Non c’e’ alcun bisogno di leggere la corposa relazione del Presidente della Autorithy Comunicazioni Cheli per rendersi conto di cosa l’organismo abbia fatto di concreto per garantire le nostre comunicazioni negli ultimi 6 anni. E’ sufficiente leggere un dato sbandierato da Enzo Cheli come un grande successo che invece da’ la misura del ladrocinio ufficializzato delle compagnie telefoniche ai nostri danni con il colpevole silenzio della Autorita’ che tali prezzi avrebbe dovuto controllare. Dal 1998 il prezzo all’ingrosso dei servizi di telecomunicazioni e’ calato del 46% mentre per l’utenza finale (noi) solo del 10%. In altre parole sono aumentati i soggetti in grado di dividersi la torta ma i costi per i cittadini sono rimati sostanzialmente gli stessi (meno del 2% in meno all’anno).

28 commenti a “L’AUTORITHY INUTILE”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    Mante se potessi ti nominerei Commissario ….

  2. Pier Luigi Tolardo dice:

    Davvero, è un grande Post, avrei voluto scriverlo io…

  3. Fabio Metitieri dice:

    Non mi addentro in analisi che non saprei fare cosi', a braccio, ma direi che nel prezzo al consumo sono comprese componenti diverse, credo in una parte notevole per la gestione del cliente. Quindi occorrerebbe vedere che %uale e' rappresentata dalla connettivita' wholesale nel prezzo a consumo finale, prima di fare semplicemente 46-10=2. E mi pare lapalissiano osservarlo.

    Perche' non telefoni a Filippetti per chiedergli come e' composta una tariffa?

    Poi, certo, se vuoi sempre fare il talebano e parlare per assunti intoccabili… ma non ditemi che questa e' informazione. E non e' neppure un modo decente di esprimere delle opinioni. E non e' neppure fuffa, perche' non e' folkloristica.

    Ciao, Fabio.

  4. Tom dice:

    Caro Massimo hai pienamentemente ragione sulla tragicità  della situazione delle nostre teleconomicazioni, ma il tuo ragionamento è scorreto. Permettermi di dire che non c'è alcuna funzione lineare che correla i prezzi all'ingrosso con i prezzi al consumo. E questo non vale solo per in prezzi descrecenti ma anche per i fenomeni inflattivi.

    Quando i prezzi dei prodotti industriali salgono del 7-10% ci si aspetta un'inflazione tra il 2-4% quindi i dati presentati da Cheli sono coerenti.

    E' probabile che l'autorithy abbia lavorato male e in questi anni i ribassi potevano essere di gran lunga più consistenti, ma il ragionamento qui presentato per affermare tale tesi è metologicamente scorretto.

  5. massimo mantellini dice:

    Tom,

    ammiro la tua terminologia molto tecnica ma sinceramente non ho capito cosa vuoi dire. I listini wholesale come sai sono i prezzi che telecom pratica agli altri operatori. Questi prezzi sono calati in 6 anni del 46%. Cio' che costava 10 oggi costa 5. E l'autorithy di questa imposta riduzione (insufficiente visto che le linee costano in italia ancora molto piu' che in altri paesi) se ne fa merito. Ma questa riduzione non si ribalta sui consumatori se non in minima parte. Come mai?

  6. Tom dice:

    Massimo,

    ti rispondo in maniera molto sintetica (ma se vuoi nei prossimi giorni posso approfondire), ma spero che ti chiarisca un po' le idee. Premesso che non conosco troppo bene i bilanci delle aziende di telecomunicazioni faccio le seguenti osservazioni.

    I concorrenti di Telecom Italia con quei prezzi ricevono solo la connessione, ma con essa da solo ci fanno ben poco. Per portare l'attività  avanti ci sono altri costi e spese. Da quelli di manutenzione e gestione del traffico, a vendita e promozione di servizi, alla pubblicità , ai call center ecc…. Tutti questi costi sono variabili che non sono soggetti ad economie di scala quindi all'aumentare del fatturato non calano in proporzione, ma anzi accade il contrario. Massimo, il costo marginale della connessione è circa pari a zero sia per le telecomunicazioni su cavo sia su quelle wirelless quindi è probabile che sia altre le voci di costo che incidono sui margini di profitto.

