarlo solo per fare polemica.

  20. Fabio Metitieri dice:

    Insomma, Longo (i titoli in Rete non li uso, i nomi propri solo a volte), parli e non hai mai letto Formenti… e indi poi mi spieghi (a me???) che le riviste hanno lettori diversi… vabbe', grazie, non ci avevo mai pensato, sul serio, lo dico senza ironia, non me lo avevano mai detto, in nessuna delle circa diciassette testate e dei quattro editori per cui ho lavorato negli ultimi dieci anni, e meno male che ci sei tu a spiegarmelo. Ne terro' conto per il futuro e mi ricordero' per sempre che questa piccola ma preziosa grande verita' l'ho imparata soltanto da te.

    Ma tornando a quanto si stava discutendo, hai scritto:

    "Anche il gergo di Internet sarebbe incomprensibile a chi non conosce i PC (anche le parole 640/256 Kbps in un qualsiasi articolo)… Perché i filosofi non possono permettersi di avere un linguaggio tecnico?"

    Il che a me pare un'emerita stronzata, soprattutto se detta da un giornalista specializzato. E' l'esatto contrario del divulgare. Non esiste nulla che non sia spiegabile anche a un pubblico di completi ignoranti in materia, e non e' mai un merito essere contorti e usare concetti o termini complicati quando non e' necessario, neppure per i gli aspiranti filosofi… e… Ok, non proseguo.

    Chiudiamo il discorso. Qualche tuo articolo l'ho letto, si', ma di certo non vuoi sapere cosa ne penso. Come si dice in inglese: I'm sure you don't want to know.

    Ciao, Fabio.

  21. jeffhawk dice:

    @ Fabio & Ale: suvvia smettetela di azzuffarvi e fate pace. avete due opinioni diverse, fine.

    @ Ale: nessuno mette in dubbio che uno voglia e possa fare sfoggio del proprio bagaglio culturale filosofico, ma se lo fa in un blog si espone anche alle prese in giro di chi, leggendo certe "ardite escursioni lingustiche", le considera poco più che (..non mi viene un termine adeguato..) esibizionismi.

  22. Alessandro Longo dice:

    Il mio punto (e anche quello di Pierluigi) era solo che quell'intro non faceva "esibizionismi", ma parlava in normale gergo filosofico, chiaro agli addetti ai lavori. Tutto qui. Mr Metitiero: leggi qualcuno dei miei ultimi pezzi su PI (non quelli di qualche anno fa), se vuoi criticarmi con cognizione di causa. Non cito altre riviste, che pure conoscerai, per evitare di decantare curricula.

  23. Pier Luigi Tolardo dice:

    Ho deciso di andarmi a costituire presso il primo Consolato Usa: avevo capito che Metitieri non leggeva gli americani ed invece li considera superiori a Formenti e agli italiani in genere.

    Mi deporteranno a Guantanamo, e me lo merito anche perché piuttosto che discutere delle idee di Formenti, a mio parere valide, soprattutto quando evidenzia che l'idea forte della new economy è stata di puntare tutto sulla speranza, sull'attesa di futuro che ha caratterizzato sia le esperienze comunitarie e no-profit che quelle imprenditoriale e che sia da recuperare.

    Mi pare che sia un vizio tutto italiano quello di parlare della forma e non della sostanza, che sia un modo anche elegante per non prendere posizione. Ad esempio Massimo Mantellini ha polemizzato con Formenti sui Blog e la Fuffa, dove, se vogliamo, mi sento più vicino alle posizioni di Massimo, ma non ha fatto una polemica su se era chiaro o no.

    Ora i temi che Formenti solleva: una politica che parta dai lavoratori della conoscenza, che superi definitivamente alcuni tabù anche dela sinistra di tipo industrialista, non è un tema che tratta solo lui ma non sono molti in Italia e mi piacerebbe discutere di questo, non del bordo delle cose.

