Leggo Brontolo, qualche volta. Anche se non mi piace leggerlo. Certo trovo qualche sua intuizione divertente, qualche volta geniale ma nel complesso leggo i suoi post su Macchianera per le stesse ragioni per cui rallento e do una occhiata quando incontro un incidente stradale. Conosco troppo bene, l’ho frequentato ogni giorno da anni, il machismo da bar del “mi trombo tua sorella” per non riconoscerlo e non provare un lieve fastidio fisico a ritrovarmelo anche in forma di blog. E per ragioni – immagino – anagrafiche, non subisco nemmeno il fascino del non sapere chi diavolo sia Brontolo e per quali incidenti della vita frequenti il bel mondo della gente famosa che conta. Sempre che sia cosi’. Le sue continue insinuazioni del tipo “tu non sai chi sono io” sono in fondo tenere, cosi’ come sono teneri (e un po’ teste di cazzo) i maschi da bar che poi tornano a casa dalla moglie ed indossano quieti le pattine. Si incontrano persone formidabili sui blog: io in questi anni ne ho conosciute diverse. Poi magari leggi anche Brontolo, cosi come quando eri un po’ piu’ giovane davi una occhiata, con un occhio chiuso ed uno semiaperto, a Rotten.com.

22 commenti a “PSICOPATOLOGIA di BRONTOLO”

  1. MassimoSdC dice:

    Scusa, ma Brontolo chi?

  2. Fabio Metitieri dice:

    Si incontrano persone formidabili, sui blog? No, non mi pare.

    Mi pare che i blog oggi abbiano una diffusione tale per cui si incontra gente un po' di tutti i tipi. Da quelli piu' interessanti a quelli meno interessanti. Una caratteristica comune a tutta la Rete, ormai, quella di essere (quasi) uno specchio della societa' reale, che taglia fuori solo gli emarginati di sempre.

    Quindi basta con questa sciocca mitologia propagandistica sui blog, via… a sentirci "i piu' meglio" solo perche' siamo in Internet abbiamo smesso parecchi anni fa, no?

    Ciao, Fabio.

  3. Antonello Leone dice:

    E' assolutamente vero quello che dice Fabio: nel blog si incontrano persone interessanti, tanto quanto quelle che incrociamo da Auchan.

  4. Marco dice:

    Per quanto non sia sicuro che i due ultimi commenti siano del tutto in argomento con il post, concordo in pieno e anzi direi che la tentazione che vedo qua e là  di lodare allo stesso tempo tempo la Rete come strumento aperto a tutti e i blog come luogo con una qualità  di contenuti superiori alla media è palesemente contradditoria: o vale la prima, e quindi nei blog c'è di tutto, dall'insulso al volgare al brillante, o vale la seconda, e quindi l'accesso alla produzione dei contenuti in Rete è limitato a pochi privilegiati.

  5. rain dice:

    concordo pienamente, ultimamente i suoi post li salto volentieri.

  6. andrea dice:

    mantellini e metitieri dalla stessa parte: chi l'avrebbe mai detto, un tempo – ma il metitieri non lo ha un suo blog?; accomunati dallo stesso sentimento: l'invidia. brutta cosa, eh?

  7. LockOne dice:

    certo che se dobbiamo giudicare i blog dalla presenza di trolloni assurdi sul genere metitieri siamo a posto. aridatece brontolo.

  8. Massimo Moruzzi dice:

    d'accordo al 100% con Mante su brontolo. Meno con Marco e Fabio. o meglio, certo, ormai avere un blog è quasi come andare al supermercato, con la differenza però che qui è (relativamente) più facile capire quando hai 'scoperto' una persona interessante (al super se va bene 'scopri' un bel pao di gambe che la prorietaria ha deciso di scoprire, e se viene in jeans forse non scopri neppure quelle…).

  9. Paolo Graziani dice:

    Io non leggo Brontolo. E' un modo troppo prolisso per dire: "lei non sa chi sono io".

  10. Luca dice:

    Beh Massimo, concordo con te. Si puo' essere sprezzanti e taglienti senza scendere nella volgarita'. Brontolo trascende le regole di buon gusto, a volte divertendo, il piu' delle altre annoiando.

  11. stefano hesse dice:

    Concordo con Massimo (il padrone di casa). Purtroppo avevo sopravvalutato l'acume brontolesco. Ma penso sia rimasto vittima del suo personaggio. Penso sia almeno un po' più intelligente di quello che traspare. Nel frattempo andrò all'HEsselunga.

  12. Gino dice:

    …e comunque Brontolo è Riccardo Bocca. Ormai lo sanno anche i bambini, che lo riconoscono, lo salutano e gli chiedono l'autografo mentre fa la spesa all'Auchan il venerdì pomeriggio.

  13. Gianluca Neri dice:

    Onestamente non capisco Metitieri. a) perché non coglie la provocazione (e se Brontolo riesce ad ottenere 100 commenti a botta è evidente che vuole provocare, indurre una reazione, e ci riesce persino bene; b) l'essere "in internet da una decina d'anni" rende noi migliori di quelli che sono appena arrivati? Non è anche questo un modo – più subdolo, persino più elitario – di affermare che "ce l'abbiamo più grande"?