    Faccio un analisi un po' da panettiere (concedimela) :) : Io ho un abbonamento adsl alice mega da circa 60 euro al mese e leggendo sul bilancio sintetico di telecom italia si parlava (se la memoria non mi tradisce) di un margine del 20% sul il mio tipo di contratto. Cosiderando che la stessa connessione Telecom Italia la vende a Wind o Tiscali a circa 5 euro al mese ci sono circa 45 euro (considerando l'IVA) di differenza.

    Su questi 45 euro, Telecom ne guadagna 10 e, quindi ne rimangono ben 35 che sono costi non direttamente imputabili alla connessione.

    Ovviamente premetto che questi dati possono essere sbagliati, ma servono per rendere l'idea che la connessione non è l'unico elemento di costo di una azienda telefonica. Prometto (se desideri) che darò un'occhiata ai bilanci Telecom e cosi le cifre potranno essere precise e si verificherà  la reale incidenza della connessione sul costo di un utenza telefonica.

    Saluti Tom

  7. Fabio Metitieri dice:

    Appunto. E per farla ancora piu' facile e senza scomodare gli aumenti di prezzi al consumo… basta solo un po' di ripasso delle tabelline.

    Se _ipoteticamente_ la connessione pesasse sulla tariffa del cliente finale per il 20% (20 centesimi su 100), una diminuzione del costo della connessione wholesale del 50% (10 centesimi su 20) porterebbe a una (teorica) riduzione per il cliente finale di solo il 10%. E mi pare ovvio. Ma a medicina un po' di matematica non la si studia piu'?

    Quindi, prima di tirare le pietre occorre documentarsi sulle reali componenti del costo di una tariffa.

    Piu' concretamente, la battaglia delle tariffe (almeno fino ad ora) si e' giocata tutta o quasi sulla capacita' di abbassare i costi diversi dalla connettivita', tipo pubblicita', marketing, billing, assistenza cliente, ecc. Non so dire quali siano oggi gli esatti pesi di questi costi rispetto alla connessione, ma io non lancio anatemi a vanvera giocando a fare il piccolo opinionista d'assalto e, se dovessi scriverne, prima mi informerei…. Mante, prendilo come un amorevole suggerimento.

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  8. Paolo Graziani dice:

    E nel campo delle connessioni a internet, il ladrocinio è ancora maggiore. Oggi la banda costa molto ma molto meno di 5 anni fa. I dispositivi tipo modem, router etc., non ne parliamo. I server, le memorie, TUTTO è sceso di prezzo.

    L'unica cosa però che non scende mai di prezzo, sono le connessioni: un'ora di connessione analogica, costava 1200 lire circa 5 anni fa, oggi costa 0,6 euro(minimo); di flat analogiche, neanche l'ombra: la più economica costa 30.000 circa al mese, e copre solo alcune ore del giorno; una vera flat totale costa più dell'Adsl…l'Adsl invece costa 70.000 lire al mese, da quando esiste, ed era e rimane spesso una mezza fregatura(niente banda garantita: per averla occorre spendere almeno 45-50 euro/mese).

    Ripeto: in tutto questo i prezzi all'ingrosso calano, i prezzi alla produzione ancora di più.

  9. massimo mantellini dice:

    si tom mi interessa approffondire il discorso.

    Pero' ti faccio anche io un esempio da panettiere. Il prezzo all'ingrosso della adsl da 1 mega praticato da telecom italia e' recentemente calato di circa il 50%. Quindi che accade per esempio a Tiscali. Che a parita' di investimenti sul cliente diversi da quelli legati alla connessione potra' ridurre in maniera consistente (non so facciamo del 20%) il costo delle adsl da 1 mega per l apropria clientela. Bene questa riduzione non avviene mai. Piuttosto si aumenta la banda disponibile a parita' di prezzo (vedi il passaggio dei contratti entry level da 256 a 640kbs). In altre parole si fa di tutto per non far calare i prezzi. (del resto come sai l'utilizzo della intera banda teoricamente disponibile in italia e' sempre minore al 10%). Insomma abbiamo un bene il cui prezzo e' artatamente tenuto elevato. Molto elevato. E ripeto, nel caso specifico di un cliente gia' acquisito di questo o quel provider mi pare che i costi di banda siano di gran lunga quelli piu' importanti che l'ISP deve oggi accollarsi. Ora se fosse possibile monitorare davvero il calo di costo della banda in Italia negli ultimi 6 anni vedremmo probabilmente che essi non sono calati del 46% ma di molto di piu'….e che gran parte di questo margine e' stato monetizzato dalle telco. Lo sanno tutti ma nessuno lo dice.