  24. Fabio Metitieri dice:

    Forma? Io parlavo anche della sostanza, mi pare… e sulla forma forse esagero per defomazione professionale, sai, da divulgatore e da recensore… di solito si dovrebbe cercare di scrivere in forma comprensibile e di consigliare libri altrettanto ben scritti.

    Anyway, "no-profit"??? Che e' questo orrore? Si scrive non profit, pls….

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  25. Pier Luigi Tolardo dice:

    Questa la devo condividere con voi: "l'autostima" di Metitieri non ha limiti, in un'altro Blog(quello di Mafe) mi ha detto che, siccome ,sarei un gay può presentarmi molti ragazzi carini che in genere lo corteggiano in Rete.

    Mi chiedo dove potrà  arrivare….

  26. Fabio Metitieri dice:

    Tolardo, ma travisi tutto…. ho detto che mi contattano, non che mi corteggiano.

    Che e', parte del tuo mestiere, falsificare tutto quanto dicono gli altri? Fai cosi' anche con i tuoi utenti? E Negroponte e Rifkin mi stanno sulle palle, e detesto i libri statunitensi, e gli uomini mi corteggiano… e insomma, ccche due pppalle che sei…

    Anyway, era solo un gentile suggerimento, il mio. Poi, se preferisci trovarteli da soli, gli amici con cui uscire, ti capisco. Comprendo il tuo riserbo e non voglio insistere.

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  27. Pier Luigi Tolardo dice:

    Carissimo Fabio, ti risponderò con una battuta, che Tu certo non traviserai: Tu hai 2 scelte nella Vita, la prima è scrivere un libro: "Come avere una piena autostima di sè in 10" lezioni, farne un corso multimediale e on line, fare corsi in tutte le Università  del mondo e diventare così ancora più ricco e famoso di quello che sei. Ma Tu mi dirai non sei interessato ai soldi e alla fama perché sei un Grande. Bene, allora Fatti Frate, che hai già  una bella barba ed ami la natura, da sempre, dai tuoi studi di agraria che, purtroppo, hai voluto lasciare per l'informatica. A 60 anni sei di fronte alla scelta della Tua Vita: o Miliardario o Frate, Tertium non datur. Facendoti Frate in una vita di penitenza e di digiuno non sarei disturbato da questi desideri impuri, che vedi anche negli altri e che ora ti assalgono.

    Con Simpatia per un Guru puro ed amante della Verità .

    Ciao da Pier Luigi

  28. Giuseppe Mazza dice:

    A me i libri anni Novanta di Metitieri son piacuti molto: erano anni luce avanti rispetto al resto del materiale disponibile in lingua italiana…

  29. Fabio Metitieri dice:

    Oh, Mazza, e i miei master piss del nuovo millennio non ti son piaciuti? Son molto meglio di quelli vecchi (a forza di rifarli, i libri di solito migliorano).

    Ok, Tolardo, mi metto a scrivere un'opera omnia sull'economia globale del turbocapitalismo, mi tolgo le scarpe e mi iscrivo a neurogreen… Dopodiche' saro' famoso, ma dato che con i libri non si diventa ricchi (e di solito manco con gli articoli), me li passi tu, i soldi, se tertium non datur?

    Ciao, Fabio.

  30. Massimo Moruzzi dice:

    viva il turbocapitalismo e le mailing list piene di lesbiche radicali termodinamiste convinte :)))

  31. gonio dice:

    L'autunno è davvero prossimo.

    Metitieri e Tolardo si destano dal letargo.

  32. Giuseppe Mazza dice:

    Mi dispiace, Fabio, ho avuto la possibilità  di leggere le tue opere solo fino al 2002…

  33. Fabio Metitieri dice:

    Scusa, Mazza, e quale causa di forza maggiore ti impedisce di comprare (o anche solo di leggere… Bibinrete e' on line aggratis) i miei master piss del 2003???

    Ciao, Fabio.