Michael Moore potra’ anche non piacere. Pero’ la sua presa di posizione sulla libera distribuzione in rete del suo ultimo film-documentario Fahrenheit 9/11 e’ certamente importante. Specie se messa accanto ai tentativi di Miramax e soci di impedirne la distribuzione nelle sale cinematografiche americane.

“Is it wrong for someone who’s bought a film on DVD to let a friend watch it for free? Of course it’s not. It never has been and never will be. I think information, art and ideas should be shared.”

5 commenti a “LIBERA CIRCOLAZIONE”

  1. marco dice:

    Secondo me avrebbe fatto meglio a pensarci prima rilasciando il film sotto una licenza come Creative Commons. Svegliarsi ora dicendo 'fate pure cose illegali e sappiate che non me la prendo' e' a mio avviso un po' ambiguo, perche' non evita la possibilita' teorica che la casa di distribuzione si rivalga sugli scaricatori illegali, facendo la figura del falco mentre a Moore rimane quella della colomba.

  2. Tizio dice:

    Non ricordo bene la fonte, ma ho letto da qualche parte che quest'uomo in leggero sovrappeso ha fatto il diavolo a quattro contro moorewatch.com che ha reso disponibile una copia del suo capolavoro (!?) via bittorrent.

  3. No dice:

    Io invece ho letto da qualche parte, non ricordo bene la fonte, che quella cosa dove faceva il diavolo a quattro fosse una notizia non vera

  4. Tzio dice:

    Quache tempo fa avevo letto questo articolo:

    http://news.com.com/%27Fahrenheit+9%26%2347%3B11%27+sparks+file-sharing+flare-up/2100-1026_3-5255240.html

    A a ben guardare effettivamente si tratta di una provocazione lanciata dal sito in questione, ma non (ancora) accolta dal Nostro. Ammetto di essere di parte, e quando si è di parte si rischia di postare e produrre documentari in modo…fazioso. ;-)

  5. Fabio Metitieri dice:

    Facile con un film cosi'. E' un documentario politico, genere che non ha mai incassato molto ai botteghini (diciamo "molto", per essere buoni…), ed e' un film che – dichiaratamente – vuol fare campagna elettorale. Logico quindi che venga diffuso in tutti i modi. Se Moore avesse i soldi per farlo, penso che lo spedirebbe gratuitamente a casa di tutti gli americani, in stile berlusca.

    Questa iniziativa, quindi, non sposta una virgola sull'annosa questione dei diritti e della "rightness" del copyright.

    Ciao, Fabio.