  10. .mau. dice:

    Stavolta sono più d'accordo col Metitieri.

    Il prezzo all'ingrosso, il wholesale, può darsi fosse artificialmente alto e portato adesso a valori più ragionevoli, ma dire che il costo marginale di una chiamata è praticamente zero (vero) non significa che una volta messo il tuo bel filo non ti costi più nulla instradare una chiamata in più.

    C'è tutta una serie di costi dietro.

    Per quanto ne so, poi, la maggior parte degli operatori di telefonia fissa non è che se la passi così bene. Se da un lato può significare che Telecom guadagna ancora molto dal wholesale (non ho dati precisi, mi spiace) dall'altra può anche significare che nei primi anni gli operatori alternativi hanno tentato di sopravvivere sottoprezzo, e adesso cercano di arrivare almeno in pareggio.

  11. Pier Luigi Tolardo dice:

    Mi sembra che si debbano distinguere molte cose: le tariffe del traffico voce per il fisso, quelle per il mobile, quelle per Internet Adsl. Vediamo il traffico voce: oggi Tiscali fa pagare ai suoi abbonati in Sardegna e in Sicilia le chiamate da fisso 1 centesimo al minuto nell'ambito regionale, Telecom Italia agli abbonati Hellò sempre 12,50 centesimi a chiamata, a prescindere da distanza e durata(per un canone aggiuntivo di 5,58 euro). Ho citato solo 2 delle tante tariffe che compongono la giungla tariffaria del fisso italiano, che sono tariffe che consentono un buon margine e che ci dicono, molto concretamente, che in genere il fisso lo paghiamo troppo, così come il canone anche rispetto alle spese di esercizio e manutenzione è troppo alto. Per il mobile è ancora più evidente: Tim Summer Card dà  al cliente per 10 Euro al mese: 400 Sms verso tutti i gestori, 100 Mms verso tim, 300 minuti verso fisso, 100 minuti verso Telecom Italia Mobile. non è una tariffa sottocosto(ha un margine molto ridotto) ma dà  l'idea precisa rispetto all'ordinario di quello che paghiamo. Per l'Adsl rispetto all'offerta Wholesale Telecom Italia intorno ai 6 Euro mensili, senza trafffico, tutti la rivendono a 12 Euro. I guadagni sono molto elevati, forse se l'Authority dicesse: non vogliamo uccidere le uniche vere fabbriche di utili della Borsa italiana, per il consumatore non sarebbe una grande consolazione, ma sarebbe, come si dice oggi: un'operazione verità ….

  12. Antonello Leone dice:

    Tutte le Authority sono, chi più e chi meno, inutili e molto costose per le Casse dello Stato.
    In realtà , sarebbe molto più conveniente ed utile, sia dal punto finanziario che da quello giuridico, che le funzioni di queste Authority venissero trasferite alle Commissioni parlamentari, proprio come avviene negli Stati Uniti.
    Così almeno le cose andrebbero meglio, in tutti i sensi.

  13. Fabio Metitieri dice:

    Bene. Tutti si improvvisano giornalisti della domenica, e il risultato e' una bella nuvolona di fumo… ;-)

    In realta', senza dati tutti questi discorsi non hanno senso. Ha senso solo sottolineare che il metodo che sta dietro a questi ragionamenti (compreso il tuo, mau) e' profondamente sbagliato.

    E per il panettiere Mante, che visto che negli esempi cala da 46 a 20 forse inizia a capire le cazzate che ha detto… Non e' neppure vero che i prezzi delle Adsl non sono diminuiti. Io pagavo il mio abbonamento 120 mila al mese e da aprile, con le stesse identiche prestazioni, lo pago 37 euro. E questo e' un fatto, e se vuoi ti mando qualche fotocopia dei pagamenti.

    Quindi, altro amorevole consiglio, Mante: non insistere, per ora cambia argomento, e la prossima volta invece di fare il coach del lunedi' dal verduriere documentati…

    Ciao, Fabio.