  14. Fabio Metitieri dice:

    Moruzzi, se vuoi dire che in Rete puo' accadere (e sototlineo _puo'_) di avere rapporti che portano piu' rapidamente a una buona conoscenza reciproca, sono d'accordo con te.

    Vuoi l'effetto schermante del Pc, vuoi il fatto di conoscersi senza contesti che ti frenano, portano le persone a essere (talvolta) piu' aperte. E tu che fai il miticcaro questo lo sai bene, no?

    Salvo poi incontrarle di persona e scoprire che hanno le gambe storte e pelose, e da questo punto di vista forse e' ancora meglio il supermercato… ;-)

    Ma Mante qui rilanciava la sua solita filosofia del quanto semo fighi e rivoluzionari noi con i blogghe, una visione che sinceramente ha rotto i coglioni. O, detto piu' educatamente, da almeno due anni, Imo, non ha piu' ragione di esistere.

    Cosi' come non ha piu' senso discutere di blog in generale, se non come strumento di editoria, ma si dovrebbe iniziare a ragionare su casi concreti o almeno categorie di uso dei blog. Altrimenti, veramente potremmo metterci a parlare di quanto sono rivoluzionari, chesso', i word processor, e di quanto sono fighi quelli che li usano al posto di carta e penna…

    Da questo punto di vista ho trovato abbastanza demenziali anche i commenti che ho letto finora sul convegno di Napoli. Sembrano cronache dal passato… Continuando così', bisognera' smettere di parlare di "fuffa" e iniziare a ragionare in termini di piu' banale "muffa".

    Poi insomma, che palle… qui non si puo' piu' fare una critica senza che il solito ignorante di turno ti accusi di essere un troll. Qui e altrove… Una volta e' Mau, che e' rimasto fermo alla preistoria e cita testi di venti anni fa trovati nella Usenet da collezionismo (ma non sono ancora connessi a Internet, quelli del Telecom Lab?), una volta e' un altro… ma studiate, prima di parlare e pensate prima di scrivere, via. Comunque, Ok, la Rete va avanti anche se voi restate indietro.

    Ciao, Fabio.

  15. Fabio Metitieri dice:

    Neri, quando hai smaltito quello che ti sei fumato oggi, torna tra noi e leggi i commenti, prima di commentarli. Perche'…

    a) io non ho detto un beato su Brontolo. L'ho letto pochissimo, e ancora meno ho da commentare su quello che scrive.

    b) avevo appunto scritto che forse persino noi abbiamo smesso di avercelo piu' grande solo perche' siamo in rete da 12 anni (sottolineo: 12 e non 10…. ;-)

    Ciao, Fabio.

  16. bambi dice:

    un annetto fa metiteri proclamava, proprio in questi commenti: fai passare due anni e dei blog non si ricorderà  più nessuno. Oggi dice che sono così diffusi (come i word processor) che non si può parlarne in generale, e questo da almeno due anni. Bello avere tra di noi un navigatore del tempo, no?

  17. Gino dice:

    Bambi, guarda che invece ha proprio ragione Metitieri: non mi risulta infatti che ci sia tutto questo gran dibattito sui word-procesor.

  18. Fabio Metitieri dice:

    E' che ieri sera ho visto Paycheck. Comunque, e' bello avere gia' degli esegeti. Ache punto e' la mia biografia, bambi?

    Ciao, Fabio.

  19. .mau. dice:

    Met, il caldo ti fa così male? Oppure c'è qualche altro problema, visto che hai ripreso una cosa di un mese fa (differenza tra troll e flamer) sulla quale l'unica pezza d'appoggio alla tua affermazione che hai portato è stata quella dei tuoi libri.

    àˆ vero che non ho più commentato cose commentate anche da te, ma dillo subito se ti senti male se non ti considero!

    Ah, giusto per darti un'ideacronologica: vent'anni fa Usenet era a malapena nata, e non c'era il concetto di troll. Poi sono tre anni che non sono più in Tilab…

  20. MassimoSdC dice:

    Sì, d'accordo con tutti e con nessuno, ma Brontolo, chi è? [ma non si scambi questa mia come una curiosità  circa l'identità  vera del personaggio in questione, quanto piuttosto nell'inutilità  della domanda in questione]

  21. Fabio Metitieri dice:

    Veramente ti avevo citato libri non miei, Mau, tipo Locke e Wallace, se non sbaglio, ma certo, se tu non leggi mai nulla…

    E dove sei adesso? Non lavori piu' per Telecom?

    Ciao, Fabio.

  22. andrea dice:

    Brontolo è un piccolo caso. Mi pare qualcosa di molto vecchio trapiantato a forza in un'infrastruttura più "nuova" di lui. La scrittura di Brontolo-Bocca è vecchia. Ma, come non ha mancato di sottolineare Neri, funziona. Fa ascolto. Brontobocca è un pezzo da novanta dell'industria editoriale italiana; ma non fa cento commenti per questo: fa centocommenti perché sa scrivere bene "mi trombo tua sorella" e "lei non sa chi sono io". Preistoria della comunicazione. Ma mi fa venire in mente il fax. Una roba tanto – ma tanto – antiquata e tecnologicamente surclassata, eppure presente (perfino utile) praticamente in ogni ufficio.