  14. Gino dice:

    Ben so che correggere gli errori ortografici ad un tenutario (per giunta permalosetto) di blog risulta quasi certamente irritante, tuttavia è oggettivamente difficile trattenere una certa quale ilarità  nel leggere la parola AUTORITHY (sic, ripetuto sia nel titolo che nel corpo del post) scritta da uno che solo alcuni giorni orsono si vantava di trastullarsi a Londra con esimà® professori universitari.

  15. .mau. dice:

    Considerando che non ho parlato di alcun metodo, saresti così gentile da spiegarmi dove è sbagliato, Met?

  16. Fabio Metitieri dice:

    Mau, queste parlate a braccio son discorsi dal verduriere…

    "Per quanto ne so, poi, la maggior parte degli operatori di telefonia fissa non è che se la passi così bene."

    A me non risulta. Chi non se la passa bene, e perche'? Telecom? Gli alternativi come Tele2?

    "dall'altra può anche significare che nei primi anni gli operatori alternativi hanno tentato di sopravvivere sottoprezzo, e adesso cercano di arrivare almeno in pareggio."

    Anche questo a me non risulta. Negli anni passati ho intervistato un paio di volte Tele2, per esempio, e non mi hanno mai detto di lavorare sottoprezzo.

    Si', in realta' non hai parlato di alcun metodo, dato che proprio non segui alcun criterio. Avrei dovuto dire "impostazione"?

    Attitudine da allenatore del lunedi' al bar sport?

    Quando fai cosi' mi ricordi Charlie Brown, che quando Lucy minaccia di tirargli un pugno nello stomaco la invita a definire prima che cosa intende esattamente per "stomaco"… Una logica stringente, non c'e' che dire, degna di un matematico. Sei un matematico, vero?

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  17. .mau. dice:

    Met,

    se vuoi dei nomi di operatori che non se la passano bene sotto casa tua, prendi noi.com, giusto per non fare nomi.

    Fastweb, nonostante sia riuscita a farsi fare la cablatura almeno a Milano dalla AEM, è sempre lì in bilico.

    Se qualcuno ha un minimo di memoria, pensi a LombardiaCom (ora parte di Elitel) oppure guardi Edisontel. O banalmente ti leggi la relazione dell'Authority che dice come è cambiato il numero di operatori con licenze di telefonia fissa, e cosa è successo agli altri.

    Telecom (a parte i debiti che ha per il gioco prima di Colaninno poi di MTP di comprare la società  con i soldi della società  stessa) non è messa male, e nemmeno InfoWind.

    Tele2 è un puro reseller, almeno in Italia non mette un metro di cavo o una centrale; è chiaro che non avendo questi costi se la cava meglio.

    (ah, i conti del verduriere li stiamo facendo entrambi, nel caso non te ne fossi accorto: a meno che tu non intenda dire che hai mostrato come il costo della tua adsl sia calato a parità  di prestazioni, il che non è poi così interessante visto che sei passato da "fascia alta" a "entry level", che è esattamente uno dei motivi per cui l'inflazione ufficiale e quella percepita sono così diverse)

  18. .mau. dice:

    (opps – non so perché mi sia venuto da darti del torinese, chiedo scusa)

  19. Fabio Metitieri dice:

    Mau, sono (o ero) torinese, si'. Non rinnego affatto la mia provenienza, e per ora non mi sento molto milanese. E tu, a che punto di oriundizzazione sei?

    Be', ma parlavi di "operatori di telefonia fissa", e poi citi operatori misti, molti dei quali piu' Isp che telefonici, e mi cassi l'esempio di Tele2 solo perche' compera le connessioni da altri? E per te anche Telecom non va bene, e Wind non fa testo… Questo si chiama voler avere ragione a tutti i costi… tipico da piemontese.

    ;-)

    Tra l'altro, se si parla di costi "diversi" dalla connettivita', l'esempio Tele2 e' il piu' calzante, proprio perche' gioca tutto o quasi su questi fattori. E tra l'altro non opera sottocosto…

    Che tra i piccoli e i locali ci sia stato e ci sia grande movimento, anyway, e' abbastanza naturale, e non per questo parlerei di "maggior parte degli operatori di telefonia fissa non è che se la passi così bene".

    Quanto alla serieta' dell'argomentare, _io_ non sto affatto facendo discorsi da verduriere. Per il semplice motivo che non sto dicendo (quasi) nulla. Lo sottolineo nel caso tu non te ne fossi reso conto.

    Mi sono limitato a dire e a dimostrare che _i vostri_ son discorsi da verduriere. Stop.

    Assodato questo, non ho nulla da aggiungere, perche' di tariffe non mi occupo da parecchi mesi e perche' parlare cosi' tanto a braccio di questioni come queste, abbastanza complesse, cosi' come state facendo voi, a me pare eccessivo persino nei commenti di un blog fuffarolo e caciarone. E l'ho detto molto chiaramente fin dal primo commento che ho scritto in questo thread.

    Ciao, Fabio.

  20. .mau. dice:

    allora il mio neurone era più sveglio di quanto pensassi, quando ti associavo al torinese.

    Tornando all'argomento, è interessante vedere come glissi quando faccio nomi e do puntatori ai numeri.

    Mi sapresti fare qualche esempio di operatore di telefonia fissa che non sia ISP? E mi sapresti dire quale fosse l'offerta internet di LombardiaCOM? (nel senso che io avevo sempre e solo sentito parlare di tariffe telefoniche, ma potrei non essere stato attento)

    Non ti ho cassato l'esempio di Tele2: ho semplicemente detto che il modello a reseller mi sembra l'unico che funzioni in pratica.

    Poi mi devi spiegare perché una mia litote ("Telecom non è messa male") è diventata "anche Telecom non va bene"

    Sempre per dare dati sulla solidità  delle aziende locali, da pagina 92 della relazione:

    «[…]qualora si escluda

    Telecom Italia, gli investimenti degli altri operatori considerati addirittura

    diminuiscono del 50%. Questo fenomeno, che in parte è conseguente al

    processo di consolidamento delle imprese, appare indubbiamente preoccupante

    per lo sviluppo del settore.[…]»

    A pagina 98, poi,

    «Sulle circa 280

    licenze complessivamente rilasciate a fine aprile 2004, circa 260 riguardano

    attività  su rete fissa, delle quali tuttavia oltre 90 (più del 35%) sono state

    oggetto di rinuncia o riguardano imprese per le quali è in atto una procedura

    fallimentare.»

    (tra l'altro, la tabella è fatta male, perché indica le rinunce nell'anno della richiesta)

    Infine, a pagina 100:

    «Il processo di riposizionamento competitivo delle imprese del settore,

    unitamente ad una fase di accentuate difficoltà  operative per alcune di esse,

    si è riflesso anche sull’evoluzione delle quote di mercato della telefonia vocale»

  21. Fabio Metitieri dice:

    Mau, di lombardia.com mi pare di ricordare addirittura delle tariffe, ai tempi in cui facevo gli specchietti per Panorama Web, ma potrei sbagliarmi (sai, l'arterio…). E Fastweb di certo non e' solo un operatore telefonico.

    Ma, non sto glissando. Sto semplicemente rifiutando di discutere su questo piano.

    Mi pare di avere scritto:

    "Non mi addentro in analisi che non saprei fare cosi', a braccio"…

    "non ho nulla da aggiungere, perche' di tariffe non mi occupo da parecchi mesi e perche' parlare cosi' tanto a braccio di questioni come queste"…

    Sai leggere, mau?

    ;-)

    Forse no:

    "Poi mi devi spiegare perché una mia litote ("Telecom non è messa male") è diventata "anche Telecom non va bene"

    Intendevo: anche Telecom non ti va bene come esempio. E nel contesto della frase era abbastanza chiaro.

    Vabbe', se vuoi far lavorare il tuo neurone e continuare a discutere, va bene, tanto, chiarito che stiamo sparando cazzate, giocare cosi' mi diverte sempre.

    Bene, tu che sei cosi' bene informato, spiegami come mai:

    "Tele2 è un puro reseller, almeno in Italia non mette un metro di cavo o una centrale; è chiaro che non avendo questi costi se la cava meglio."

    E' chiaro??? Insomma, costi di connettivita' a parte, fare business e' possibile? Se ne deve dedurre che la stendere cavi costa troppo ma che di fatto la connettivita' viene venduta wholesale sottocosto? Insomma, ribadisco il concetto: se ti stendi i cavi perdi soldi, se comperi wholesale fai affari?

    Dico cosi', solo per giocare al piccolo logico…

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  22. .mau. dice:

    (io) "Tele2 è un puro reseller, almeno in Italia non mette un metro di cavo o una centrale; è chiaro che non avendo questi costi se la cava meglio."

    (Met)Insomma, costi di connettivita' a parte, fare business e' possibile? Se ne deve dedurre che la stendere cavi costa troppo ma che di fatto la connettivita' viene venduta wholesale sottocosto?

    Il piccolo logico ha saltato la parte "centrali", e già  questo inficia il suo ragionamento.

    Sta anche cercando di farmi affermare che la connettività  wholesale venga venduta sottocosto, quando ho scritto "non significa che una volta messo il tuo bel filo non ti costi più nulla instradare una chiamata in più.

    C'è tutta una serie di costi dietro. "

    Non ho più altro da aggiungere, comunque: chi ha letto il thread ha una serie di dati a disposizione, decida lui.

  23. Fabio Metitieri dice:

    (Il mau, lui:) Non ho più altro da aggiungere, comunque: chi ha letto il thread ha una serie di dati a disposizione, decida lui.

    Decida cosa, Mau? Era una gara? Un esamino? Scrivi qui per vincere qualcosa?

    Oh, ma allora avresti dovuto avvertirmi… Qual era il premio? Il nagottino d'oro?

    ;-)

    Ciao, Fabio.

  24. Fabio Metitieri dice:

    Comunque, mau… se i costi "altri" li hanno tutti, et se solo gli operatori reseller fanno profitti, allora ne consegue che e' lo stendere cavi che mette in difficolta' economica gli operatori, e quindi dunque la connettivita' wholesale e' venduta a prezzi convenienti.

    E' un ragionamento perfettamente logico, in cui ti sei infognato tu, tutto da solo.

    Io resto della mia idea: senza qualche lavoro di documentazione e' inutile star qui a sparare cazzate…

    E passi per noi che ci divertiamo a punzecchiarci tra i commenti, con interventi che anche un bambino scemo puo' valutare come di nessuna attendibilita', ma che questi divagamenti a vanvera siano fatti anche dal tenutario, che poi sostiene di fare _informazione_ e _meglio_ dei quotidiani e delle riviste specializzate, e' disonesto, oltre che grottesco.

    Ciao, bacini, Fabio.

  25. .mau. dice:

    Senti, come devo scriverti che i costi di infrastruttura (fisica) non sono solo i cavi?

  26. Fabio Metitieri dice:

    Mau, ok, continuiamo… tanto ormai il post sta scorrendo in fondo e questi commenti non li leggera' piu' nessuno. ;-)

    Riepilogo di quanto hai detto, ancora piu' semplice e con i sottotitoli per i non vedenti: i reseller fanno profitti, e sono soli a fare profitti, mentre gli altri non se la passano bene. Quindi, quello che i reseller comperano (non specifichiamo cosa, cosi' ci puoi mettere dentro quello che ti pare) e che gli altri invece implementano direttamente e' venduto a prezzi giusti o sottocosto, mentre costa molto e non rende se realizzato in proprio.

    Prosegui tu…

    Ciao, Fabio.

  27. .mau. dice:

    il post è finito in fondo, quindi è meglio riportare la frase iniziale:

    Dal 1998 il prezzo all'ingrosso dei servizi di telecomunicazioni e' calato del 46% mentre per l'utenza finale (noi) solo del 10%.

    Fatto 1: i reseller (o almeno Tele2) se la cavano, però non hanno certo abbassato del 46% il costo all'utente finale.

    Fatto 2 : Telecom (che ha cavi, centrali, infrastruttura) se la cava tranquillamente, anche se guadagna di meno ad affittare i cavi. Comunque le tariffe non le ha abbassate più di tanto.

    Fatto 3: Chi vuole fare qualcosa di più che semplicemente fare un carrier preselection (o almeno noi.com) non se la passa bene, nonostante il calo del wholesale e non quello delle tariffe finali.

    Io più di questo non affermo.

  28. Fabio Metitieri dice:

    Mau, dai punti 1 e 2 si deduce che il prezzo wholesale e' corretto. Dal punto 3 si deduce che i prezzi al consumo sono gia' molto bassi rispetto al costo del wholesale… Qde.

    Ciao, Fabio.